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-55ettari:SOS.salviamoilpaesaggio.it


2012
01.07

Il “Polo della logistica della Sabina” è destinato ad occupare una superficie di 200 ettari, con capannoni alti 15 metri per un volume totale di quasi 10 milioni di metri cubi – su un’area ad alto valore paesaggistico, con importanti emergenze storico-archeologiche.

La Sabina è un’area subito a nord di Roma, una zona collinare molto bella, a ridosso del Tevere ricca di piane fertili e coltivabili, territorio dell’antica città di Cures. La Sabina è un territorio di elevato valore paesaggistico: con una florida agricoltura – foriera di prodotti agricoli tipici di alta qualità (come l’olio DOP Sabino)- , ricco di presenze archeologiche (in particolare dal periodo arcaico a quello repubblicano fino ai primi due secoli dell’impero romano) in un contesto climatico ideale.

Il Piano Territoriale Paesaggistico della Regione Lazio indica infatti l’area di Cures Sabini – tra Monopoli, il Tevere, Passo Corese e Fara Sabina – come Parco archeologico. Nonostante le peculiarità dell’area, nel 2000, il Consorzio Industriale di Rieti vi progetta un polo logistico destinato ad occupare una superficie di 200 ettari: un’operazione di alto impatto ambientale.
I lavori di sbancamento sono iniziati, ma le polemiche non cessano.

WWF Lazio ha chiesto all’area VIA della Regione Lazio, quale autorià competente, di esercitare il controllo sull’osservanza delle prescrizione impartite in sede di valutazione di impatto ambientale – e nel caso si accertassero violazioni delle prescrizioni impartite o difformità sostanziali da quanto disposto dalla VIA – di disporre la sospensione dei lavori e l’eventuale ripristino dei luoghi. Legambiente Lazio ha presentato un esposto alla Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Lazio e alla Soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio segnalando che i lavori di sbancamento in corso per la realizzazione del Polo della logistica rischiano di arrecare danni gravi e irreparabili al sito archeologico.
Documento di Sintesi
1- Il luogo, il progetto e le valenze archeologiche ed idrogeologiche:

a) L’area è subito a nord di Passo Corese, tra l’abitato di Cures Sabini (il posto del ratto delle Sabine) ed il Tevere, a circa 40 km da Roma.

b) L’area ha una superficie di 200 ettari, collinare. Un tipico paesaggio Sabino, con olivi, vigne, colline, alberi, prati, allevamento, pastorizia. (v.foto)

c) Su quest’area il Consorzio Industriale della Provincia di Rieti progetta, nel 2000, un Polo della Logistica che prevede: a) lo sbancamento totale delle colline con l’asportazione di 4 milioni di metri cubi di terra e b) la costruzione di capannoni industriali e altro per circa 10 milioni di metri cubi di costruito (una volta e mezza circa il Polo della Logistica di Fiumicino: questo di Passo Corese è il Polo della Logistica più grande del Centro Italia)

d) L’area è stata indagata già nel 1980 e segg., come parte di un contesto più vasto, dall’archeologa Prof.ssa Maria Pia Muzzioli, da cui è derivato il libro “Cures Sabini” collana Forma Italiae (1980) e dove la Prof. Muzzioli censisce centinaia di siti archeologici, dal paleolitico alle varie età romane. Oltre i siti di superficie, la Prof. Muzzioli trova una serie di acquedotti a percolazione, estesi su gran parte dell’area, che i Romani savana per filtrare e raccogliere l’acqua piovana: ja vera e propria meraviglia naturale,sepolta sotto lo strato di tufo, che lo sbancamento delle colline verrebbe irrimediabilmente e cancellare.

e) L’area è stata studiata nel 2000 da un gruppo di Archeologi Inglesi della “British School of Rome”. Vent’anni dopo lo studio della Muzzioli, i reperti archeologici in mano agli studiosi li portano a dichiarare nel libro “Sabinensis Ager Revisited” (British School of Rome , 2002, che i siti archeologici della sola area del Polo” sono passati da 39 a 118, dal preistorico all’orientalizzante, dall’arcaico al Romano Imperiale.

f) Nel 2007, la Regione Lazio, nel suo P.T.P.R. (Piano Territoriale Paesistico Regionale), dichiara l’area parte del Parco Archeologico e Culturale della Sabina: Tav C, 20, atto 556 del 25-07-2007e nella tavola B20 della stesso Piano indica anche le presenza archeologiche puntuali.

g) Durante gli studi idrogeologici fatti per la Valutazione di Impatto Ambientale, il Geologo Dott. Chiaretti dichiara che una parte consistente della zona è a rischio idrogeologico in varie parti, perché situata al termine di una serie di valli dove converge l’acqua piovana di una zona molto vasta.

