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Referendum per l’Acqua Pubblica
Adesso basta. Sull’acqua decidiamo noi!
Perché un referendum?
Perché l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno può appropriarsene, né farci profitti. L’attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali. Noi tutte e tutti possiamo impedirlo. Mettendo oggi la nostra firma sulla richiesta di referendum e votando SI quando, nella prossima primavera, saremo chiamati a decidere. E’ una battaglia di civiltà. Nessuno si senta escluso.
Perché tre quesiti?
Perché vogliamo eliminare tutte le norme che in questi anni hanno spinto verso la privatizzazione dell’acqua.
Perché vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.
Cosa vogliamo?
Vogliamo restituire questo bene essenziale alla gestione collettiva. Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene comune. Per conservarlo per le future generazioni.
Vogliamo una gestione pubblica e partecipativa.
Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.
Dai referendum un nuovo scenario
Dal punto di vista normativo, il combinato disposto dei tre quesiti sopra descritti, comporterebbe, per l’affidamento del servizio idrico integrato, la possibilità del ricorso al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.
Tale articolo prevede il ricorso ad enti di diritto pubblico (azienda speciale, azienda speciale consortile, consorzio fra i Comuni), ovvero a forme societarie che qualificherebbero il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e scevro da profitti nella sua erogazione. Verrebbero di conseguenza poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini.
E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.
Quesiti Referendari
Quesito referendario n. 1
Fermare la privatizzazione dell’acqua (Abrogazione dell’art.23 bis L. 133/08)
Il primo quesito che verrà sottoposto a referendum abrogativo riguarda l’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008, relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.
Si tratta dell’ultima normativa approvata dall’attuale Governo Berlusconi.
Al netto delle deroghe successivamente introdotte, la norma disciplina l’affidamento della gestione del servizio idrico, del servizio raccolta e smaltimento rifiuti e del trasporto pubblico locale. Essa stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%. La gestione attraverso SpA a totale capitale pubblico viene permessa solo in regime di deroga, per situazioni eccezionali che, a causa di caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfoligiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato. Deroga che deve essere supportata da un’adeguata analisi di mercato e sottoposta al parere dell’Antitrust.
Con questa norma, dando per salvaguardate le attuali gestioni già affidate a soggetti privati o a società miste, si vuole mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico.
Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%.
La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali per poter mantenere l’affidamento del servizio dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.
Promuovere l’abrogazione dell’art. 23 bis della Legge n. 166/2009 significa contrastare direttamente l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.Quesito referendario n. 2
Aprire la strada della ripubblicizzazione (Abrogazione dell’art. 150 del D.lgs 152/06)
Il secondo quesito che verrà sottoposto a referendum abrogativo riguarda l’art. 150 (quattro commi) del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), relativo ala scelta della forma di gestione e procedure di affidamento, segnatamente al servizio idrico integrato.
L’articolo che viene sottoposto ad abrogazione richiama espressamente l’art. 113 del D. Lgs. n. 267/2000 (Testo Unico degli Enti Locali), disciplinando, come uniche forme societarie possibili per l’affidamento del servizio idrico integrato, le Società per Azioni, che possono essere a capitale totalmente privato, a capitale misto pubblico privato o a capitale interamente pubblico.
Se attraverso il primo quesito si vuole contrastare la privatizzazione imposta dall’attuale Governo Berlusconi, con questo secondo quesito ci si propongono ulteriori obiettivi.
Il primo è quello di qualificare più compiutamente il percorso referendario come relativo al tema dell’acqua; infatti l’art 23 bis (primo quesito) non riguarda nello specifico il solo settore idrico.
Il secondo è relativo alla necessità di intervenire sul problema della gestione diretta del servizio idrico, attraverso forme societarie che siano idonee a svolgere una funzione sociale e di preminente interesse generale. Da questo punto di vista, la mera abrogazione dell’art. 23 bis, lascerebbe immutato il panorama di affidamento oggi interamente coperto da SpA, ovvero da società di tipo privatistico (anche quando a totale capitale pubblico).
Poiché l’obiettivo del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, e della coalizione ancor più ampia che si è costituita per avviare il percorso referendario, è sempre stato l’ottenimento della ripubblicizzazione dell’acqua, ovvero della sua gestione attraverso enti di diritto pubblico partecipati dalle comunità locali, l’abrogazione dell’articolo di cui al presente quesito non consentirebbe più il ricorso all’affidamento della gestione a società di capitali.
