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	<title> &#187; Italia</title>
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		<title>La Fabbrica delle Guerre democratiche, l&#8217;amica Libia</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 22:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PIOGGIA DI BOMBE ITALIANE SULLA LIBIA ANTONIO MAZZEO: in questo articolo pubblicato ieri dal Manifesto riferisce che l’aviazione italiana ha sganciato bombe e missili per 260 milioni di euro durante la guerra civile libica. Sconosciuti obiettivi e bilancio vittime (civili?) Russian military, monitoring the unrest in Libya via satellite, says airstrikes on Benghazi did not [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PIOGGIA DI BOMBE ITALIANE SULLA LIBIA</p>
<p>ANTONIO MAZZEO: in questo articolo pubblicato ieri dal Manifesto riferisce che l’aviazione italiana ha sganciato bombe e missili per <strong>260 milioni di euro</strong> durante la guerra civile libica. Sconosciuti obiettivi e bilancio vittime (civili?)</p>
<p><em>Russian military, monitoring the unrest in Libya via satellite, says airstrikes on Benghazi did not take place</em></p>
<p><object width="370" height="277"><param name="movie" value="http://rt.com/s/swf/player5.4.swf?file=http://rt.com/files/news/airstrikes-libya-russian-military/galu-565.flv&#038;image=http://rt.com/files/news/airstrikes-libya-russian-military/unrest-monitoring-airstrikes-satellite-159.n.jpg&#038;skin=http://rt.com/s/css/player_skin.zip&#038;provider=http&#038;abouttext=Russia%20Today&#038;aboutlink=http://rt.com&#038;autostart=false"></param><embed src="http://rt.com/s/swf/player5.4.swf?file=http://rt.com/files/news/airstrikes-libya-russian-military/galu-565.flv&#038;image=http://rt.com/files/news/airstrikes-libya-russian-military/unrest-monitoring-airstrikes-satellite-159.n.jpg&#038;skin=http://rt.com/s/css/player_skin.zip&#038;provider=http&#038;abouttext=Russia%20Today&#038;aboutlink=http://rt.com&#038;autostart=false" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="370" height="277" /></object><br />
I Militari Russi, attraverso il sistema di monitoraggio satellitare, sostengono che in Libia, non ci sarebbero stati  attacchi aerei su Bengasi e sui civili, da parte delle forze lealiste di Gheddafi.</p>
<p><a href="http://rt.com/news/airstrikes-libya-russian-military/">http://rt.com/news/airstrikes-libya-russian-military/</a></p>
<p>Roma, 8 gennaio 2012, Nena News  &#8211; «Le operazioni condotte nel 2011 sui cieli libici hanno rappresentato per l’Aeronautica Militare italiana l’impegno più imponente dopo il secondo conflitto mondiale». È orgogliosissimo il capo di stato maggiore delle forze aeree, generale Giuseppe Bernardis. L’Italia repubblicana ha conosciuto i teatri di guerra dell’Iraq, della Somalia, del Libano, dei Balcani, dell’Afghanistan e del Pakistan, ma mai avevamo sganciato tante bombe e tanti missili aria-terra come abbiamo fatto in Libia per spodestare e consegnare alla morte l’ex alleato e socio d’affari Muammar Gheddafi.<br />
<iframe width="520" height="300" src="http://www.youtube.com/embed/7672zJG8k-o" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
Una guerra-record di cui sarebbe meglio non andare fieri: secondo i primi dati ufficiali – ancora parziali – i nostri caccia-bombardieri hanno martellato gli obiettivi libici con 710 tra bombe e missili teleguidati. 520 bombe e 30 missili da crociera a lunga gittata li hanno lanciati i Tornado e gli AMX dell’aeronautica; 160 testate gli AV8 Harrier della marina militare. Conti alla mano si tratta di quasi l’80% delle armi di «precisione» a guida laser e Gps in dotazione alle forze armate. Un arsenale semi-azzerato in poco più di 180 giorni di conflitto; il governo ha infatti autorizzato i bombardamenti solo il 25 aprile 2011.</p>