2 – Il valore delle opere, le indagini della soprintendenza, le pressioni, la partecipazione

a) Il valore delle opere è stimato intorno al miliardo di euro

b) La soprintendenza indaga l’area con mezzi economici forniti dal Consorzio Industriale, come previsto dalla legge. Sulla Soprintendente si è fatto pressioni da più lati, anche in via ufficiale, perché dia lo sta bene alle costruzioni. Fanno pressione tutti, dal Consorzio agli industriali ai sindacati (sic). Non c’è nessuno che abbia rispetto per lo Stato al lavoro.

c) Il sindacato di Polizia ha reso noto che nella zona sono state segnalate presenze di organizzazioni a carattere mafioso interessate ai lavori nell’area (il movimento terra è appannaggio di clan ben conosciuti)

d) La partecipazione del pubblico al processo decisionale, come prevede la legge delle valutazioni di Impatto ambientale, non è stata rispettata: l’opera, che ha dimensioni che vanno molto al di là del piccolo paese sulla cui area insiste, ha una scala nazionale e la VIA andrebbe fatta almeno a livello provinciale se non regionale. Ciò non è successo.

3 – La situazione oggi:

a) Le ruspe hanno distrutto le colline su un area di 55 ettari (su 200) che la Soprintendenza ha svincolato. La situazione è grave ed è urgente la necessità di agire al più presto per fermare il disastro ambientale, sociale e culturale in corso.

4-Ciò che si chiede alle istituzioni:

a) Fermare in via cautelativa i lavori, in modo che le indagini archeologiche siano espletate con tutta la calma necessaria.

b) Fermare in via cautelativa i lavori, in modo che le indagini idrogeologiche siano espletate con tutta l’accortezza necessaria

c) Sia realizzato il progetto Regionale di Parco Archeologico e Culturale della Sabina

d) Si realizzi un indagine, mai effettuata, sulla necessità di un ulteriore Polo della Logistica, in una situazione industriale in declino. Si cerchi, se necessario, un luogo alternativo con un impatto ambientale non devastante.

e) Si realizzi la partecipazione del pubblico prevista dalla legge, con la convocazione di una o più conferenze di studio sull’area, condotte da esperti indipendenti nei campi: archeologico, ambientale, agricolo, turistico, economico, pastorale.
Per maggiori informazioni:
http://www.fondoambiente.it/sos-paesaggio-lazio-sabina.asp

Fonte: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2011/12/polo-logistico-di-fara-in-sabina-addio-a-200-ettari-di-parco-archeologico/

Il Paesaggio può essere la decorazione anche dell’ambiente costruito, dalle opere d’Arte. (Matteo)

“SABINA E UN NOME DI DONNA”


2012
01.04

SABINA E UN NOME DI DONNA” primo EP dei Grazie Mario, band sabina formata dai suoi due ideatori, musicisti nonché cantanti e autori Stefano Pace e Marco Conti. Tre anni fa derivando entrambi da corpose esperienze nella musica popolare fondavano questo duo dal curioso nome che prende spunto da una famosa sequenza del film “Non ci resta …