Infine, va ulteriormente rimarcato come la mera abrogazione dell’art. 23 bis non provocherebbe alcun sostanziale cambiamento concreto per tutta quella parte di popolazione (metà del Paese), che già oggi e da tempo ha visto il proprio servizio idrico integrato affidato a società a capitale interamente privato o a società a capitale misto pubblico-privato.Quesito referendario n. 3
Eliminare i profitti dal bene comune acqua (Abrogazione dell’art. 154 del D.lgs 152/06)
Il terzo quesito che verrà sottoposto a referendum abrogativo riguarda l’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato ed è determinata tenendo conto dell’adeguata remunerazione del capitale investito.
Si tratta in questo caso di abrogare poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di forte e sostanziale concretezza. Perché la norma che si vorrebbe abrogare è quella che consente al gestore di fare profitti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Con un effetto per i cittadini di doppia vessazione, poiché da una parte viene mercificato il bene comune acqua, dall’altra gli utenti vengono obbligati a garantire il profitto al soggetto gestore.
Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si eliminerebbe il “cavallo di Troia” che, introdotto dalla Legge n. 36/94 (Legge Galli), ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici, avviando l’espropriazione alle popolazioni di un bene comune e di un diritto umano universale.
Forum Italiano per i Movimenti dell’Acqua
http://www.acquabenecomune.org
Comitato Referendario Acqua Pubblica provincia di Rieti
http://www.facebook.com/group
Presto vi informeremo per la raccolta firme nel comune di Collevecchio
Matteo
Eventi e Manifestazioni Sviluppo Sostenibile energie comuni: Aperitivi Verdi bioarchitettura Bioedilizia CaseEcoefficienti ec Edifici ecoefficienti Eva ecovillaggio autocostruito di Pescomaggiore L'Aquila Paganica Pescomaggiore Postribu Provincia di Rieti Sabina Terremoto
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Da Pescomaggiore a Rieti “EVA – ECOVILLAGGIO AUTOCOSTRUITO”
COMUNICATO STAMPA
RICOMINCIA LA FESTA – VIVERE BENE AL TEMPO DELLE TRIBU’
APERITIVO VERDE 9 APRILE ORE 17.30 – LIBRERIA MODERNA RIETI
IN OCCASIONE DELL’ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO DE L’AQUILA
POSTRIBU’ PRESENTA “EVA – ECOVILLAGGIO AUTOCOSTRUITO” DA PESCOMAGGIORE A RIETI
Pescomaggiore è un piccolo borgo di origini altomedioevali alle porte del Parco Nazionale del Gran Sasso – Monti della Laga, ad una decina di chilometri da L’Aquila e ad altrettanti dal confine con la provincia di Rieti. Il sisma del 6 aprile 2009 ha distrutto buona parte delle abitazioni e del patrimonio storico-culturale. Ma a Pescomaggiore gli abitanti hanno scelto fin da subito di non attendere che le proprie sorti residenziali fossero decise da costruttori e politici senza scrupoli ed hanno lanciato un progetto rivoluzionario.
“Il 6 aprile alle 3 e 32 – spiegano nel sito www.eva.pescomaggiore.org Salima e Antonio, gli ospiti del prossimo Aperitivo Verde organizzato dall’associazione PosTribù alla Libreria Moderna di Rieti alle 17,30 – anche noi abbiamo perso la casa. I tempi lunghissimi dell’emergenza e della ricostruzione hanno rischiato fin da subito di portare all’abbandono del paese, già semi-spopolato dall’emigrazione. Invece di attendere, abbiamo preferito rimboccarci le maniche, per poter continuare ad abitare la nostra terra ed il nostro paese, per ricostruirlo da subito insieme ad un futuro comune”.
Il progetto prende vita all’interno del Comitato per la rinascita di Pescomaggiore che già prima del terremoto aveva avviato un percorso finalizzato a migliorare la qualità della vita e recuperare l’abitato storico con campagne di informazione, attivando processi partecipativi e lanciando microprogetti nel campo dell’agricoltura, del turismo e della convivialità artistica. Un obiettivo diventato emergenza con il sisma, portando i residenti a realizzare un vero e proprio eco-villaggio autocostruito (EVA) e autofinanziato per consentire a più famiglie possibili di Pescomaggiore di restare a vivere nel loro paese.
“L’utilizzo della paglia in quest’area dell’Abruzzo – spiegano Antonio e Salima – è una tecnica costruttiva relativamente nuova, ma che si inserisce in modo naturale nel paesaggio agrario circostante e risponde anche ad un ideale di filiera corta in campo edilizio, in quanto la materia prima sono balle di paglia fornite in loco dai campi di cereali, insieme alla farina che servirà a fare il pane nel forno comune del paese”.
