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Da “Borgo a Borgo” passeggiata lungo il Tevere-Farfa


22 feb

Comunicato stampa:

DOMENICA 27 Febbraio 2011

Passeggiata naturalistica nella Riserva Naturale Tevere-Farfa

Riserva Naturalistica Tevere-Farfa

Riserva Naturalistica Tevere-Farfa


Riprendendo l’appuntamneto periodico dell’iniziativa : DA BORGO A BORGO , i gruppi e persone che vivono in Sabina e dintorni hanno organizzato

una bella giornata in contatto con la natura accompagnati dal personale della Riserva, grazie al Commissario Lucia Ambrogi

L’appuntamento, al fine di favorire l’arrivo con i mezzi pubblici e quindi con una forma di viaggio sostenibile, è presso la stazione di Poggio MIrteto. Dalla stazione Tiburtina di può prendere un treno alle 8 e 15 che arriva alla Stazione di Poggio MIrteto poco dopo le 9 , per i ritardatari si aspetterà al massimo le 9 e 35 e cioè l’arrivo del treno successivo; ovviamente per costoro non ci sarà il tempo per degustare una buona colazione presso il forno. La gita si sviluppa tutta lungo il fiume e ad un certo punto visiteremo anche dei capanni per l’avvistamento degli uccelli. Si arriverà presso gli Uffici della Riserva dove ci sarà una piccola degustazione di formaggio di percora offerta dall’ECO Fattorie Sabine . Sempre presso gli Uffici verrà proiettato un filmato sulle Foreste del Borneo prodotto da Maria Teresa De Carolis che ci parlerà del suo progetto in difesa di quell’angolo meraviglioso del Pianeta .
Il ritorno, sempre a piedi o eventualmente, è previsto nel tardo pomeriggio.
Il percorso a piedi andata e ritorno è tutto in pianura ma essendo di complessivi 20 km richiede qualche ora di comodo cammino. Ci sarebbe anche la possibilità, per i più pigri, di fare un tratto in battello ma visti i tempi stretti dovremmo avere un certo numero già prima di questo sabato e comunque su Prenotazione obbligatoria il prima possibile, possiamo provarci.
Vi aspettiamo numerosi e diffondete

Programma della giornata:

Ore 9.15-9.30:

§ Ritrovo alla Stazione FS Poggio Mirteto (Linea FM1 Orte-Fiumicino). Si invitano gli interessati a preferire il trasporto pubblico per una mobilità sostenibile.

Per info su orari:

- treni: www.ferroviedellostato.it

- bus: www.cotralspa.it

§ Passeggiata con guida naturalistica della Riserva: livello facile, durata 5 ore circa (A/R), sentiero pianeggiante e accessibile a tutti (passeggini inclusi)

Ore 13-14.30:

Aula convegni della Riserva: Presentazione del progetto per la tutela delle foreste del Borneo a cura di Maria Teresa de Carolis, con proiezione

filmato e ristoro vegano la proiezione è uno spunto per riflettere sul consumo di beni che stanno privando il pianeta di risorse insostituibili; il filmato è Green, film pluripremiato del regista francese Patrick Rouxell, a seguire piccolo rinfresco Vegan, con dolci fatti dalla stessa Maria Teresa. E’ una occasione per parlare inoltre del progetto che la De Carolis sta realizzando per filmare la situazione indonesiana. Partirà ad agosto con un gruppo di persone, semplici eco-turisti, che sosterranno il documentario con il loro stesso viaggio http://www.progettoborneo.it/

§ Degustazione di formaggio di pecora bio delle Ecofattorie Sabine e testimonianza di Alessandro Pozzi agricoltore biologico

Note varie: pranzo al sacco, abbigliamento comodo e adatto al cammino.

Chi vuole potrà lasciare un’offerta per il progetto Borneo

E’ gradita la prenotazione!