Da circa due anni dicevamo di voler registrare una demo. Quando nel 2008 fondammo i Grazie Mario, ci occupavamo di canti popolari e saltuariamente di canzoni dâautore. Diverse date al mese nei live-club della Sabina (una regione storico-geografica dell’Italia centrale, situata tra Umbria, Lazio e Abruzzo) ci hanno permesso di elaborare unâesibizione fatta di antichi canti e vecchie canzoni. Nel contempo decidemmo, o scoprimmo, di saper anche noi scriver canzoni. Come registrarle? Dove registrarle? Cosa farne? Abbiam tergiversato a lungo. Pochi mesi fa forniti dellâattrezzatura necessaria, grazie al sostegno di molti amici, siam partiti per un casale ai margini di un grande e bel bosco sopra il paese di Roccantica (RI). Tagliavamo legna, mangiavamo a sazietà ed incidevamo le nostre canzoni. SABINA E UN NOME DI DONNA nasce così. Che faccia buon viaggio.
GRAZIE MARIO.

http://www.archive.org/details/SabinaUnNomeDiDonna-GrazieMario

Differenziamoci 2011 (Video n° 4)


2011
12.17

Quarta parte video del convegno sulle esperienze di raccolta differenziata in provincia di Rieti, tenutosi in sala Farnese a Poggio Mirteto il 12/11/2011.

Differenziamoci 2011 (4) from matteopaoletti on Vimeo.

Terza parte del video

Si apre il dibattito sulla gestione del processo della Raccolta Differenziata:
Società a capitale pubblico provinciale.
La gestione attraverso la Municipalizzata a Magliano Sabina.
Il Compostaggio di Comunità, dell’Unione della Valle dell’Olio, come dall’esperienza di Corchiano.

A meno che l’Amministrazione provinciale di Rieti voglia costituire una società cooperativa, la finalità da statuto delle società di capitali è il lucro, profitto. Credo vada in conflitto con le finalità.
Penso si debbano sburocratizzare e snellire i processi in modo cooperativo e solidale. (Matteo)

Differenziamoci 2011 (video n°3)


2011
12.06

Terza parte video del convegno sulle esperienze di raccolta differenziata in provincia di Rieti, tenutosi in sala Farnese a Poggio Mirteto il 12/11/2011.

Differenziamoci 2011 (3) from matteopaoletti on Vimeo.

Seconda Parte del Video.

Nel video gli interventi di; Giorgia Brugnerotto per l’Associazione Postribù, Walter Consumati consigliere del Comune di Poggio Mirteto, Marco Cortella Assessore dell’Unione dei Comuni Bassa Sabina, Giancarlo Felici Assessore della provincia di Rieti, Tullio Pellegrini.

Differenziamoci 2011 (video n°1)


2011
11.20

Prima parte video del convegno sulle esperienze di raccolta differenziata in provincia di Rieti, tenutosi in sala Farnese a Poggio Mirteto il 12/11/2011.

Differenziamoci 2011 (1) from matteopaoletti on Vimeo.

Apre il convegno il Presidente del circolo Legambiente Bassa Sabina Sandro Mancini,
Intervengono: l’Assessore ai Rifiuti della provincia di Rieti Gian Carlo Felici, Tullio Pellegrini.

Questo è il primo video che ho caricato. Per il resto del dibattito bisogna aspettare le prox sett, Vimeo ti da gratis 500Mb a week!

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Differenziamoci 2011


2011
11.08

Il circolo Arci di Poggio Mirteto e Legambiente Bassa
Sabina organizzano per il 12 Novembre alle 16.30 presso la sala Farnese del comune di Poggio Mirteto, un convegno dal titolo:
differenziamoci2011
Ascolteremo la descrizione del Piano per la Raccolta Differenziata in provincia di Rieti direttamente dall’ assessore Gian Carlo Felici. Seguirà un dibattito,a cui abbiamo invitato i sindaci del territorio, sicuramente utile, per capire meglio cosa aspettarci su questo argomento.
La vostra presenza è, come sempre, importante.

“ Differenziare non è virtuoso è civile”

Sandro Mancini

No no, non è un déjà-vu, un Loop? e allora?