Il villaggio prevede la fornitura di energia elettrica attraverso impianti fotovoltaici e il riscaldamento da una stufa a legna, sufficiente a scaldare tutta la casa con appena un paio d’ore di accensione, in quanto la paglia ed altri accorgimenti costruttivi, rendono queste case perfettamente coibentate. Il progetto prevede anche la realizzazione di un impianto di fitodepurazione e di compostiere dove i rifiuti organici possano essere trasformati in fertilizzante per gli orti irrigati anche grazie all’incanalamento dell’acqua piovana.
Il coinvolgimento dei futuri abitanti nella progettazione e nella costruzione – le prime case sono state inaugurate qualche settimana fa (vedi foto allegata)- è la condizione per assicurare l’alta qualità degli spazi, il risparmio economico ed un forte legame fra gli abitanti stessi e la loro casa-villaggio.
Ricordiamo che a curare l’aperitivo sarà Slow Food Casperia e Sabina che porterà i prodotti della Black&White tartufi e di altre aziende locali. PosTribù realizzerà panini e dolci speciali, l’olio extravergine della Sabina sarà della Società Agricola “Sabinae Naturalia’”, mentre nei calici scorreranno i vini del marchio “Ratto delle Sabine” dell’Azienda Lorenzoni di Magliano Sabina. Ospiti eccezionali di questo nuovo aperitivo verde saranno gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Rieti che proporranno in collaborazione con la Cooperativa Mucilla un innovativo “eco-aperitivo”. Nessuna stoviglia utilizzata sarà usa e getta, in nome del principio “Rifiuti zero”. L’iniziativa, che si concluderà il 15 aprile, è promossa in ricordo di Alfio Di Bella, che ha vissuto gli ultimi anni a Poggio Nativo lasciandoci in eredità il bagaglio di tutta la sua esperienza “scomoda” di fotoreporter d’inchiesta e artistico, proprio su quei temi ambientali e sociali che dagli anni ’70 ad oggi continuano a segnare tragicamente la vita di un paese quasi allo sbando. Il progetto è realizzato con il patrocinio di Provincia di Rieti e Fondazione Varrone, con la collaborazione della Libreria Moderna, delle Associazioni Germogli, Slow Food Casperia e Sabina, Il Ratto delle Sabine, del Teatro Potlach, del progetto Metallurgicamente; media partner sono Sfumature di Viaggio, Immaginati di Riccardo Guadagnoli, Arte Studio TreSeiZero, ed il settimanale CARTA.
Foto del progetto EVA di Pescomaggiore http://www.flickr.com/Eva Pescomaggiore
Matteo
Resoconto Sviluppo Sostenibile energie comuni: Ambiente Castelnuovo di Porto Corchiano Legambiente Bassa Sabina Postribu Provincia di Rieti raccolta differenziata Rifiuti Zero Sabina
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Sintesi del terzo convegno differenziamoci a Poggio Mirteto
Sabato 06 marzo alle ore 16.30 nella sala Farnese di Poggio Mirteto
Apre il Convengno:
La partenza della raccolta differenziata porta a porta è stata il 19 ottobre 2009, dopo 45 gg di campagna di comunicazione con 30 eventi con i cittadini, commercianti, utenze sensibili, associazioni etc.
Nella fase iniziale flessibilità massima (analisi e valutazione costante delle difficoltà, approccio circolare: sperimentazione – segnalazioni di problemi – analisi degli stessi – azioni correttive – proseguimento della sperimentazione)
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A dicembre 2009 – gennaio 2010: 63% racc. diff.
A febbraio 2010 oltre 70%
Percezione immediata da parte di tutta la popolazione dell’impatto sulla qualità dell’ambiente e sul decoro urbano. Questo ha favorito i meccanismi di diffusione e di emulazione della raccolta differenziata.
Azioni strategiche:
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Compostaggio domestico
Controllo: individuazione dei trasgressori anche attraverso l’apertura dei sacchetti e l’analisi dei rifiuti per risalire allo zozzone.
Forte controllo della società che gestisce la raccolta
Ecocentro con 10 scarrabili
Altri risultati (oltre all’aumento della differenziata):
- kit per la differenziata, sono consegnati ai soli iscritti a ruolo. Se non sei iscritto a ruolo non sai dove buttare la mondezza e quindi sei automaticamente un trasgressore maggiormente individuabile
Aspetti economici:
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La raccolta costa molto di più nel primo step: si è passati da 13 a 20 addetti e si deve aumentare il numero di mezzi, questa prima fase, per i primi due anni è finanziata dalla provincia di Roma.
Si aggiunge il costo rappresentato dall’umido circa il 30% della differenziata, pari a 25/50 euro a tonnellata secondo l’impianto di Compostaggio ( a Maccarese non può più essere conferito, si stanno esplorando altri siti tra cui quello di Avezzano in Abruzzo): si risparmia sull’indifferenziato.