Contattare preferibilmente per sms

Paolo Piacentini: paolo.piacentini@gmail.com 3400607621
Ines Innocentini: ines@vialattea.com 347 6595026

http://www.slowfoodsabina.blogspot.com/

Matteo

Saluto ai Ratti della Sabina


19 feb
I Ratti della Sabina, Carnevalone Liberato 2010

I Ratti della Sabina, Carnevalone Liberato 2010

La Tarantella Del Serpente

intro: Lam Do Lam Mi Lam Do Mi

tema: Lam Do Mi Lam Fa Do Mi

Dicunu li vecchi de paese
che se taji un serpe llà ‘nnu mezzu,
quillu, mica more ma renasce
più cattivu de la peste,
più ‘gnorante de unu che lavora in un ufficiu pubblicu,
e più furbu de nà vorbe e d’un fainu missi ‘nsieme,
te ssé recorda e ssé tt’encontra
poi di pure che ppe tte é arrivata
in quillu momentu l’ora tea.

Rit: Lam Sol Do Mi Lam Sol Do Mi X2

intro: Lam Do Lam Mi Lam Do Mi

tema: Lam Do Mi Lam Fa Do Mi

Stete sempre all’erta
quannu annate p’à campagna
perchè s’ensinua in ogni buciu
a covà l’odio versu l’omini
e quannu scappa fori
ce tè l’occhi come a brace,
è tuttu niru come a pece
e se llù chiami pé nome se ‘ncazza veramente
e te perseguiterà pé sempre,
finu a che nun diventi mattu de capoccia
‘nsieme a tutti quanti i parenti tei.

Rit: Lam Sol Do Mi Lam Sol Do Mi X2 Sol Do Mi Lam Sol Do Mi Lam

Tant’è viru che qunn’unu é tantu stranu,
oppure é d’animu cattivu cò a ‘gnoranza che s’uncolla,
ce sta usanza, là ppé parti mei, de chiede a li cristiani
se per casu un giorno da monelli j’esse mica, tante vote, moccecatu u“Regu”.

Oddio! L’ho numinatu, mò che mme succederà?
Lu nome seu nun toccherebbe pronunciallu mai.
Mò spero, solamente, che la sorte sia clemente.
Nnù frattempu cantemo e ballemoce senza pensacce à tarantella,
à tarantella dù serpente.

http://www.facebook.com/pages/I-ratti-della-Sabina

In qualsiesi altra forma, sperando di risentirvi presto,

Matteo

Da Borgo in Borgo a Casperia: vieni e cammina


05 dic

COMUNICATO STAMPA

Rieti, 4 dicembre 2010

Seconda camminata di turismo sostenibile organizzata dal gruppo di associazioni locali “Da Borgo in Borgo in Sabina: vieni e cammina” per promuovere la mobilità dolce e la valorizzazione del territorio.

Rocchettine da borgo a borgo

Rocchettine da borgo a borgo


Dopo il successo dell’iniziativa lanciata il 10 ottobre a Torri in Sabina per festeggiare la Giornata internazionale delle azioni per il clima, domenica 12 dicembre sarà la volta del suggestivo borgo di Casperia con una passeggiata dedicata al Terra Madre day e al sostegno del progetto lanciato da Slow Food: “Realizzare 1000 orti in tutte le comunità africane di Terra Madre”.

“Non un orto qualsiasi però, – precisano gli organizzatori – perché in Africa, gli orti prima di tutto rappresentano una fonte di cibo sano e a portata di mano e un reddito supplementare per le comunità locali. Gli orti di Terra Madre favoriscono anche la conoscenza dei prodotti locali e della biodiversità, il rispetto dell’ambiente, l’uso sostenibile del suolo e dell’acqua, la salvaguardia delle ricette tradizionali”.

L’appuntamento a Casperia è a piazza Oddo Valeriani alle 9.30. Il percorso di 7 chilometri permetterà di visitare due produttori biologici locali – La Via Lattea (produzione gelati) e Rura Colimus (olio dop Sabina) – di scendere lungo dei sentieri per la maggior parte sterrati, di ammirare vecchi fontanili recuperati, meravigliosi olivi e l’antico insediamento disabitato di Caprignano per risalire all’ora di pranzo nel borgo storico di Casperia dove si parlerà insieme (presso il Dopolavoro Lounge con passaggio all’Enoteca Geco 107) del progetto “1000 orti in Africa” e della rete internazionale di Terra Madre. Nel pomeriggio è anche prevista una visita guidata nel centro dell’antica “Aspra”.