<p>«Le munizioni utilizzate dalle forze aeree italiane sono state le bombe GBU-12, GBU-16, GBU-24/EGBU-24, GBU-32, GBU-38, GBU-48 e i missili AGM-88 HARM e Storm Shadow, con una percentuale di successo superiore al 96%», elenca diligentemente lo stato maggiore dell’aeronautica. Inutile chiedere cosa o chi sia stato colpito nel restante 4% degli attacchi. Dettagliata è invece la descrizione nel documento del 6 giugno 2011 delle caratteristiche tecniche di questi strumenti di distruzione e di morte. «I sistemi d’arma a guida laser sono stati sviluppati negli anni ‘80 con i primi test eseguiti dalla Lockheed Martin e sono stati utilizzati nei più recenti conflitti, dalla guerra del Golfo alle operazioni sui Balcani, Iraq e Afghanistan», scrivono i comandanti delle forze aeree. «La GBU-16 è un armamento a guida laser Paveway II, basato essenzialmente su bombe della serie MK83 da 495 kg. Della stessa famiglia di ordigni fa parte la GBU-12 (corpo bomba MK82, 500 libbre). La GBU-24 è invece un armamento basato essenzialmente sia sul corpo di bombe della serie MK da 907 kg. che delle bombe penetranti BLU-109 modificate con un kit per la guida laser Paveway III. Sviluppato per rispondere alle sofisticate difese aeree nemiche, scarsa visibilità e limitazioni a bassa quota, l’armamento consente lo sgancio a bassa quota e con una capacità di raggio in stand off (oltre 10 miglia) tale da ridurre le esposizioni». Ancor più sofisticate le bombe GBU-24/EGBU-24, guidate con doppia modalità Gps e laser e usate «per distruggere i più resistenti bunker sotterranei» e le GBU-32 JDAM (Joint Direct Attack Munition) da 1.000 e 2.000 libbre, lanciabili in qualsiasi condizioni meteo, sino a 15 miglia dagli obiettivi, «per ingaggiare più target con un singolo passaggio».</p>
<p>«Lo Storm Shadow è un missile aviolanciabile con telecamera a raggi infrarossi a guida Gps che può colpire obiettivi di superficie in profondità, a prescindere dalla difesa aerea, grazie alle sue caratteristiche stealth», recita il report dell’aeronautica. Sviluppato a partire dal 1997 dalla ditta inglese MBDA, il vettore è lungo 5 metri, pesa 1.300 kg, ha un raggio d’azione superiore ai 250 km e può trasportare una testata di 450 kg. «È utilizzabile contro obiettivi ben difesi come porti, bunker, siti missilistici, centri di comando e controllo, aeroporti e ponti. La carica esplosiva è infatti ottimizzata per neutralizzare strutture fisse corazzate e sotterranee». Le coordinate del target e la rotta di volo dello Storm Shadow vengono pianificate a terra e successivamente inserite all’interno del missile durante la fase di caricamento sul velivolo. L’altro missile aria-superficie impiegato dai caccia italiani è l’AGM-88 HARM (High-speed Anti Radiation Missile) della Raytheon Company, ad alta velocità e un raggio d’azione di 150 km, in grado di individuare e «sopprimere» i radar nemici.</p>
<p>Secondo il generale Bernardis, nei 7 mesi di operazioni in Libia, «i velivoli dell’Aeronautica Militare italiana hanno eseguito 1.900 missioni con oltre 7.300 ore di volo, pari al 7% delle missioni complessivamente condotte dalla coalizione internazionale a guida Nato». Attacchi e bombardamenti sono stati appannaggio dei caccia-bombardieri Tornado versione IDS (Interdiction and Strike) del 6° Stormo di Ghedi (Brescia) e dei mono-reattori italo-brasiliani AMX del 32° Stormo di Amendola (Foggia) e del 51° Stormo di Istrana (Treviso). Per la «soppressione delle difese aeree» e il controllo della no-fly zone sono stati impiegati i Tornado ECR (Electronic Combat Reconnaissance) del 50° Stormo di Piacenza, i caccia-bombardieri F-16 del 37° Stormo di Trapani-Birgi e gli Eurofighter 2000 del 4° Stormo di Grosseto e del 36° di Gioia del Colle (Bari). «L’Ami ha pure impiegato i velivoli da trasporto C-130 Hercules, i tanker KC-130J e Boeing KC-767 per il rifornimento in volo e, nelle ultime fasi del conflitto, gli aerei a pilotaggio remoto Predator B per missioni di riconoscimento».</p>
<p>Sui cieli libici hanno pure fatto irruzione un velivolo G.222VS «per la rilevazione e il contrasto delle emissioni elettromagnetiche» e un C-130 per quella che è stata definita dal comandante di squadra aerea, Tiziano Tosi, come una «PsyOP – Psycological Operation», finalizzata a «influenzare la coscienza e la volontà della popolazione interessata». Su Tripoli e altre città libiche sono stati lanciati centinaia di migliaia di volantini, il testo concordato con il Consiglio nazionale transitorio di Bengasi: «La Libia è una e la sua capitale è Tripoli», «Vi chiediamo di unirvi tutti e prendere la decisione giusta e saggia. Unitevi alla nostra rivoluzione. Costruiamo la Libia lontano da Gheddafi. Libia unificata, libera, democratica».</p>