Una volta a regime, i costi per l’umido sono/verranno coperti dalla vendita della carta e della plastica
Criticità attuali:
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Furto dei cassonetti della differenziata (da parte degli evasori per non farsi sgamare)
Centro di accoglienza rifugiati (1000 persone) dove non si differenzia (il problema si sta affrontando con la presenza costante di alcuni operatori della società di raccolta)
Oratorio descrittivo sull’esperienza di Corchiano, il coinvolgimento attivo della società civile attraverso meccanismi di democrazia partecipativa, i beni comuni, acqua e biodiversità che oltre alla differenziata fanno da pilasto per la concezione attiva di comunità eco-sistema, ricucitura del tessuto sociale.
Un anno e mezzo di sensibilizzazione e comunicazione a partire dalle scuole e con il coinvolgimento diretto delle associazioni ambientaliste (Wwf e Legambiente). Tutto ciò ha determinato l’esperienza virtuosa della comunità di Corchiano.
Nome della campagna: l’orgoglio di un paese pulito
L’inizio della raccolta differenziata porta a porta è iniziata il 1 giugno 2009 dopo solo otto mesi si è già arrivati oltre 85%.
Aspetti economici:
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Costi precedenti totali: 400.000 euro annui
Abbattimento dei costi di discarica (Viterbo) di indifferenziato: da 18.000 a 1.500 euro mensili .
Aumento iniziale dei costi complessivi + 50.000 euro, per l’aumento di personale e mezzi.
Il primo step è stato finaziato dalla Privincia di Viterbo.
Azioni Strategiche
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Centro di compostaggio di comunità sperimentale (a limite legalità). Sostanzialmente hanno messo una decina/quindicina di compostiere più grandi di quelle domestiche in un’area comunale e riutilizzano il compost dopo due mesi per concimare naturalmente il verde pubblico.
Il comune di Corchiano è intenzionato ad arrivare a rifiuti zero, ed ha preso contatti con il centro di riciclaggio di vedelago (Treviso) per poter riutilizzare la percentuale minima di rifiuti non differenziabili. (Aggiungo io, frutto di una errata progettazione)
In italia produciamo 600 kg di Rifuiti Solidi Urbani l’anno per ab. Di cui 35% organico
Escursus sulle tecniche del compostaggio domestico e industriale.
Fondamentale per il compostaggio domestico dice la Galli è mantenere la giusta quantità di airia nel processo Aerobico nelle varie fasi della trasformazione del materiale organico:
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fase di destrutturazione della frazione organica
fase di maturazione
Importante è mantenere una temperatura che non superi i 70° C, l’umidità del materiale quindi bisogna inumidire o coprire, il tenore di ossigeno e la porosità del substrato.
Esistono compostiere in commercio già appositamente forate, ma si possono anche autocostruire.
2008: piano provinciale dei rifiuti
In un anno in tutta la provincia si producono 75.000 tonn di rifiuti.
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Il piano di autosufficienza: 3 Centri provinciali
Rieti: selezione e trattamento indifferenziato
Contigliano: differenziato da valorizzare (carta, plastica, ecc.)
Cittaducale: umido/Compost
Previste isole ecologiche nella Sabina Tiberina: a Forano e Montasola
Il comune di Magliano Sabina sta avviando una collaborazione con un comune del nord Italia.
Per la campagna di comunicazione e sensibilizzazione verrà presa in considerazione l’esperienza di Corchiano.
Giorgia Brugnerotto ha spiegato le attivitità che l’associazione svolge (Riciclo, Riuso, TrashWare) sul teritorio di Rieti, e ha messo in allerta per la preoccupate probabilità che a Casapenta (area Industriale Rieti-Cittaducale) venga costruito un impianto a CDR http://it.wikipedia.org/wiki/Combustibile_derivato_dai_rifiuti che oltre a rallentare i processi della Raccolta Differenziata verso i Rifiuti Zero, potrebbe verificarsi la possibilità che l’impianto a CDR venga convertito in Termovalorizzatore, con i correlati rischi di inquinamento ambientale e sulla salute dei cittadini.
L’associazione Postribù auspicava un’accellerazione della Raccolta differenziata porta a porta nella provincia di Rieti.
Invito i nostri amministratori a misurarsi con queste esperienze,
Ps:
Per la comunità di Collevecchio e non solo, gettate un orecchio e un occhio al di là del Tevere, probabilmente è possibile sentire e vedere ciò che sta accadendo per esempio a Corchiano.
Matteo
Cronaca locale Politica energie comuni: Assistenza domiciliare Collevecchio Magliano Sabina Montebuono Ospedale di Magliano Sabina Provincia di Rieti raccolta differenziata Sabina Stimigliano Tarano Unione dei Comuni della Valle del Tevere
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Unione dei comuni della Valle del Tevere: perchè scioglierla?