Panorama di Casperia, Aspra Sabina

Panorama di Casperia, Aspra Sabina


Anche in questa occasione l’invito, per apprezzare e rispettare la natura circostante ed in linea con la strategia “Rifiuti zero” che il gruppo “Da Borgo a Borgo” vuole trasmettere come stile di vita quotidiano, è quella di non portare materiali che possano trasformarsi in rifiuti, come stoviglie di plastica. Meglio una borraccia (da ricaricare con “l’acqua del sindaco” e della sorgente e per dissetarsi con tisane del posto) ed un piatto con posate non usa e getta da portare direttamente da casa.

I partecipanti riceveranno anche materiale sui luoghi visitati e sul progetto “1000 orti in Africa”.

Per informazioni contattare:
Ines Innocentini: 3476595026
Paolo Piacentini: 3400607621

Regione Lazio, interrogazione per il blocco del Polo della Logistica


15 nov

dalla Redazione del Giornale di Rieti
http://www.ilgiornaledirieti.it/leggi_articolo_f1.asp?id_news=21799

lunedì 15 novembre 2010

«Con un’interrogazione presentata oggi in Regione noi Verdi chiediamo il blocco immediato dei lavori perché il Polo Logistico di Passo Corese non rispetta le disposizioni fissate dal Piano territoriale paesisitico regionale (Ptpr) in quanto la variante fu approvata dal Consiglio regionale dopo l’adozione del Ptpr, senza tener conto delle misure di salvaguardia indirizzate alla tutela delle aree agricole e archeologiche» afferma in una nota il Capogruppo dei Verdi del Lazio Angelo Bonelli.

«Quindi tutta l’area interessata dal Polo logistico di Passo Corese ricade nell’area A20 come definita dal Ptpr “paesaggio agrario di rilevante valore” nel quale è necessario il mantenimento di forme di uso agricolo del suolo ed vietata espressamente la costruzione di manufatti fuori terra o interrati, la realizzazione di nuove strutture commerciali o terziarie, nuove strutture produttive industriali, installazioni di manufatti leggeri anche prefabbricati, nuove strutture per deposito merci o materiali».

«Inoltre, il Ptpr nella tavola B20 ha censito 129 siti archeologico come beni puntuali diffusi ognuno dei quali ha una fascia di rispetto di 100 mt nella quale naturalmente è vietata qualsiasi trasformazione territoriale, mentre invece si vuole realizzare su queste aree una colata da 10 milioni di metri cubi di cemento. – prosegue Bonelli – Ricordo, infine, che nel Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n.42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 1372″, all’Articolo 145 (Coordinamento della pianificazione paesaggistica con altri strumenti di pianificazione) le previsioni dei piani paesaggistici di cui agli articoli non sono derogabili da parte di piani, programmi e progetti nazionali o regionali di sviluppo economico e sono cogenti per gli strumenti urbanistici dei comuni, delle città metropolitane e delle province, sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici stabiliscono norme di salvaguardia applicabili in attesa dell’adeguamento degli strumenti urbanistici e sono altresì vincolanti per gli interventi settoriali».

«Per quanto attiene alla tutela del paesaggio, – conclude Bonelli – le disposizioni dei piani paesaggistici sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli atti di pianificazione ad incidenza territoriale previsti dalle normative di settore. Rimaniamo in attesa di un rapido intervento della Presidente Polverini e dell’Assessore regionale all’Urbanistica».

Ogni tanto fanno bene le interrogazioni ! :)