Siamo in provincia di Rieti, 160 mila abitanti, neanche un quartiere di Roma, distribuiti per lo più in area rurale. Tutti borghi e paesini, tranne la cittadina di Rieti, in un piattume culturale che ti fa dimenticare di essere a 60 Km dalla capitale.
Tra tanti presidenti però, del circolo dei bocciofili e associazione inventate, c’è Melilli l’ex sindaco di Poggio Moiano il presidente della provincia, Giancarlo Felici l’ex sindaco di Montopoli l’assessore ai rifiuti? Giuseppe Rinaldi l’ex sindaco di Poggio Mirteto consigliere intellettuale e Oreste Pastorelli il commerciante di voti craxiano, vice.
Ah! c’è pure l’assessore alla cultura? con cui ho avuto il piacere di confrontarmi in conferenza stampa Arte.r.i.e-Festival delle Bande di Strada 2010, il quale mi ha chiesto cosa significasse “prodotto a Km0″, che te possino è!!! (Internos: Ma le strade della Musica perchè non si fanno più? ti piace solo la fisarmonica e la zampogna?)
L’assessore ai rifiuti Felici, ormai lo saprà recitare a memoria quel piano dei rifiuti http://www.provincia.rieti.it/Engine/ApprovazionePianoRifiuti sono tre anni che ci va in giro.
Ma poi perchè non è consultabile dal sito della provincia? ..che lo cambiate?
A me sembra poi che più che piani, alti, bisogna stare con i piedi per terra, ci serve la buona volontà per fare la raccolta differenziata.
Cari Presidenti, Amministratori locali, sopralocali, etc, bisogna che scendiate casa per casa a SPIEGARE alle persone che differenziare e riciclare quello che oggi è considerato di scarto di rifiuto, significa in larga scala frenare i processi di dilapidazione delle Risorse del Pianeta Terra, che non sono infinite e questo pianeta non ce la fa più a sostenere i ritmi del consumismo neoliberista.
Vuoi consumare; consuma responsabilmete, almeno non tapparti gli occhi della coscienza e gettare tutto nella “buca/montagna privata” del percolato di Cerroni l’imperatore della Monnezza! o mandarli a spasso per Viterbo.
Con il vetro ci si faranno altre bottiglie e bicchieri per il perlage, con la plastica il tuo portatile iperaccessoriato, con l’alluminio un bella bici o una caffettiera.
Se butti tutto in discarica tra i percolati e acidi bullicanti, poi dove si va a prendere le materie prime?
Nelle miniere che il paese delle meraviglie di Gaia ha lasciato, guarda che poi ad un certo punto finiscono..
Cari Illustrissimi Presidenti tutti, Assessori, Onorevoli dell’ordinamento galattico precostituito, dopo 3 anni senza risultato, io comincio a pensare che sia diventato patologico.O è questione di incompetenza? oppure si permea nel torbido dell’interesse? ho capito, è il clientelismo dei voti?
Bisogna fare una grande Rivoluzione degli stili di vita che implica enormi sacrifici e sforzi insostenibili? ma noooooo… :)
Ah!! Forze il motivo è perchè state sempre chiusi nei palazzi, sapete a casa che cosa dovete fare?
Prendere cinque recipienti diversi come vi pare a voi, per la carta, il vetro, la plastica, l’alluminio e l’organico e allor dunque avete sottomano quelle materie là, mettercele dentro.
Poi quando sono pieni uscite di casa, cercate gli appositi recipienti e conferitecele, se ce ne sono, sennò andate a reclamarli dai vostri amministratori. Se per l’organico che è il 30% del rifiuto, vi dicono che non si può far nulla perchè non c’è l’impianto di compostaggio, allora costruitevi o comperate una compostiera. Ci sono anche composter da interni come ad esempio Naturemill dal curato design o delle belle che si addicono all’architettura del giadino della vostra villetta.
Provate, non è difficile, non siamo mica nell’area metropolitana di Shanghai, ma molto vicino a quello che stanno facendo i vostri colleghi, insieme ai cittadini di Corchiano in provincia di Viterbo.
Perchè, in giro per la provincia di Rieti non si ha traccia di una bella campagna di comunicazione per la strategia RIFIUTI ZERO?? una di quelle che ti accendono i neuroni giusti. Si tratta di un pò di manifesti nei quali si invitano le amministrazioni comunali e i cittadini ad abbracciare queste pratiche.