<p>Quasi tutti i velivoli da guerra italiani sono stati schierati sulla base aerea di Trapani nell’ambito del Task Group Air Birgi, da cui dipendevano anche gli aerei senza pilota Predator B, operanti però dallo scalo pugliese di Amendola. Pisa e Pratica di Mare, gli aeroporti per le operazioni dei velivoli da trasporto o rifornimento. «Le operazioni d’intelligence, sorveglianza e ricognizione sono state effettuate grazie alla disponibilità di speciali apparecchiature elettroniche Pod Reccelite in dotazione ai Tornado e agli AMX», scrive ancora lo stato maggiore. «Sugli oltre 1.600 target di ricognizione assegnati ai velivoli italiani, sono state realizzate più di 340.000 foto ad alta risoluzione, mentre circa 250 ore di filmati sono stati trasmessi in tempo reale dai Predator B».</p>
<p>Le missioni di attacco al suolo sono state pianificate e condotte «contro obiettivi militari predeterminati e definiti, o contro target dinamici nell’ambito di aree di probabile concentrazione di obiettivi nemici». Probabile, non certa… E gli effetti collaterali si confermano elemento integrante delle strategie di guerra del Terzo millennio…</p>
<p>I condottieri dell’aeronautica militare forniscono infine la percentuale delle ore di volo relative alle differenti tipologie di missione: il 38% ha riguardato pattugliamenti e «difese aeree» (DCA); il 23% attività di «sorveglianza e ricognizione» (ISR); il 14% l’attacco al suolo contro «obiettivi predeterminati» (OCA); l’8% la «neutralizzazione delle difese aeree nemiche» (SEAD); un altro 8% il rifornimento in volo (AAR); il 5% la «ricognizione armata e l’attacco a obiettivi di opportunità» (SCAR); il restante 4% «la rilevazione e il contrasto delle emissioni elettromagnetiche» (ECM). Come dire che ogni 4 velivoli decollati, uno serviva per colpire, ferire, uccidere.</p>
<p>Anche la marina militare ha fornito dati numerici sull’intervento dei propri mezzi in Libia. 8 aerei a decollo verticale AV8 B Plus Harrier, stazionati sulla portaerei Garibaldi, hanno effettuato missioni di interdizione ed attacco per complessive 1.223 ore, utilizzando i missili aria-aria a guida infrarossa AIM-9L Sidewinder, quelli a medio raggio a guida laser AMRAAM, gli aria-terra Maverick e le bombe del tipo Mk82 ed Mk20. Una trentina gli elicotteri EH-101, SH-3D ed AB-212 assegnati ad Unified Protector, per complessive 3.311 ore di volo. 3500 gli uomini e le donne imbarcati su due sottomarini (Todaro e Gazzana) e 14 unità navali (di cui 3, Etna, Garibaldi e San Giusto, utilizzate in periodi diversi come sedi del comando per le operazioni marittime Nato).</p>
<p>Come sen non bastasse, i vertici delle forze armate fanno sapere che l’80% circa delle missioni aeree alleate sono partite da 7 basi italiane (Amendola, Aviano, Decimomannu, Gioia del Colle, Pantelleria, Sigonella e Trapani Birgi). «In questi aeroporti, l’Aeronautica Militare ha assicurato il supporto tecnico e logistico, sia per gli aerei italiani sia per i circa 200 aerei di 11 paesi della Coalizione internazionale (Canada, Danimarca, Emirati Arabi Uniti, Francia, Giordania, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Svezia e Turchia), schierati sul territorio nazionale. In sostanza, il personale e i mezzi della forza armata sono stati impegnati in maniera continuativa per fornire l’assistenza a terra, il rifornimento di carburante, il controllo del traffico aereo, l’alloggiamento del personale, ecc.».</p>
<p>Piattaforma avanzata per il 14% di tutte le sortite aeree di Unified Protector, lo scalo siciliano di Trapani, da cui sono transitati pure 300 aerei cargo e circa 2.000 tonnellate di materiale. Dalla Forward Operating Base (FOB) di Birgi, uno dei 4 centri di cui dispone la Nato nello scacchiere europeo, hanno operato anche gli aerei radar AWACS, «assetti essenziali alle moderne operazioni aeree per garantire una efficace capacità di comando e controllo». Lo stato maggiore dell’aeronautica ricorda infine «l’importante supporto di personale specializzato nel campo della pianificazione operativa offerto ai vari livelli della catena di comando e controllo Nato, attivata in tutta Italia», all’interno del Joint Force Command di Napoli e del Combined Air Operation Center 5 di Poggio Renatico (Ferrara).</p>