E’ sintomatico del nostro Bel Paese fare e disfare secondo convenienze e opportunità politiche ed economiche. La nostra Repubblica ha ormai superato i sessant’anni e anche se viene definita una democrazia matura ci sarebbe da riflettere un bel po’, basti pensare alle manovre del governo per cambiare la carta costituzionale, per spostare gli equilibri del potere decisionale. Termini come legalità, cooperazione, bene comune, partecipazione, giustizia sociale, vengono spesso usati, ma il più delle volte non corrispondono ad azioni che danno risposte concrete e reali alle problematiche della società civile. Anche le nostre comunità locali risentono di questa patologia? Forse sì, come nel caso della nostra Unione dei Comuni Valle del Tevere.
Nata il 10 settembre 2001 e costituita dai Comuni di Magliano Sabina, Collevecchio e Stimigliano per promuovere le forme di associazione e di integrazione delle tre realtà locali, in modo da semplificare l’amministrazione ed abbattere i costi, l’Unione a detta dei tre nuovi sindaci, se pur con motivazioni diverse è da sciogliere a causa del suo mancato funzionamento. Il Sindaco di Stimigliano Gilardi dichiara attraverso internet: “Siamo fuori dall’Unione della Valle del Tevere struttura esclusivamente virtuale. Stiamo valutando altre Unioni cercando quella che offre maggiori servizi per i nostri cittadini. L’Unione della Bassa Sabina a Poggio Mirteto sembra la più vantaggiosa” [1]. Il Sindaco di Collevecchio Grappa ha espresso in consiglio comunale la volontà di scioglimento, decantatagli da Gilardi e da Graziani Sindaco di Magliano Sabina e l’eventuale accorpamento all’Unione dei comuni della Bassa Sabina. Graziani comunque anche se si è espresso per lo scioglimento, durante un colloquio col sottoscritto, ha ritenuto che l’Unione potrebbe svolgere un ruolo essenziale nella razionalizzazione dei servizi e dei budget finanziari. Dal sito internet [2] si possono capire quali sono le funzioni dell’Unione: nel campo dell’ambiente il servizio sperimentale di raccolta differenziata dei rifiuti con sistema di raccolta mirata di tipo domiciliare ed il servizio della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Nel settore sociale: il servizio di assistenza sociale domiciliare, i servizi ai diversamente abili, il servizio di segretariato sociale ed il progetto residenzialità degli anziani. Tra i servizi svolti dall’Unione in questi anni è stato attivo quello di assistenza domiciliare, e se vi ricordate bene nel 2004 ci fu anche un principio di cooperazione per gestire la raccolta differenziata. Se sbirciate nelle vostre cantine, potreste trovare le buste con la scritta Unione dei Comuni della Valle del Tevere e da qualche parte in comune ci saranno anche le compostiere da distribuire alle famiglie… un’operazione che non andò in porto? Sappiamo anche che a Magliano esiste una Municipalizzata, che potrebbe gestire alcuni servizi nel nostro comprensorio.Nel primo comma dell’Art. 32 del D. L. n. 267/2000 [3] si definisce l’unione come costituita da due o più comuni che devono essere contigui, con un obiettivo chiaro: esercitare congiuntamente una pluralità di funzioni di loro competenza. La legge sopracitata evidenzia la contiguità territoriale, e se pensassimo alle nostre realtà ci accorgeremmo che Collevecchio, Magliano Sabina, Tarano, Stimigliano e Montebuono (cito Tarano, ora nell’Unione della Bassa Sabina, e Montebuono, visto il probabile futuro scioglimento della comunità montana, potrebbero entrare a far parte dell’Unione) hanno elementi in comune che li caratterizzano: appartengono geograficamente alla Valle del Tevere; i comuni di Magliano, Collevecchio e Montebuono sono legati storicamente anche dalla Scuola, infatti la direzione didattica è comune; le aree archeologiche di Collevecchio ricadono sotto la tutela del Museo Civico Archeologico di Magliano che ne conserva i reperti; Collevecchio, Montebuono e Tarano hanno in comune la Stazione dei Carabinieri e tante attività economiche. Allora perchè ci si costituisca in unione/ente è necessario che ci siano le ragioni naturali per coltivarla e questi requisiti sono fondamentali. Pensando che la nostra realtà è già marginale per la provincia di Rieti e disgregando il nostro territorio lo diventerebbe ancora di più, non avremmo così la stessa forza per far valere le nostre istanze in Provincia e in Regione.Non dobbiamo dimenticare che a Magliano esiste, fortunatamente, una struttura ospedaliera pubblica su cui si dovrebbero concentrare le energie per renderla più efficiente. Credo che questo non si ottenga mettendosi in coda a Poggio Mirteto e Montopoli! E’ chiaro che l’Unione della Valle del Tevere non abbia svolto appieno le proprie funzioni, ma di chi sono le responsabilità? Non sarebbe più opportuno farla funzionare, come avviene per le unioni che si dimostrano “virtuose”, anzichè scioglierla?