Esperienza di Corchiano con Autocompostaggio

Delibera di adesione del Comune di Corchiano alla rete compostatori domestici

Teoria e pratica del Compostaggio Domestico
CNR-Istituto per lo Studio degli Ecosistemi, Pisa
Rete Italiana Compostaggio Domenstico
http://www.composterdomestico.it

Auspico un accelerazione propulsiva in tal materia.

Matteo

Addio Amore Mio – Tv Lumière


2011
10.07

Addio Amore Mio è il nuovo album dello storico gruppo Sabino-Umbro Tv Lumière, dove dissonanze, metriche e curati incastri, fanno calare le emozioni dell’ascolto in un mistico romanticismo.

http://www.tvlumiere.it/

Le emergenze di Cures, che fù città Sabina


2011
10.02

In un imprecisato punto dell’Universo,la galassia Via Lattea espande in un abbraccio
le ciclicità del Sistema Solare.
Un posto dalle condizioni miti,il Pianeta Gaia,la Terra.
-Le vedi quelle colline,quelle valli e gli orizzonti?
Sicuramente è stato il Pleistocene a modellarli, non solo…
Poi sembra che ad un certo punto sono comparsi gli Umani che non con poche fatiche hanno cercato di organizzarsi, vabbè…
A noi sono arrivate avvolte, nella terra significative tracce delle prove organizzative
-Ci siete mai stati ad Amor? ah! ops Roma… be una volta non lontano dalle
tribù della confederazione di Albaloga c’erano i Sabini si dice fratelli dei Piceni,
figli degli Umbri e dei Sabelli, venivano dalle Montagne su, verso l’Adriatico.
Queste tribù si stanziarono anche sui terrazzi fluviali del Tevere e fondarono delle città.
Una di queste si chiamava Cures, sorta su un crocevia importate per la viabilità antica tra il Tevere ed i tratturi della Salaria..
Da li, nel punto più alto dell’Acropoli si potevano vedere ad occhio nudo le terre piatte dei Latini,le città degli Etruschi come Vejo,nelle sponde opposte gli insediamenti Capenati e Falisci ed il cono del Soratte tra la selva Cimina.

-Ma come sappiamo tutte queste cose?
-Bè, qualcuno l’ha scritto sulla pietra, qualcuno su tavole di legno, qualcuno l’ha tramandato oralmente.
Si dice società Oligarchiche, dure, in guerra..
Hai mai pensato a quando in un discorso pronunci la parola Curia, o Quirinale?
Sono termini che ci riconducono proprio a Cures nell’odierna Passo Corese nel comune di Fara Sabina,perchè è li che si trovano i resti di quella città.

Gli uomini dopo un imprecisato periodo di violenze, guerre, ingiustizie e sopraffazione, la abbandonarono, senza che le guerre, le ingiustizie, le violenze e le sopraffazioni cessassero.
Ad un certo punto, passati tanti secoli:

Tenuta degli Arci. Sul Fiume Corese. Sabina. 9 Aprile 1875. Nel centro della tenuta Arci, spettante alla tenuta torlonia e posta a circa 3 Km e mezzo dalla stazione di Passo Corese fra la via Reatina e la strada Territoriale per Fara, il fiume Corese forma un angolo retto, girando sulla base di una collina sul livello del fiume di ottanta metri.
La superficie della città è sufficentemente ben riconoscibile. La sommità più vicina al fiume pure è ben riconoscibile……..La parte del tempio del foro visibile il 9 Aprile 1875 si limita alla cornice dello stillobate. Il tempio era ornato da colonne di ordine ionico in travertino scanalate.

Maria Pia Muzzioli, 1980:
Valle del colle occidentale e il colle di S. Maria deli Arci. E’ questa l’area in cui si praticarono gli scavi che portarono all’individuazione della Cures Romana. Per tutta la valletta sono sparsi in grande quantità resti di strutture: malta, ceamenta, tessere di opera reticolata,frammenti di lastrine di marmo da rivestimento, blocchi squadrati di puddinga,mattoncini di opus spigatum, tessere mosaico bianche e nere.