Matteo

Gli Anonimi dei rifiuti al Sacramento


10 nov

E quindi sarei io a scaricare calcinacci e rifiuti lungo la via del Sacramento, tra la valle del tevere e la valle dell’Aia(Imella)… bè avrei scelto un bel posto, già sottoposto a vincoli paesaggistici e di tutela per la valle del tevere, proprio in mezzo all’area archeologica di Poggio Sommavilla, olretutto è anche un area ripariale per l’avifauna migratoria, un unicum di biodiversità, dove ho scattato delle belle foto.
Vorrei proprio conoscerli questi fantasiosi anonimi che si divertono ad infamarmi falsamente di irrealismo. Di fantasia però non è che ne abbiano proprio tanta è…. infatti è vero che sono interessato a quell’area, ma per motivi decisamente opposti alla falsa e infantile accusa inoltrata al Corpo Forestale dello Stato e ai Carabinieri. Si perchè, con Legambiente Bassa Sabina due anni orsono, abbiamo presentato in Provincia di Rieti un progetto per la costituzione di un Parco che TUTELI E VALORIZZI il patrimonio Archeologico, Naturalistico(Floro-Faunistico) e Geologico di quell’area. La proposta evidenzia anche il fatto che la zona interessata, (cioè l’ultimo tratto del torrente Aia(Imella) che confluisce nel tevere con parte del Tevere stesso, nella zona Poggio Sommavilla-Grappignano nel comune di Collevecchio) è contigua alla riserva Tevere Farfa, alla riserva naturalistica del Monte Soratte e al fiume Treja e che per questo si prenda in considerazione il fatto che il bacino idrografico del Torrente Aia(Imella) sia un corridoio ecologico per la fruizione delle biodiversità tra l’entroterra appenninico e la tuscia.
E’ stato anche indicato che l’area sopradescritta sia da ricondurre nella “Rete Natura 2000″ ovvero SIC (siti di interesse comunitario) e ZPS (Zone di Protezione Speciale). Che diventi un Monumento Naturale, che già lo è….

Oggi sono andato a vedere quei calcinacci e rifiuti, ci sono veramente, chissà se oltre a dichiarare falsità questi anonimi poco fantasiosi non li abbiano scaricato loro.

Calcinacci_e_Rifiuti_al_Sacramento

Ricordo comunque che la calunnia e la dichiarazione di falso è reato e perseguibile ai sensi di legge.

Aah..! Non buttiamo i rifiuti nella nostra casa…

Rimango a disposizione,

Matteo

10.000 FIRME CONTRO L’A.S.I. di Passo Corese


11 ott

PETIZIONE CONTRO L’A.S.I. – Area di Sviluppo Industriale -

I SOTTOSCRITTI CHIEDONO:

- l’immediata sospensione dei lavori di costruzione del Polo della Logistica e di sbancamento delle colline a nord di Passo Corese (Ri), fino a che non venga realizzata una Valutazione Ambientale Strategica (VAS), così come prescritto dalla legge per opere di tale portata.

- un modello di sviluppo per la provincia di Rieti che ne valorizzi le risorse naturali, ambientali, turistiche, agricole, artigianali, culturali, archeologiche e che privilegi un’edilizia di recupero, restauro e piccole opere, senza la cementificazione selvaggia a cui stiamo assistendo, che distrugge in maniera irreversibile il nostro territorio.

Firma anche tu —>http://www.petizionionline.it/petizione/no-asi/2244

Io ho firmato, che aspettate?

Matteo

DA BORGO A BORGO IN SABINA: VIENI E CAMMINA!


02 ott

Da Torri a Rocchette:

10 OTTOBRE 2010 – DA BORGO A BORGO IN SABINA: VIENI E CAMMINA!

Rocchette and Rocchettine, under the Aia(Imella) stream, Sabines hills

Rocchette and Rocchettine, under the Aia(Imella) stream, Sabine's hills


Prima camminata lungo i meravigliosi sentieri sabini per festeggiare insieme
la Giornata internazionale per il clima e l’Anno Internazionale della Biodiversità

VI ASPETTIAMO!

PROGRAMMA:
ORE 9: RITROVO PRESSO UFFICIO POSTALE DI TORRI IN SABINA
COLAZIONE A KM 0 CON CIBI AUTOPRODOTTI
PASSEGGIATA FINO A ROCCHETTE (CIRCA 3 KM) con guide botaniche e riconoscimento di erbe commestibili (fitoalimurgia). La strada è comoda, bastano scarpe da passeggio.
PRANZO AL SACCO NELLA SUGGESTIVA RADURA DEL CASTELLO: per ridurre i rifiuti vi chiediamo di non portare troppa plastica, grazie! Meglio una borraccia (per l’acqua del sindaco e della sorgente e per tisane del posto!) e un piatto con posate.

I partecipanti riceveranno anche materiale sui luoghi visitati e sulla giornata internazionale del clima.

Disponibili gratuitamente mele di alberi abbandonati.