Riflettiamoci seriamente!
Matteo Paoletti 16/11/2009 Energie Comuni senza testata 23-03-2010 ebook
[1]
Dichiarazioni del Sindaco Dott. Gilardi
http://tinyurl.com/dich-gilardi
[2]
Unione dei Comuni della Valle del Tevere
http://www.unionevalledeltevere.it/
[3]
Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267
http://tinyurl.com/dlgs267-2000
Biodiversità Sviluppo Sostenibile energie comuni: Altraeconomia Ambiente Distretto Economia Solidale (DES) Postribu Rieti
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DISTRETTO DI ECONOMIA SOSTENIBILE (D.E.S.) in provincia di Rieti
Spett.le
Impresa/Ente/Associazione/Cittadino
OGGETTO: Creazione Tavolo dell’Altra Economia per l’istituzione del Distretto di Economia Sostenibile (D.E.S.) della provincia di Rieti.
Facendo seguito agli incontri convocati dall’Associazione PosTribù Onlus il 19 marzo 2009 presso la sede della Casa del Volontariato di Rieti, il 20 marzo 2009 presso il Centro Servizi del Consorzio industriale della Provincia di Rieti, al Convegno dal titolo “Un’Altra economia è possibile” promosso presso la sala consiliare della Provincia di Rieti da Banca Etica, Associazione Germogli in collaborazione con l’Associazione PosTribù del 24 aprile 2009 ed a tutta una serie di iniziative di sensibilizzazione e di coinvolgimento di opinione pubblica, associazioni, istituzioni, effettuate sul territorio,
la scrivente Associazione, che ha tra i suoi scopi statutari la creazione di un DISTRETTO DI ECONOMIA SOSTENIBILE (D.E.S.) in provincia di Rieti, in considerazione anche dell’entrata in vigore della Legge Regionale 4 agosto 2009, n. 20, “Disposizioni per la diffusione dell’Altra Economia nel Lazio” (che si allega per opportuna conoscenza assieme ad una nota esplicativa),
CONVOCA
per il giorno venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 17,30 presso la Sala riunioni della Confartigianato di Rieti, in via Paolo Borsellino 6, a Rieti (IV Piano),un incontro per la creazione, in forma aperta, di un Tavolo dell’Altra Economia finalizzato all’istituzione del Distretto di Economia Sostenibile della provincia di Rieti.
Viene dettagliato in proposito il seguente Odg:
1.Illustrazione dei contenuti ed opportunità della Legge Regionale 4 agosto 2009, n.20.
2.Illustrazione del progetto D.E.S. della provincia di Rieti.
3.Illustrazione del progetto C.A.E. (Centro dell’Altra Economia) presso l’ex Bosi (di cui si allega una Scheda sintetica della bozza Preliminare presentata in aprile al Consorzio industriale e all’Amministrazione provinciale di Rieti).
4.Raccolta delle adesioni al Tavolo dell’Altra Economia per l’istituzione del D.E.S. (attraverso la compilazione del questionario allegato).
5.Condivisione e definizione delle linee strategiche e delle azioni a breve, medio e lungo termine.
6.Varie ed eventuali.
Distinti saluti
Rieti, lunedì 19 ottobre 2009
Il Presidente dell’Associazione PosTribù
(Giorgia Brugnerotto)
Per info e allegati: http://postribu.net/2009/10/20/convocazione-tavolo-altra-economia-provincia-di-rieti/
Matteo
Sviluppo Sostenibile energie comuni: Arte Bande di Strada Collevecchio Festival Sabino Bande di Strada Musica Provincia di Rieti Sabina
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Al via il Festival Sabino Bande di Strada
Un evento, che trasformerà per un giorno fino a tarda sera il centro storico di Collevecchio (Ri) in una piccola cittadina della musica, tra i mille ritmi delle bande di strada richiamando atmosfere africane, arabe, balcaniche, latinoamericane e delle tradizioni locali, dove la strada si pone come elemento di unione e di interscambio tra musicisti ed ascoltatori .
Questo il palcoscenico del primo Festival Sabino Bande di Strada che sbarcherà a Collevecchio (in provincia di Rieti) domenica 13 settembre trascinando in un percorso coinvolgente la popolazione e gli amanti della musica bandistica popolare e di strada.
