Archive for the ‘Comunicato’ Category

Differenziamoci 2011


2011
11.08

Il circolo Arci di Poggio Mirteto e Legambiente Bassa
Sabina organizzano per il 12 Novembre alle 16.30 presso la sala Farnese del comune di Poggio Mirteto, un convegno dal titolo:
differenziamoci2011
Ascolteremo la descrizione del Piano per la Raccolta Differenziata in provincia di Rieti direttamente dall’ assessore Gian Carlo Felici. Seguirà un dibattito,a cui abbiamo invitato i sindaci del territorio, sicuramente utile, per capire meglio cosa aspettarci su questo argomento.
La vostra presenza è, come sempre, importante.

“ Differenziare non è virtuoso è civile”

Sandro Mancini

No no, non è un déjà-vu, un Loop? e allora?

Siamo in provincia di Rieti, 160 mila abitanti, neanche un quartiere di Roma, distribuiti per lo più in area rurale. Tutti borghi e paesini, tranne la cittadina di Rieti, in un piattume culturale che ti fa dimenticare di essere a 60 Km dalla capitale.
Tra tanti presidenti però, del circolo dei bocciofili e associazione inventate, c’è Melilli l’ex sindaco di Poggio Moiano il presidente della provincia, Giancarlo Felici l’ex sindaco di Montopoli l’assessore ai rifiuti? Giuseppe Rinaldi l’ex sindaco di Poggio Mirteto consigliere intellettuale e Oreste Pastorelli il commerciante di voti craxiano, vice.
Ah! c’è pure l’assessore alla cultura? con cui ho avuto il piacere di confrontarmi in conferenza stampa Arte.r.i.e-Festival delle Bande di Strada 2010, il quale mi ha chiesto cosa significasse “prodotto a Km0″, che te possino è!!! (Internos: Ma le strade della Musica perchè non si fanno più? ti piace solo la fisarmonica e la zampogna?)
L’assessore ai rifiuti Felici, ormai lo saprà recitare a memoria quel piano dei rifiuti http://www.provincia.rieti.it/Engine/ApprovazionePianoRifiuti sono tre anni che ci va in giro.
Ma poi perchè non è consultabile dal sito della provincia? ..che lo cambiate?
A me sembra poi che più che piani, alti, bisogna stare con i piedi per terra, ci serve la buona volontà per fare la raccolta differenziata.
Cari Presidenti, Amministratori locali, sopralocali, etc, bisogna che scendiate casa per casa a SPIEGARE alle persone che differenziare e riciclare quello che oggi è considerato di scarto di rifiuto, significa in larga scala frenare i processi di dilapidazione delle Risorse del Pianeta Terra, che non sono infinite e questo pianeta non ce la fa più a sostenere i ritmi del consumismo neoliberista.
Vuoi consumare; consuma responsabilmete, almeno non tapparti gli occhi della coscienza e gettare tutto nella “buca/montagna privata” del percolato di Cerroni l’imperatore della Monnezza! o mandarli a spasso per Viterbo.
Con il vetro ci si faranno altre bottiglie e bicchieri per il perlage, con la plastica il tuo portatile iperaccessoriato, con l’alluminio un bella bici o una caffettiera.
Se butti tutto in discarica tra i percolati e acidi bullicanti, poi dove si va a prendere le materie prime?
Nelle miniere che il paese delle meraviglie di Gaia ha lasciato, guarda che poi ad un certo punto finiscono..
Cari Illustrissimi Presidenti tutti, Assessori, Onorevoli dell’ordinamento galattico precostituito, dopo 3 anni senza risultato, io comincio a pensare che sia diventato patologico.O è questione di incompetenza? oppure si permea nel torbido dell’interesse? ho capito, è il clientelismo dei voti?
Bisogna fare una grande Rivoluzione degli stili di vita che implica enormi sacrifici e sforzi insostenibili? ma noooooo… :)
Ah!! Forze il motivo è perchè state sempre chiusi nei palazzi, sapete a casa che cosa dovete fare?
Prendere cinque recipienti diversi come vi pare a voi, per la carta, il vetro, la plastica, l’alluminio e l’organico e allor dunque avete sottomano quelle materie là, mettercele dentro.
Poi quando sono pieni uscite di casa, cercate gli appositi recipienti e conferitecele, se ce ne sono, sennò andate a reclamarli dai vostri amministratori. Se per l’organico che è il 30% del rifiuto, vi dicono che non si può far nulla perchè non c’è l’impianto di compostaggio, allora costruitevi o comperate una compostiera. Ci sono anche composter da interni come ad esempio Naturemill dal curato design o delle belle che si addicono all’architettura del giadino della vostra villetta.
Provate, non è difficile, non siamo mica nell’area metropolitana di Shanghai, ma molto vicino a quello che stanno facendo i vostri colleghi, insieme ai cittadini di Corchiano in provincia di Viterbo.
Perchè, in giro per la provincia di Rieti non si ha traccia di una bella campagna di comunicazione per la strategia RIFIUTI ZERO?? una di quelle che ti accendono i neuroni giusti. Si tratta di un pò di manifesti nei quali si invitano le amministrazioni comunali e i cittadini ad abbracciare queste pratiche.