-Anche gli orecchini,collane,ciondoli e ampolle per il profumo,delle donne…?
-Si.
-Sembra che li ora verso le strade che portavano al porto sul fiume Tevere gli Umani,presi da raptus del profitto, armati di tecnologie meccaniche a propulsione fossile stiano autocancellandosi la propria memoria…
-Si ma non solo li, vero?
-No no, su tutta Gaia, la Terra, però li particolarmente si sono accaniti.
-Ma distruggono tutto?

-Si si, loro dicono che faranno un Polo della Logistica, sembra che si siano dimenticati che la vita sulla terra sia regolata da equilibri delicati, e che sono le condizioni che il pianeta terra garantisce a far sopravvivere l’umanità a le biodiversità..

Certo che a guardare tutto questo da quassù, dalla galassia dentro di noi, è veramente una corsa folle quella che stanno facendo gli Umani di Gaia vero?
-E già, folle e forse irreversibile, spero che lo capiscano presto..
-E sulla galassia di Andromeda sono arrivati i neutrini?

Foto dell’area archeologica di Cures
http://www.panoramio.com/user/2283030/tags/AgerCurensis

Fonti:
-CURES SABINI (Forma Italiae), Maria Pia Muzzioli, Firenze 1980
-Distribuzione di siti romani nell’area archeologica di
“Cures Sabini” http://www.itabc.cnr.it/f_progetti_ricci.htm
- http://it.wikipedia.org/wiki/Cures_Sabini
-http://www.sabinafutura.it/2010/12/16/cures-le-ruspe-cancellano-la-storia/


Tutti i video del convegno http://www.youtube.com/user/lallaria

MAtteo

I tedeschi stanno minando la diga dello Scandarello


2011
09.12

“….una sera il tenente sbandato Ciccioli Guglelmo mi comunicava una triste notizia: i tedeschi stanno minando la diga dello Scandarello. La notte la passai insonne, pensavo come salvarla: mia moglie singhiozzava. La mattina del 15 (giugno 1944) informai mio fratello (carabiniere Antonio) e Checco (Francesco Gabrielli, amico)…..e’ necessario raggiungere L’Aquila gia liberata dai partigiani. Il comandante della piazza Leopardi ci mise a disposizione un Capitano che doveva coordinarci per trovare un artificiere. Ci presento’ un tenentino che tremava solamente a sentire quello che c’era da fare. Mio fratello Antonio disse: “lasciamolo stare , questo ci muore per strada”. Antonio rintraccio’ un maresciallo artificiere che non era propenso a venirci…… ma riuscimmo a convincerlo. Arrivammo all’una dopo mezzanotte del 17 ad Amatrice dopo aver percorso chilometri a piedi sotto una pioggia battente. Giungemmo alla diga con altri volenterosi. Primo compito occorreva rimuovere tutte le mine a strappo poste all’esterno della galleria. Collegate con fili di ferro, se ci inciampavi era finita. Occorreva fare un passamano per portare all’esterno tutto il materiale esplosivo (in totale risulto’ in ben 56 quintali)! Occorevano altri uomini. Usci’ mio fratello per cercarli. Restai io, il maresciallo di Sabato e il sergente Pellicciari…. Dopo accatastate molte mine apparvero quelle ad orologeria. Il maresciallo esclamo’: Via Muzi…sara’ bene guardare meglio….Passo quel mostro (la mina ad orologeria) al Pellicciari….mi avvicinai con l’acetilene….si noto’ una seconda mina ad orologeria….quel tic tac delle mine ci terrorizzava…. Riuscimmo a depositare quelle mine nella boscaglia e ci allontanammo. La diga era salva e insieme a noi tante migliaia di cittadini e miliardi di danni”.

Il racconto del partigiano Alfredo http://it.wikipedia.org/wiki/Alfredo_Muzi che insieme ad altri valorosi uomini, salvò la Valle del Tronto ed Ascoli Piceno, da una scongiurata catastrofe.
http://www.ilgiornaledirieti.it/leggi_articolo_f1.asp?id_news=25604

Matteo

Buskers in Sabina


2011
09.07

Sabato 10 e Domenica 11 settembre 2011 Collevecchio
http://festivalsabinobandedistrada.net

LumaBusker


http://www.facebook.com/pages/Festival-Sabino-delle-Bande-di-Strada/

MAtteo