<p>No comment invece sul costo finanziario sostenuto per le 3000 missioni e le oltre 11.800 ore di volo dei velivoli italiani impiegati nella guerra alla Libia. Possibile però azzardare una stima di massima tenendo conto delle spese per ogni ora di missione dei caccia-bombardieri (secondo Il Sole 24Ore, 66.500 euro per l’ Eurofigher 2000, 32.000 per il Tornado, 19.000 per l’F-16, 11.500 per il C-130 Hercules e 10.000 per l’Harrier). Prendendo come media un valore di 20.000 euro e moltiplicato per il numero complessivo di ore volate, si raggiunge la spesa di 236.220.000 euro. Vanno poi aggiunti i costi delle armi di «precisione» impiegate (dai 30 ai 50.000 euro per le bombe a guida laser e Gps, dai 150.000 ai 300.000 per i missili «intelligenti»). Limitandosi ad un valore medio unitario di 40.000 euro, per le 710 munizioni sganciate sul territorio libico il contribuente italiano avrebbe speso non meno di 28.400.000 euro. Così, solo per «accecare» radar, intercettare convogli e bombardare a destra e manca abbiamo sperperato non meno di 260 milioni. Fortuna che c’era la crisi. Nena News</p>
<p>Fonte:<a href="http://nena-news.globalist.it/?p=16197"></p>
<p>http://nena-news.globalist.it/?p=16197</a></p>
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		<title>L&#8217;Italia che ripudia la Guerra:</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 14:26:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[20 Miliardi di euro pubblici per 131 Cacciabombardieri atomici F35 Scheda tecnica &#8220;F-35 Lightning II&#8221; (Joint Strike Fighter) http://www.nof35.org/doc/scheda_tecnica Il Governo ha chiesto e ottenuto ormai molti mesi fa un parere favorevole al Parlamento, in poco tempo e senza praticamente dibattito, per l&#8217;acquisto di 131 cacciabombardieri Joint Strike Fightes che potrebbero impegnare il nostro paese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>20 Miliardi di euro pubblici per 131 Cacciabombardieri atomici F35<br />
</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=10,0,0,0" width="640" height="390"><param value="http://flv.kataweb.it/player/v4/player/player_v1a.swf" name="movie"></param><param value="always" name="allowScriptAccess"></param><param value="true" name="allowFullScreen"></param><param value="high" name="quality"></param><param value="direct" name="wmode"></param><param value="#ffffff" name="bgcolor"></param><param value="autostart=true&#038;provider=video&#038;file=http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2011/12/lotti051211cap.mp4?width=640&#038;height=387&#038;repeat=false&#038;logo.file=0&#038;logo.position=top-left&#038;logo.margin=10&#038;shuffle=false&#038;mute=false&#038;volume=60&#038;stretching=unfiform&#038;screencolor=000000&#038;buffer=5&#038;smoothing=true&#038;brand=RepubblicaTV&#038;category=dossier&#038;subcategory=decreto_salva_italia&#038;videotitle=Ma l\'Italia in crisi compra i cacciabombardieri da 20 miliardi&#038;streamurl=http://video.repubblica.it/dossier/decreto-salva-italia/ma-l-italia-in-crisi-compra-i-cacciabombardieri-da-20-miliardi/82932/81322&#038;webserviceurl=http://video.repubblica.it/php/services/related.php?id=&#038;mediaid=82932&#038;dock=false&#038;image=&#038;debug=false&#038;skin=http://flv.kataweb.it/player/v4/skin/skin_rrtv_temp.swf&#038;plugins=http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_nielsen.swf,http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_related.swf" name="flashvars"></param><embed src="http://flv.kataweb.it/player/v4/player/player_v1a.swf" flashvars="autostart=true&#038;provider=video&#038;file=http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2011/12/lotti051211cap.mp4?width=640&#038;height=387&#038;repeat=false&#038;logo.file=0&#038;logo.position=top-left&#038;logo.margin=10&#038;shuffle=false&#038;mute=false&#038;volume=60&#038;stretching=unfiform&#038;screencolor=000000&#038;buffer=5&#038;smoothing=true&#038;brand=RepubblicaTV&#038;category=dossier&#038;subcategory=decreto_salva_italia&#038;videotitle=Ma