A richiesta possiamo preparare cibo con un contributo di 5 euro.

Per informazioni contattare:

Paolo: 3403400607621
Marinella (Torri): 3495621776

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perchè non fare una bella camminata !!

Matteo

La Sabina ingoiata dall’ Asi


26 set

Cari abitanti della provincia di Rieti, egregi giornalisti, vi inviamo questo documento con preghiera di pubblicazione e di diffusione

Ill.mo Prefetto di Rieti,

Apprendiamo da un articolo di giornale che il consiglio provinciale Reatino ha approvato all’unanimità il documento stilato dalle commissioni Attività produttive e Ambiente sul progetto del polo della logistica di Passo Corese, ribadendo tra l’altro la necessità che esso venga sviluppato “nel pieno rispetto dell’ambiente”.

Ricordiamo in breve di cosa si tratta: è il progetto di un polo della logistica per sei milioni di metri cubi, a pochi metri da Passo Corese, con sbancamenti per vari milioni di metri cubi e conseguente sparizione delle colline, su un area pregiata dal punto di vista paesaggistico e altrettanto pregiata dal punto di vista archeologico, come indicato dagli studi della Prof.ssa Maria Pia Muzzioli (Cures Sabini, 1980) della Prof.ssa Helga Di Giuseppe (Sabinensis Ager Revisited, 2000 – British Scholol at Rome) e della Regione Lazio (PTPR tavole B e C, 2007).

In poche parole, una delle più grandi devastazioni ambientali italiane in una delle zone più belle del Lazio, la Sabina, naturalmente e chiaramente vocata ad uno sviluppo turistico, culturale, agricolo ed ambientale.

Mappa_Archeologica_Passo_Corese

E’ nostro compito istituzionale denunciare che purtroppo sta avvenendo esattamente il contrario che il “pieno rispetto dell’ambiente”, come dimostreremo qui di seguito, e quindi chiediamo che la Prefettura imponga al consorzio la sospensione immediata dei lavori dell’insediamento stesso, per coerenza con le recenti indicazioni su riportate della provincia stessa e soprattutto perché la legalità dei lavori in questione ci sembra quanto meno dubbia.

1 – La legge prevede infatti che, davanti ad un piano che ha rilevanza nazionale, come quello di Passo Corese, venga avviata una procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Come è facile constatare, la Valutazione Ambientale Strategica non è mai stata effettuata. Siamo nella legalità? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

2 – La legge prevede che, davanti ad un piano di questa rilevanza, la cittadinanza venga messa al corrente del progetto per poter effettuare, in modo autonomo dai proponenti, le proprie valutazioni (partecipazione). A tutt’oggi, l’unico documento che è stato fornito agli abitanti della zona è un opuscolo informativo fuorviante. Fuorviante perché l’informazione che viene data sul progetto non rispecchia in alcun modo il progetto stesso, come è facile constatare. Siamo nella legalità? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

3 – La legge prevede che, davanti ad un progetto di questa rilevanza (sei milioni di metri cubi di costruito, varie colline spazzate via, sbancamenti per milioni di metri cubi), la cittadinanza possa partecipare, in luoghi pubblici e dopo essere stata ben informata, alla valutazione di impatto ambientale. La partecipazione dei cittadini alle scelte di fondo sulla politica del territorio è un importantissimo punto di svolta epocale e legislativo e segna in modo chiaro il passaggio da un’idea del governo basata su decisioni verticistiche alla partecipazione propria di un epoca democratica e moderna. Ciò non è mai successo: non si ha notizia di un dibattito pubblico dove siano stati invitati tutti gli abitanti della Sabina, organizzato da un ente pubblico, dove si sia potuto discutere il progetto in modo vincolante per il progetto stesso ed in presenza di esperti autonomi dalle parti, in grado di fornire un’informazione esaustiva ed oggettiva. Abbiamo invece assistito a dibattiti farsa, organizzati escludendo qualsiasi voce contraria. Siamo nella legalità? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