Esperienza di Corchiano con Autocompostaggio

Delibera di adesione del Comune di Corchiano alla rete compostatori domestici

Teoria e pratica del Compostaggio Domestico
CNR-Istituto per lo Studio degli Ecosistemi, Pisa
Rete Italiana Compostaggio Domenstico
http://www.composterdomestico.it

Auspico un accelerazione propulsiva in tal materia.

Matteo

Vota SI ai referendum il 12 e il 13 giugno


2011
04.11

Ai referendum del 12 e 13 giugno per dire NO devi segnare .

Vuoi eliminare il ricorso all’energia nucleare? Sì.
Vuoi cancellare la privatizzazione dell’acqua? Sì.
Vuoi sbarazzarti del legittimo impedimento? Sì.

Il referendum passa se si raggiunge il quorum. Occorre che vadano a votare 25 milioni di italiani. Per questo dobbiamo informare da subito. Copia, incolla e condividi diffondi.

http://www.acquabenecomune.org
http://www.fermiamoilnucleare.it
http://www.sireferendum2011.it/

Matteo

Da “Borgo a Borgo” passeggiata lungo il Tevere-Farfa


2011
02.22

Comunicato stampa:

DOMENICA 27 Febbraio 2011

Passeggiata naturalistica nella Riserva Naturale Tevere-Farfa

Riserva Naturalistica Tevere-Farfa

Riserva Naturalistica Tevere-Farfa


Riprendendo l’appuntamneto periodico dell’iniziativa : DA BORGO A BORGO , i gruppi e persone che vivono in Sabina e dintorni hanno organizzato

una bella giornata in contatto con la natura accompagnati dal personale della Riserva, grazie al Commissario Lucia Ambrogi

L’appuntamento, al fine di favorire l’arrivo con i mezzi pubblici e quindi con una forma di viaggio sostenibile, è presso la stazione di Poggio MIrteto. Dalla stazione Tiburtina di può prendere un treno alle 8 e 15 che arriva alla Stazione di Poggio MIrteto poco dopo le 9 , per i ritardatari si aspetterà al massimo le 9 e 35 e cioè l’arrivo del treno successivo; ovviamente per costoro non ci sarà il tempo per degustare una buona colazione presso il forno. La gita si sviluppa tutta lungo il fiume e ad un certo punto visiteremo anche dei capanni per l’avvistamento degli uccelli. Si arriverà presso gli Uffici della Riserva dove ci sarà una piccola degustazione di formaggio di percora offerta dall’ECO Fattorie Sabine . Sempre presso gli Uffici verrà proiettato un filmato sulle Foreste del Borneo prodotto da Maria Teresa De Carolis che ci parlerà del suo progetto in difesa di quell’angolo meraviglioso del Pianeta .
Il ritorno, sempre a piedi o eventualmente, è previsto nel tardo pomeriggio.
Il percorso a piedi andata e ritorno è tutto in pianura ma essendo di complessivi 20 km richiede qualche ora di comodo cammino. Ci sarebbe anche la possibilità, per i più pigri, di fare un tratto in battello ma visti i tempi stretti dovremmo avere un certo numero già prima di questo sabato e comunque su Prenotazione obbligatoria il prima possibile, possiamo provarci.
Vi aspettiamo numerosi e diffondete

Programma della giornata:

Ore 9.15-9.30:

§ Ritrovo alla Stazione FS Poggio Mirteto (Linea FM1 Orte-Fiumicino). Si invitano gli interessati a preferire il trasporto pubblico per una mobilità sostenibile.