l\'Italia in crisi compra i cacciabombardieri da 20 miliardi&#038;streamurl=http://video.repubblica.it/dossier/decreto-salva-italia/ma-l-italia-in-crisi-compra-i-cacciabombardieri-da-20-miliardi/82932/81322&#038;webserviceurl=http://video.repubblica.it/php/services/related.php?id=&#038;mediaid=82932&#038;dock=false&#038;image=&#038;debug=false&#038;skin=http://flv.kataweb.it/player/v4/skin/skin_rrtv_temp.swf&#038;plugins=http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_nielsen.swf,http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_related.swf" allowScriptAccess="true" quality="high" wmode="direct" bgcolor="#FFFFFF" width="520" height="300" type="application/x-shockwave-flash"  /></embed></object></p>
<p>Scheda tecnica &#8220;F-35 Lightning II&#8221; (Joint Strike Fighter)<br />
<a href="http://www.nof35.org/doc/scheda%20tecnica.htm">http://www.nof35.org/doc/scheda_tecnica</a></p>
<p>Il Governo ha chiesto e ottenuto ormai molti mesi fa un parere favorevole al Parlamento, in poco tempo e senza praticamente dibattito, per l&#8217;acquisto di <strong>131 cacciabombardieri Joint Strike Fightes</strong> che potrebbero impegnare il nostro paese fino al 2026, con una spesa complessiva di programma di quasi 16 miliardi di euro.</p>
<p>L&#8217;acquisto di questi caccia sarebbe una decisione irresponsabile sia per la politica di riarmo che tale scelta rappresenta, sia per le risorse che vengono destinante ad un programma sovradimensionato nei costi sia per la sua incoerenza (un aereo di attacco che può trasportare anche ordigni nucleari!) con le autentiche missioni di pace del nostro paese.<br />
In un momento di grave crisi economica in cui non si riescono a trovare risorse per gli ammortizzatori sociali e per i disoccupati e vengono tagliati i finanziamenti pubblici alla scuola, all’università e alle politiche sociali, destinare 16 miliardi di euro (oltre 14 per la fase di acquisto ancora da deliberare) alla costruzione di 131 cacciabombardieri è una scelta sbagliata e incompatibile con la situazione sociale del paese.</p>
<p>Al momento sono stati stanziati circa 800 milioni per la costruzione dell&#8217;impianto di Cameri (Novara) in cui gli F35 verranno assemblati, con un contratto di 185 milioni già firmato per il primo lotto. Nella legge di stabilità 2010 sono poi già presenti 471 milioni per l&#8217;acquisto dei primi velivoli.</p>
<p>Ma abbiamo ancora la possibilità di far sentire la nostra voce! Per questo motivo Sbilanciamoci! e Rete Italiana per il Disarmo chiedono quindi al Governo di non procedere alla prosecuzione del programma, destinando in alternativa una parte delle risorse già accantonate a programmi di riconversione civile dell’industria bellica e agli interventi delle politiche pubbliche di cooperazione internazionale. Già a Dicembre 2009 la mobilitazione ha presentato (tra adesioni online e moduli cartacei) 25.000 firme al Governo (che non ci ha ricevuto) per completare la prima fase di pressione.</p>
<p><strong>Con 16 miliardi di euro </strong>si possono fare molte altre cose in alternativa! Ad esempio si possono contemporaneamente edificare<strong> 3000 nuovi asili nido</strong>, <strong>costruire 8 milioni di pannelli solari</strong>, dare a tutti i collaboratori a progetto la stessa indennità di disoccupazione dei lavoratori dipendenti, allargare la cassa integrazione a tutte le piccole imprese. Oppure concentrarsi sulla ricostruzione e il <strong>sostegno di territori colpiti da calamità naturali come l&#8217;Aquila e il Veneto</strong>.<br />
Il Governo, in questo spinto anche dal Parlamento, faccia una scelta di pace e di solidarietà; blocchi la prosecuzione del programma destinando le risorse così liberate alla società, all’ambiente, al lavoro, alla solidarietà internazionale.</p>
<p>Oltre alle adesioni online la campagna ha già raccolto oltre 15.500 firme cartacee di sostegno.</p>
<p><strong>Ecco il testo che invieremo per te al Governo italiano</strong></p>
<p>Considerato che:<br />
Siamo in un momento di grave crisi economica e finanziaria che colpisce le famiglie e i lavoratori cosa che richiede massicci interventi contro la povertà e la disoccupazione.<br />