4 – Non ci risulta che le commissione Attività produttive ed Ambiente della provincia, nonostante un lavoro di mesi, abbiano ascoltato le organizzazioni che si occupano della difesa dell’ambiente. Non hanno ascoltato organizzazioni nazionali, di grande rilevanza morale e popolarissime come Legambiente, Italia Nostra e WWF, o organizzazioni locali come Sabina futura e tante altre, che in modo chiaro e pubblico hanno da tempo manifestato dubbi sul progetto e riflessioni critiche sulla localizzazione. Ricordiamo che le organizzazioni suddette sono gli interlocutori naturali delle istituzioni, soprattutto in presenza di progetti che impongono in modo palese un’attenzione particolarmente elevata. Anche in questo caso si è violata qualsiasi norma di partecipazione, con il semplice e democratico metodo dell’esclusione di chi si oppone. Siamo nella legalità? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

5 – Ci risulta, perché ne siamo gli artefici, che esiste un piano di sviluppo che riguarda l’intera provincia, ampiamente ripreso dalle fonti di informazione, e che detto piano di sviluppo è basato sulla valorizzazione delle risorse turistiche, ambientali, naturalistiche, paesaggistiche, agricole, artigianali e culturali della provincia di Rieti. Ci risulta, perché ne siamo gli artefici, che detto piano potrebbe dare lavoro a migliaia di cittadini, in modo analogo a ciò che avviene in tanti altre regioni italiane e paesi stranieri, basandosi principalmente sul microcredito aziendale, sulle risorse economiche dei turisti e sul rispetto totale del territorio. Non avere ascoltato le organizzazioni ambientaliste neanche sulla parte propositiva è un danno economico per tutta la provincia, e le Commissione Attività produttive ed Ambiente, che hanno volontariamente escluso dal processo partecipativo e dallo sviluppo economico provinciale le organizzazioni ambientaliste hanno recato un grave danno innanzitutto ai propri cittadini, violando anche in questo caso le norme di legge sulla partecipazione ai grandi processi di trasformazione del territorio. Siamo nella legalità? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

6 –Nello Studio di impatto ambientale che è stato realizzato prima dell’inizio dei lavori, il consorzio proponente si è impegnato ad indagare l’area, dal punto di vista archeologico, con una serie di mezzi tecnici aggiornati ed adeguati alla vastità dell’opera (georadar, mappe di predittività, raccolta informatica dei dati, sistema palmare di georeferenziazione, aggiornamento gps delle mappe, realizzazione di modelli tridimensionali a scala locale, generazione di Dem (digital elevation models) piattaforma Gis, cartografia del rischio archeologico. Non ci risulta che detti mezzi siano stati impiegati, come non ci risulta siano stati impiegati mezzi moderni come il telerilevamento, il metodo magnetotermico o le indagini geoelettriche, mentre ci risulta che sia stato impiegato massicciamente un metodo di indagine archeologica obsoleto come lo scotico superficiale e molto più costoso dei mezzi moderni. Sappiamo anche che una delle più prestigiose scuole di Archeologia del mondo (la British School at Rome) ha offerto la propria collaborazione allo studio, indicando un impegno economico risibile per il metodo di indagine proposto (geofisico) ed infinitamente minore della somma a tutt’oggi impiegata. Questa collaborazione non è stata attivata. Perché? Anche in questo caso, per la mancata attuazione degli impegni presi per le indagini archeologiche, siamo nella legalità? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

7 – Ci risulta che l’area su cui dovrebbe sorgere l’insediamento industriale sia indicata dal Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio (tavola C) come un’area vocata a Parco Archeologico e Culturale. Quindi l’area non è la semplice somma di emergenze archeologiche, ma una vera e propria area archeologica, e quindi un concetto completamente diverso, che non può essere chiuso in una bacheca di vetro ma richiede una salvaguardia integrale. Sono stati sentiti in merito gli archeologi della Regione Lazio che hanno redatto il piano? Gli Enti Pubblici Territoriali che posseggono un’area Archeologica devono tutelarla per legge. Attenzione, devono tutelarla a prescindere dalle indagini. E’ ciò che sta avvenendo? Siamo nella legalità? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

