[Riceviamo e diffondiamo]
RIFLESSIONE. SEZIONE ANPI “EMILIO SUGONI” DI NEPI: NEL GIORNO DEL RICORDO RINNOVARE L’IMPEGNO ANTIFASCISTA CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO E DISCRIMINAZIONE
Nel 1920 il futuro dittatore Mussolini affermava: “Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che da’ lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani”.
In questa affermazione cinica e inumana sta la radice velenosa e tragica delle foibe.
Per venti anni il regime fascista impose alle popolazioni dell’Istria e Dalmazia una violenta forma di colonizzazione ed una politica razziale di discriminazione (obbligo dell’uso della lingua italiana, italianizzazione dei cognomi, deportazioni di massa nei campi di concentramento, massacri della popolazione civile). Da questa condizione di oppressione che semino’ odio e rancore ebbe origine il fenomeno delle foibe che, all’indomani dell’armistizio dell’ 8 settembre 1943 e nella primavera del 1945, genero’ una serie di violenze che portarono all’esodo e alla morte migliaia di italiani.
La celebrazione del Giorno del ricordo puo’ essere un importante momento di conoscenza storica e di approfondimento di una delle pagine piu’ complesse della storia italiana ma non puo’ prescindere da una unanime e convinta presa d’atto delle innegabili responsabilita’ che in questa vicenda ebbe il regime fascista. Un regime tirannico e violento che trascino’ in guerra l’Italia a fianco della Germania nazista, che fece della discriminazione, del razzismo e dell’ oppressione delle persone e dei popoli i capisaldi del suo agire. Una chiara e incondizionata condanna del fascismo, senza ipocrisie e con la forza della verita’, e’ la prima e non negoziabile condizione per poter accettare la celebrazione della giornata del ricordo delle foibe. L’Anpi nel continuare il proprio impegno di vigilanza antifascista e di difesa della Carta Costituzionale, garanzia dell’ordinamento democratico dell’Italia, chiede a tutti i cittadini, le istituzioni, le associazioni, i partiti di impegnarsi perche’ siano abolite le norme razziste, schiaviste e squadriste contenute nella legge 94/2009, meglio nota come ”pacchetto sicurezza”; una legge odiosa, che lede i diritti umani dei migranti, e che sta rinnovando il dolore e la vergogna delle leggi razziali di mussoliniana memoria.Essere antifascisti oggi significa impegnarsi ancora contro ogni forma di discriminazione e razzismo perche’ e’ proprio dal razzismo e dalle discriminazioni che nasce e si rinnova il fascismo.
Il direttivo della sezione Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) “Emilio Sugoni” di Nepi
Nepi, 9 febbraio 2010
Pubblico volentieri questa importante riflessione di un periodo storico in balia revisionismo. Tuttavia LA VIOLENZA GENERA VIOLENZA
Per saperne di più, Centro studi della resistenza la questione foibe; http://www.storiaxxisecolo.it/DOSSIER/Dossier1a8.htm
Matteo
