“….una sera il tenente sbandato Ciccioli Guglelmo mi comunicava una triste notizia: i tedeschi stanno minando la diga dello Scandarello. La notte la passai insonne, pensavo come salvarla: mia moglie singhiozzava. La mattina del 15 (giugno 1944) informai mio fratello (carabiniere Antonio) e Checco (Francesco Gabrielli, amico)…..e’ necessario raggiungere L’Aquila gia liberata dai partigiani. Il comandante della piazza Leopardi ci mise a disposizione un Capitano che doveva coordinarci per trovare un artificiere. Ci presento’ un tenentino che tremava solamente a sentire quello che c’era da fare. Mio fratello Antonio disse: “lasciamolo stare , questo ci muore per strada”. Antonio rintraccio’ un maresciallo artificiere che non era propenso a venirci…… ma riuscimmo a convincerlo. Arrivammo all’una dopo mezzanotte del 17 ad Amatrice dopo aver percorso chilometri a piedi sotto una pioggia battente. Giungemmo alla diga con altri volenterosi. Primo compito occorreva rimuovere tutte le mine a strappo poste all’esterno della galleria. Collegate con fili di ferro, se ci inciampavi era finita. Occorreva fare un passamano per portare all’esterno tutto il materiale esplosivo (in totale risulto’ in ben 56 quintali)! Occorevano altri uomini. Usci’ mio fratello per cercarli. Restai io, il maresciallo di Sabato e il sergente Pellicciari…. Dopo accatastate molte mine apparvero quelle ad orologeria. Il maresciallo esclamo’: Via Muzi…sara’ bene guardare meglio….Passo quel mostro (la mina ad orologeria) al Pellicciari….mi avvicinai con l’acetilene….si noto’ una seconda mina ad orologeria….quel tic tac delle mine ci terrorizzava…. Riuscimmo a depositare quelle mine nella boscaglia e ci allontanammo. La diga era salva e insieme a noi tante migliaia di cittadini e miliardi di danni”.
Il racconto del partigiano Alfredo http://it.wikipedia.org/wiki/Alfredo_Muzi che insieme ad altri valorosi uomini, salvò la Valle del Tronto ed Ascoli Piceno, da una scongiurata catastrofe.
http://www.ilgiornaledirieti.it/leggi_articolo_f1.asp?id_news=25604
Matteo