Per info su orari:

- treni: www.ferroviedellostato.it

- bus: www.cotralspa.it

§ Passeggiata con guida naturalistica della Riserva: livello facile, durata 5 ore circa (A/R), sentiero pianeggiante e accessibile a tutti (passeggini inclusi)

Ore 13-14.30:

Aula convegni della Riserva: Presentazione del progetto per la tutela delle foreste del Borneo a cura di Maria Teresa de Carolis, con proiezione

filmato e ristoro vegano la proiezione è uno spunto per riflettere sul consumo di beni che stanno privando il pianeta di risorse insostituibili; il filmato è Green, film pluripremiato del regista francese Patrick Rouxell, a seguire piccolo rinfresco Vegan, con dolci fatti dalla stessa Maria Teresa. E’ una occasione per parlare inoltre del progetto che la De Carolis sta realizzando per filmare la situazione indonesiana. Partirà ad agosto con un gruppo di persone, semplici eco-turisti, che sosterranno il documentario con il loro stesso viaggio http://www.progettoborneo.it/

§ Degustazione di formaggio di pecora bio delle Ecofattorie Sabine e testimonianza di Alessandro Pozzi agricoltore biologico

Note varie: pranzo al sacco, abbigliamento comodo e adatto al cammino.

Chi vuole potrà lasciare un’offerta per il progetto Borneo

E’ gradita la prenotazione!

Contattare preferibilmente per sms

Paolo Piacentini: paolo.piacentini@gmail.com 3400607621
Ines Innocentini: ines@vialattea.com 347 6595026

http://www.slowfoodsabina.blogspot.com/

Matteo

Da Borgo in Borgo a Casperia: vieni e cammina


2010
12.05

COMUNICATO STAMPA

Rieti, 4 dicembre 2010

Seconda camminata di turismo sostenibile organizzata dal gruppo di associazioni locali “Da Borgo in Borgo in Sabina: vieni e cammina” per promuovere la mobilità dolce e la valorizzazione del territorio.

Rocchettine da borgo a borgo

Rocchettine da borgo a borgo


Dopo il successo dell’iniziativa lanciata il 10 ottobre a Torri in Sabina per festeggiare la Giornata internazionale delle azioni per il clima, domenica 12 dicembre sarà la volta del suggestivo borgo di Casperia con una passeggiata dedicata al Terra Madre day e al sostegno del progetto lanciato da Slow Food: “Realizzare 1000 orti in tutte le comunità africane di Terra Madre”.

“Non un orto qualsiasi però, – precisano gli organizzatori – perché in Africa, gli orti prima di tutto rappresentano una fonte di cibo sano e a portata di mano e un reddito supplementare per le comunità locali. Gli orti di Terra Madre favoriscono anche la conoscenza dei prodotti locali e della biodiversità, il rispetto dell’ambiente, l’uso sostenibile del suolo e dell’acqua, la salvaguardia delle ricette tradizionali”.

L’appuntamento a Casperia è a piazza Oddo Valeriani alle 9.30. Il percorso di 7 chilometri permetterà di visitare due produttori biologici locali – La Via Lattea (produzione gelati) e Rura Colimus (olio dop Sabina) – di scendere lungo dei sentieri per la maggior parte sterrati, di ammirare vecchi fontanili recuperati, meravigliosi olivi e l’antico insediamento disabitato di Caprignano per risalire all’ora di pranzo nel borgo storico di Casperia dove si parlerà insieme (presso il Dopolavoro Lounge con passaggio all’Enoteca Geco 107) del progetto “1000 orti in Africa” e della rete internazionale di Terra Madre. Nel pomeriggio è anche prevista una visita guidata nel centro dell’antica “Aspra”.

Panorama di Casperia, Aspra Sabina

Panorama di Casperia, Aspra Sabina


Anche in questa occasione l’invito, per apprezzare e rispettare la natura circostante ed in linea con la strategia “Rifiuti zero” che il gruppo “Da Borgo a Borgo” vuole trasmettere come stile di vita quotidiano, è quella di non portare materiali che possano trasformarsi in rifiuti, come stoviglie di plastica. Meglio una borraccia (da ricaricare con “l’acqua del sindaco” e della sorgente e per dissetarsi con tisane del posto) ed un piatto con posate non usa e getta da portare direttamente da casa.

I partecipanti riceveranno anche materiale sui luoghi visitati e sul progetto “1000 orti in Africa”.