L’evento è organizzato dalla Banda Musicale Cittadina di Collevecchio, dalla marching band di Roma “Pink Puffers” che da cittadini volontari, inizierà nel corso della mattinata (ore 11) con le formazioni musicali in parata “street parade”, la Banda musicale cittadina di Collevecchio, Titubanda, Pink Puffers, Banda Città di Gavignano, Banda Musicale Poggio Catinense, Brassmati Aw!rkestra, Stradabanda, sfileranno per i vicoli e le suggestive piazzette di Collevecchio.Intorno alle 16:00 del pomeriggio , lasciando spazio anche alla spontanetà e all’improvvisazione, i concerti si alterneranno in quattro luoghi caratteristici del centro storico, indicati nelle cartine, secondo i nomi dati dall’antica tradizione popolare: “ e Colonne”, “Fore pe’ mulinu”, “ u Fascinaru”, “ u Martellu” “Piazza”.
Per tutta la manifestazione sono previste performance di artisti di strada, trampolieri, clown e spettacoli di giocoleria, per i bambini nel pomeriggio intorno alle 18:00 nella piazza ci sarà uno spettacolo di giocoleria tra le note delle bande.
Nel tardo pomeriggio verrà fatto innalzare in cielo al suono delle note musicali, un globo aerostatico di cartavelina colorata, opera dei maestri artigiani Giovanni Cesaroni, Amarando Cesaroni e Paolo Fratalocchi.
La festa sarà all’insegna dello sviluppo sostenibile, all’interno del centro storico si animerà un mercatino con prodotti tipici, biologici, artigianali e artistici, nella filosofia “chilometri zero”.

Il Festival Sabino Bande di Strada per arginare le problematiche climatiche globali, sarà simbolicamente “ad emissioni zero”: così, per compensare le emissioni di anidride carbonica(Co2) prodotte dall’evento, al termine della manifestazione verranno donati alla scuola di Collevecchio due alberi, che saranno piantati da alunni, genitori ed insegnanti. Alla festa degli alberi parteciperà l’Associazione Il Melograno, Teatro delle Condizioni Avverse, Officina Culturale della Bassa Sabina, con un piccolo estratto dallo spettacolo “Il bosco degli Spiriti”, ispirato dal racconto dello scrittore africano Amos Tutuola “La mia vita nel bosco degli spiriti”.
Il primo Festival Sabino Bande di Strada, è patrocinato da Provincia di Rieti, dal Comune di Collevecchio e sponsorizzato da Astral Spa, Banca di Credito Cooperativo sportello di Selci.
La manifestazione punta a diventare un appuntamento annuale per la Sabina, aprendosi sempre più alle realtà internazionali come crocevia della musica bandistica popolare e di strada.
Foto del Festival Sabino Bande di Strada 2009 , su flickr
Si mangia, si beve, si balla!!!!
Accorrete numerosi.
Matteo
Rassegna stampa online:
http://www.civitanews.it
http://iltempo.ilsole24ore.com/lazio_nord
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Sviluppo Sostenibile energie comuni: Arte Bande di Strada Collevecchio Festival Sabino Bande di Strada Musica Provincia di Rieti Sabina
by admin
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Festival Sabino Bande di Strada
La Strada come elemento di unione tra culture
Prima edizione del Festival Sabino Bande di Strada
tra i vicoli e le suggestive piazzette del centro storico di Collevecchio, in provincia di Rieti
si esibiranno 7 bande musicali
* Banda musicale cittadina di Collevecchio
* Pink Puffers
* Banda Città di Gavignano
* Titubanda
* Banda musicale Poggio Catinense
* Brassmati Aw!rkestra
* Stradabanda
Le esibizioni saranno alternate a spettacoli di artisti di strada, tra cui giocolieri, clown, trampolieri e momenti di degustazione delle tipicità enogastronomiche locali con la presenza di un mercatino di prodotti locali.
Un singolare incontro tra bande tradizionali sabine e marching-band, le bande di strada che trovano ispirazione sia da formazioni musicali d’oltre oceano, come le latino-americane sia da formazioni di tradizione balcanica che dai ritmi e dalle melodie Arabe. Una contaminazione tra musiche diverse, uno scambio di esperienze, stili musicali e repertori in grado di mettere in moto un processo che veda la Sabina una terra di continua crescita musicale e sperimentazioni artistiche. Sarà inoltre un’ occasione per i partecipanti di ogni età, per gli amanti della musica e delle arti di strada, di apprezzare il territorio della Sabina sia dal punto di vista architettonico che paesaggistico.
Questi gli obiettivi della prima edizione del “Festival Sabino Bande di Strada”.
Il festival, nato dall’ idea di alcuni cittadini di Collevecchio ed organizzato insieme alla Banda Musicale Cittadina di Collevecchio e la marching band di Roma, i Pink Puffers, punta a diventare un appuntamento annuale per la Sabina.