È ormai necessario trovare risorse per la ricostruzione dell’Abruzzo terremotato, ormai da troppo tempo in emergenza.<br />
La recente alluvione in Veneto dimostra come siano necessari per molti territori risorse capaci di ovviare ai problemi causati dalle calamità naturali<br />
<strong>Un solo cacciabombardiere costa come 300 asili nido o come l&#8217;indennità annuale di disoccupazione per 15mila precari</strong><br />
I tagli alla scuola, all&#8217;università, alla ricerca, al terzo settore (5xMille) ed alla cooperazione internazionale non sono compatibili con una politica di vera sicurezza e vero sviluppo<br />
<strong>L&#8217;art.11 della Costituzione ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie di crisi.<br />
</strong><br />
Accogliendo le proposte della Rete italiana per il Sisarmo e della campagna Sbilanciamoci!, chiedo al governo italiano di bloccare la costruzione dei cacciabombardieri F-35 e di utilizzare le risorse stanziate – pari a circa 15 miliardi di euro – per finanziare ad esempio:</p>
<p>La ricostruzione in Abruzzo e in Veneto<br />
La produzione di 8 milioni di pannelli solari per l&#8217;energia pulita.<br />
La messa in sicurezza metà delle scuole italiane.<br />
Un assegno di disoccupazione per tutti i precari che perdono il posto di lavoro.<br />
Il completo annullamento dei tagli alla scuola, all&#8217;università, alla cooperazione internazionale e al terzo settore previsti nella legge di stabilità in discussione al Parlamento.</p>
<p>Per sottoscrivere l&#8217;appello vai alla pagina <a href="www.disarmo.org/nof35">www.disarmo.org/nof35</a></p>
<p><a href="http://www.emergency.it/index.html">SOS EMERGENCY</a><br />
Dal 1994 abbiamo curato oltre 4 milioni di persone in 16 Paesi. Bene e gratis. AIUTACI A NON SMETTERE: fai una donazione su <a href="http://www.sosemergency.it/?trk=1.20">http://www.sosemergency.it/</a> o chiama il numero verde 800.394.394<br />
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		<title>Vendesi Penisola Italiana</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 15:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Penisola Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Vendesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Per ulteriori informazioni rivolgersi alla: Goldman Sachs Commissione Trilaterale Rockfeller.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.matteopaoletti.net/home/blog/wp-content/uploads/2011/11/Vendesi_penisola_vista_mare_soleggiata_uso_pascolo_60milioni_di_pecore.jpg"><img src="http://www.matteopaoletti.net/home/blog/wp-content/uploads/2011/11/Vendesi_penisola_vista_mare_soleggiata_uso_pascolo_60milioni_di_pecore-300x234.jpg" alt="Vendesi Penisola Vista Mare + Giardino Soleggiata uso pascolo 60 milioni di pecore" title="Vendesi Penisola Vista Mare + Giardino Soleggiata uso pascolo 60 milioni di pecore" width="480" height="434" class="aligncenter size-medium wp-image-2103" /></a></p>
<p>Per ulteriori informazioni rivolgersi alla:<br />
 <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Goldman_Sachs">Goldman Sachs</a><br />
 <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commissione_Trilaterale">Commissione Trilaterale</a><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_Rockefeller">Rockfeller</a>.</p>
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		<title>No alla proroga dell&#8217;obbligo delle energie rinnovabili nei nuovi edifici</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 18:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appello]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Altraeconomia]]></category>
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		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Edifici ecoefficienti]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[green economy]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[maxi emendamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa congiunto del Comitato di Indirizzo delle Associazioni ambientaliste e di categoria del settore delle rinnovabili Roma, 22 febbraio 2010. Richiesta di ripristino dell’art.1 comma 289 della Finanziaria 2008 relativo all’obbligo di integrazione delle fonti rinnovabili nei regolamenti edilizi comunali. Il Comitato di Indirizzo di 16 Associazioni ambientaliste e del settore delle rinnovabili chiede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Comunicato stampa congiunto del Comitato di Indirizzo delle Associazioni ambientaliste e di categoria del settore delle rinnovabili Roma, 22 febbraio 2010.</p>