8 – In relazione a quanto esposto nel punto precedente, ci risulta che, proprio nella strada al centro dell’area, che va dalle colline verso il Tevere, e che in tempi antichi congiungeva Cures Sabini al fiume, siano state trovate decine di presenze archeologiche che confermano che la strada è non soltanto ricchissima di insediamenti quali ville romane, fattorie, ipogei sotterranei, luoghi di culto, necropoli, pozzi, acquedotti a percolazione, ma che detti insediamenti siano collegati da una strada romana ancora pienamente visibile. Tutto ciò confermerebbe in pieno l’indicazione della Regione Lazio perché l’area venga trattata come un unico Parco Archeologico e culturale e quindi come una ricchezza per il territorio e per la sua vocazione turistico-culturale. La commissione attività produttive ed ambientali è al corrente di questa ricchezza locale, fonte di produttività economica e di rispetto ambientale, o ne ha voluto ignorare l’esistenza? Ha la commissione valutato in uno studio la possibilità che l’area produca reddito per la provincia a partire dalla sua esistenza come area archeologica? Esiste una pubblicazione in merito? Siamo nella legalità? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

9 – In uno studio a firma Legambiente, Italia Nostra, WWF ed altri, presentato pubblicamente poco tempo fa sotto forma di manifesto e divulgato agli organi di informazione con mezzi elettronici, si è evidenziato come tutte le fonti ufficiali che si sono occupate dell’area (Università di Roma, British School at Rome, Regione Lazio e CNR), concordano addirittura sui luoghi fisici puntuali delle presenze archeologiche dell’area, anche a distanza di anni e con studi compiuti con tecniche molto diverse. La Commissione Attività produttive ed Ambientali della provincia, che dichiara di agire nel pieno rispetto dell’ambiente, non ci risulta abbia ascoltato neanche le fonti citate. Questa omissione è legale? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

10 – Il concetto di Ambiente, che viene citato come da rispettare nel documento della Commissione, può essere articolato in vari modi, e sicuramente come Ambiente naturale, culturale o sociale. A tutt’oggi non ci sono notizie di rispetto dell’Ambiente in nessuna delle sue articolazioni. Immaginiamo che sia così nel pieno rispetto della legalità istituzionale.

Una nota su chi è responsabile di cosa: che l’area sia un’area archeologica si sa dal 1980, tempo della pubblicazione del primo grande studio sull’area, “Cures Sabini”, a cura della Prof.ssa M.P. Muzzioli. A questo studio si è aggiunto quello del 2000 a cura della British School at Rome e poi il Piano territoriale della Regione Lazio del 2007.

I ritardi nella realizzazione del progetto sono dovuti quindi alla volontà di realizzare un’area industriale su un’area chiaramente archeologica.

Chi è responsabile di questa scelta, ponendo tutta la provincia in una situazione di ritardo e nella oggettiva impossibilità di realizzare il progetto senza creare un danno ambientale gravissimo e che avrà conseguenze devastanti su ogni ipotesi di sviluppo turistico della zona, ne tiri le conseguenze e non addossi le responsabilità dei ritardi se non a sé stesso.

Legambiente Bassa Sabina, il direttivo

Associazione Culturale Sabina Futura

Molti documenti relativi al Polo della Logistica sul sito http://www.sabinafutura.it , nella sezione documenti

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Parlando per caso con un politico noto della provincia di Rieti, Mario Perilli, sono venuto a conoscenza che Passo Corese non è più Sabina, addirittura?
I quattrini fanno fare brutti schersi…..
A detta dell’onorevole parrebbe che il movimento Ambientalista NoAsi, sarebbe manovrato da poteri occulti infiltrati, che avrebbero interesse di ritardare il progetto di Passo Corese in modo da accelerare i tempi di realizzazione di altri Asi nella regione Lazio. ……?
Alla mia domanda sull’enorme impatto ambientale che avranno i capannoni sulla Valle del Tevere soprattutto dai terrazzi fluviali del versante Romano, Nazzano, Fiano, Civitella, ci tranqillizzava che adesso non è possibile immaginare, casomai bisogna vederlo dopo la realizzazione.
Poi mi ha detto che la mia posizione riguardo l’Asi è dovuta alla mia eta 30 anni, “devi maturare“, poi mi ha raccontato che il progetto Asi viene da lontano da quando faceva l’Amministratore a Fara Sabina, ed è stato lui a fare il PRG che comprendeva anche l’area di sviluppo industriale quando aveva la mia stessa età… forse allora non era maturo anche lui?
O forse bisogna meglio intendere il significato di Maturità.