Un festival, in provincia di Rieti “ad emissioni zero”: per compensare le emissioni di anidride carbonica (CO2), prodotte durante l’evento, saranno donati due alberi alla scuola di Collevecchio, che verranno piantati da alunni, genitori ed insegnanti alla riapertura dell’anno scolastico. Alla festa degli alberi parteciperà l’Associazione Il Melograno, Teatro delle Condizioni Avverse, Officina Culturale della Bassa Sabina, con un piccolo estratto dal loro spettacolo “Il bosco degli Spiriti”, ispirato dal racconto dello scrittore africano Amos Tutuola.
Questa edizione del festival sara’ realizzata con il contributo e il patrocinio della Provincia di Rieti e del Comune di Collevecchio, e la sponsorizzazione di Astral Spa e Banca di Credito Cooperativo, sportello di Selci, tra i principali sostenitori. Le associazioni dei cittadini e le confraternite hanno assicurato il loro sostegno organizzativo e di lavoro volontario, l’ Associazione di volontariato Marcello Migliorati – Croce Verde – offrirà gratuitamente assistenza di pronto intervento.
“La Sabina costituisce un patrimonio ambientale, culturale e agroalimentare che può rappresentare un’opportunità di sviluppo sostenibile per le attività economiche presenti nel territorio” – sottolineano gli organizzatori del festival – “soprattutto per i piccoli comuni i cui centri storici rischiano un progressivo isolamento che dipende, da una parte, dalla carenza di iniziative culturali e, dall’altra, dalla progressiva concorrenza di ipermercati e grandi centri commerciali nei confronti dei piccoli negozi e delle botteghe”.

“Fondamentale” – aggiunge il presidente della Banda di Collevecchio Piero Dominicis – “sarà la collaborazione di tutti gli abitanti di Collevecchio per una festa che vogliamo sia un’occasione per stare insieme, grandi e piccini, e per godere della buona musica”.
Per l’occasione verrà fatto salire in aria un globo aereostatico di cartavelina colorata, costruito con sapienza artigianale dalle mani dei maestri artigiani Giovanni Cesaroni, Amarando Cesaroni e Fratalocchi Paolo.
Ufficio stampa – Festival Sabino Bande di Strada
Comunicato stampa-Festival Sabino Bande di Strada
Flyer-Festival Sabino Bande di Strada
Pieghevole Festival Sabino Bande di Strada
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Matteo
Oggi Sciopero dei Blogger
Primo sciopero dei Blogger al Mondo per la Libertà in Rete
Questo Blog aderisce all’appello di Diritto alla Rete contro il DDl Alfano che imbavaglia la Internet italiana.
Collevecchio; Aiuti per i terremotati in Abruzzo
Richiesta di 50 ciabatte elettriche:
Stamane ho parlato con Danilo Pinardi consigliere comunale a Collevecchio e volontario, che ha contribuito nei giorni scorsi con un viaggio in Abruzzo portando dei congelatori, su richiesta di Stefano Pierbattisti, Carabiniere e volontario residente a Poggio Sommavilla che si trovava personalmente nei giorni passati ad aiutare le persone nei luoghi del sisma, mi ha informato che nei campi allestiti per i terremotati servono 50 ciabatte elettriche.
Chiunque possa contribuire può contattarci attraverso i recapiti qua sotto;
Fabrizio, tel: 3495550947 , email: fabrizio.petrucci2@tin.it
Web:http://www.croceverde-collevecchio.it/
Matteo
Collevecchio; Aiuti per i terremotati in Abruzzo
Dopo un colloquio telefonico intercorso con Fabrizio Petrucci, Croceverde Collevecchio, ho chiesto chiarimenti sugli aiuti per i terremotati. L’Associazione sta contribuendo con personale medico e mezzi per il soccorso, già inviati in Abruzzo.
A Collevecchio è stato allestito un punto per la raccolta di generi di prima necessità nella sede dell’Associazione in via Sabina, 100 m dopo il bivio per Collevecchio, direzione Magliano Sabina.
Visualizzazione ingrandita della mappa, sul punto di raccolta nella sede della Croceverde
Il punto di raccolta riceverà , da chiunque possa contribuire, Medicinali, Generi alimentari, (preferibilmente a lunga scadenza) Indumenti, Coperte e Vestiario, per il momento fino a data da definire.
Appena ci saranno le opportune condizioni, saranno trasportati ad Onna e nelle zone colpite dal sisma.
Info:
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Fabrizio, tel: 3495550947 , email: fabrizio.petrucci2@tin.it
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Matteo