<p><strong>Richiesta di ripristino dell’art.1 comma 289 della Finanziaria 2008 relativo all’obbligo di integrazione delle fonti rinnovabili nei regolamenti edilizi comunali.</strong><br />
Il Comitato di Indirizzo di 16 Associazioni ambientaliste e del settore delle rinnovabili chiede alla Camera dei Deputati e al suo Presidente on. Gianfranco Fini di annullare la nuova proroga (dal 1 gennaio 2010 al 1° gennaio 2011), approvata dal Senato all’interno del Dl 194/2009, per l’introduzione nei regolamenti edilizi comunali dell’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella realizzazione di nuovi edifici.<br />
Il Comitato di Indirizzo, a cui aderiscono 16 Associazioni ambientaliste e del settore industriale delle energie rinnovabili, apprende con stupore che il Senato, nella seduta dell’11 febbraio 2010 in cui si è approvato il <strong>maxi-emendamento al Dl 194/2009 “Milleproroghe”</strong>, ha introdotto una nuova proroga per l’introduzione nei regolamenti edilizi comunali dell’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella realizzazione di edifici di nuova costruzione: dal 1 gennaio 2010 al 1 gennaio 2011.<br />
L’obbligo per l’impiego delle fonti rinnovabili nella realizzazione dei nuovi edifici, era stato introdotto con l’articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008 (vedi sotto). Il suo rinvio comporterà un grave danno al nostro Paese, non solo per le sanzioni a cui dovremo fare fronte, ma in particolare per la battuta d’arresto inflitta a quelle forme di sviluppo economico-sociale sostenibili che il settore delle fonti rinnovabili e della green economy in generale sta perseguendo (al 2020, creazione di almeno 250.000 nuovi posti di lavoro diretti e indiretti nel settore e contributo all’incremento del PIL superiore all’1,5%).<br />
Per questo chiediamo ai rappresentanti della Camera dei Deputati e al Presidente della Camera on. Gianfranco Fini (vedi lettera allegata) di adoperarsi affinché nell’esame del Dl 194/2009 “Milleproroghe” venga ripristinato il contenuto dell’articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008 a partire dal 1 gennaio 2010.</p>
<p> I membri del Comitato di Indirizzo:</p>
<p> AIEL<br />
ANEST<br />
ANEV<br />
APER<br />
ASSOLTERM<br />
ASSOSOLARE<br />
FEDERPERN<br />
FIPER<br />
GIFI<br />
GREENPEACE ITALIA<br />
GSES<br />
ISES ITALIA<br />
ITABIA<br />
KYOTO CLUB<br />
LEGAMBIENTE<br />
WWF</p>
<p>Articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008</p>
<p>“289. All’articolo 4 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni, il comma 1-bis è sostituito dal seguente: «1-bis. A decorrere dal 1 gennaio 2009, nel regolamento di cui al comma 1, ai fini del rilascio del permesso di costruire, deve essere prevista, per gli edifici di nuova costruzione, l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento. Per i fabbricati industriali, di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati, la produzione energetica minima è di 5 kW”.</p>
<p><a href="http://www.kyotoclub.org/docs/al-presidente-camera-deputati_22feb2010.pdf">http://www.kyotoclub.org/docs/al-presidente-camera-deputati_22feb2010.pdf</a><br />
 ________________________________________________</p>
</blockquote>
<p>Fonte: Comunicazione Kyoto Club / Qualenergia.it<br />
<a href="http://www.kyotoclub.org ">http://www.kyotoclub.org </a>- <a href="http://www.qualenergia.it">http://www.qualenergia.it</a></p>
<p>Per fortuna che l&#8217;italia è il paese del sole, ma forse è il lume della ragione a mancare.</p>
<p>Matteo</p>
<p><script type="text/javascript" src="http://w.sharethis.com/button/sharethis.js#publisher=99806c35-bc80-40fe-9cee-f61f5078aab5&amp;type=wordpress"></script></p>
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