Comunque loro, sono democraticamente aperti al confronto.

Sconcertante

Matteo

Cultura rurale Sabina


20 set

Frammenti di vita rurale, ataviche usanze che per milleni si sono ripetute fino ai giorni nostri, movimenti, frasi, gesti, nella fatica quotidiana contornavano i paesaggi della Sabina e della vecchia agricola Italia.

In questo video, a cura dell’Associazione il Farfaraccio, l’abile Rino Aureli insegna come si mieteva il grano senza l’ausilio di strumenti e mezzi tecnologici.

Ancora negli anni novanta in giro per la Sabina si potevano incontrare per le strade anziani agricoltori con il carro trainato dalle mucche la “Barrozza”
magari pieno d’erba. Oppure si poteva scorgere di arare con le vacche e “u Vordarecchiu” un aratro in legno già rivoluzionario perchè consentiva una volta arrivati a fine solco di (Vordare) tornare direttamente indietro.

Ora questa cultura sta scomparendo e io sono fiero di esserne testimone attraverso mio nonno Francesco detto “Checco” scomparso lo scorso anno all’età di 96 anni, agricoltore che di mezzi tecnologici non se n’era dotato mai, e confesso di avere la nostalgia di quegli affascinanti momenti passati.

Matteo

Torna il Festival Sabino dedicato alle Bande di Strada


29 ago

COMUNICATO STAMPA

Sabato 11 e Domenica 12 settembre si svolgerà la seconda edizione del Festival Sabino Bande di Strada a Collevecchio, Poggio Sommavilla e Cicignano. Bande musicali cittadine della Sabina e bande di strada si incontreranno tra i vicoli e le piazzette dei centri storici, in una animata festa itinerante.
Sono nove le bande che si esibiranno in questa edizione: oltre alla Banda Musicale Cittadina di Collevecchio e la brass band dei Pink Puffers parteciperranno le street band Murga Patas Arriba, Titubanda, TeleFUNK’n e BandaRusticaBandaX insieme a quelle cittadine di ConfigniForano e Mompeo.
Musicisti, giocolieri e artisti di strada avvolgeranno con musica e giochi gli abitanti e i visitatori dei suggestivi borghi sabini, animando le due giornate di festa.

Flyer Festival Sabino Bande di Strada 2010 Un evento musicale rivolto anche ai più giovani, in particolare con la partecipazione
della Banda RusticaBandaX: una banda formata da circa 50 ragazzi tra i 7 e i 19 anni provenienti dalla periferia sud-est di Roma.
Il Festival ha partecipato in anteprima il 24 luglio al Fara Music Festival, evento
dedicato alla musica jazz che si svolge ogni anno a Fara Sabina, dove i Pink Puffers hanno suonato in chiusura di serata per un numeroso pubblico incuriosito dalla vivace performance della banda di strada. Il Festival Sabino Bande di Strada ha avviato inoltre una collaborazione con ARTE-r.i.e. Rassegna di Ipotesi Espressive che si svolgerà dal 2 al 5 settembre a Cantalupo in Sabina, dove il festival sarà presente per un invito alla musica bandistica di strada.
L’evento anche se a carattere principalmente musicale è aperto alla presenza di proposte artistiche estemporanee e sarà occasione di incontro e fusione di diversi linguaggi espressivi.
In uno spirito di mercato sostenibile saranno ospitati piccoli stand di produzioni locali biologiche, oggetti di artigianato e produzioni artistiche.
Per tutta la durata del Festival sarà possibile gustare cibi locali a prezzi popolari; per chi fosse interessato a vivere appieno la manifestazione ci sono anche possibili diverse soluzioni per il pernottamento.
Per informazioni e per partecipare al festival: partecipa@festivalsabinobandedistrada.net
oppure 338.41.34.543
http://festivalsabinobandedistrada.net
Media partner e ufficio stampa:
ufficiostampa@megasoundrecords.com – 339.44.28.554

Gruppo Informale Energie Comuni – Banda Musicale Cittadina di Collevecchio – Pink Puffers Brass Band

Il programma: http://festivalsabinobandedistrada.net/il-programma-del-festival/

Matteo