Per informazioni contattare:
Ines Innocentini: 3476595026
Paolo Piacentini: 3400607621

Gli Anonimi dei rifiuti al Sacramento


2010
11.10

E quindi sarei io a scaricare calcinacci e rifiuti lungo la via del Sacramento, tra la valle del tevere e la valle dell’Aia(Imella)… bè avrei scelto un bel posto, già sottoposto a vincoli paesaggistici e di tutela per la valle del tevere, proprio in mezzo all’area archeologica di Poggio Sommavilla, olretutto è anche un area ripariale per l’avifauna migratoria, un unicum di biodiversità, dove ho scattato delle belle foto.
Vorrei proprio conoscerli questi fantasiosi anonimi che si divertono ad infamarmi falsamente di irrealismo. Di fantasia però non è che ne abbiano proprio tanta è…. infatti è vero che sono interessato a quell’area, ma per motivi decisamente opposti alla falsa e infantile accusa inoltrata al Corpo Forestale dello Stato e ai Carabinieri. Si perchè, con Legambiente Bassa Sabina due anni orsono, abbiamo presentato in Provincia di Rieti un progetto per la costituzione di un Parco che TUTELI E VALORIZZI il patrimonio Archeologico, Naturalistico(Floro-Faunistico) e Geologico di quell’area. La proposta evidenzia anche il fatto che la zona interessata, (cioè l’ultimo tratto del torrente Aia(Imella) che confluisce nel tevere con parte del Tevere stesso, nella zona Poggio Sommavilla-Grappignano nel comune di Collevecchio) è contigua alla riserva Tevere Farfa, alla riserva naturalistica del Monte Soratte e al fiume Treja e che per questo si prenda in considerazione il fatto che il bacino idrografico del Torrente Aia(Imella) sia un corridoio ecologico per la fruizione delle biodiversità tra l’entroterra appenninico e la tuscia.
E’ stato anche indicato che l’area sopradescritta sia da ricondurre nella “Rete Natura 2000″ ovvero SIC (siti di interesse comunitario) e ZPS (Zone di Protezione Speciale). Che diventi un Monumento Naturale, che già lo è….

Oggi sono andato a vedere quei calcinacci e rifiuti, ci sono veramente, chissà se oltre a dichiarare falsità questi anonimi poco fantasiosi non li abbiano scaricato loro.

Calcinacci_e_Rifiuti_al_Sacramento

Ricordo comunque che la calunnia e la dichiarazione di falso è reato e perseguibile ai sensi di legge.

Aah..! Non buttiamo i rifiuti nella nostra casa…

Rimango a disposizione,

Matteo

NoB-day2


2010
09.29

L’appello

Berlusconi è al capolinea, minoranza nel Paese e in Parlamento, inviso alla maggioranza dei cittadini, a molti dei suoi stessi elettori e a settori decisivi della coalizione che lo ha portato al governo garantendogli impunità e favorendo la difesa dei suoi interessi privati.

noberlusconiday2

noberlusconiday2


Col primo “No Berlusconi Day” abbiamo chiesto le dimissioni di Berlusconi portando in piazza un milione di persone e aprendo la grande stagione di battaglie civili e di risveglio sociale che ha caratterizzato la storia politica del Paese dal 5 dicembre ad oggi, dalle iniziative in difesa della Costituzione e contro il legittimo impedimento e il processo breve fino alla grande campagna contro la legge bavaglio pensata da Berlusconi per proteggere se stesso e le “cricche” che lo sostengono e per salvare dai processi e dal giudizio dell’opinione pubblica gli indagati, i condannati, i corrotti, i corruttori e i mafiosi presenti all’interno del suo governo, del Parlamento e nella rete di poteri, spesso occulti come la P3, che tiene in piedi il cosiddetto berlusconismo.

Col secondo “No Berlusconi Day” ribadiamo l’urgenza di mandare a casa Berlusconi e tutto il governo da lui presieduto, artefice tra l’altro del disastro sociale ed economico del Paese, della distruzione della dimensione pubblica, a partire dalla scuola e dall’Università, e massima espressione del degrado morale e del dilagare del fenomeno della corruzione che attraversa, come e più di Tangentopoli, le istituzioni e la classe politica come dimostrano i casi Scajola, Brancher, Bertolaso, Cosentino, Dell’Utri, Verdini solo per citarne alcuni.

Per lasciarci alle spalle la lunga e drammatica fase storica del berlusconismo, iniziata nel ’94 con la nascita di Forza Italia sostenuta dalla mafia, non bastano le dimissioni di Berlusconi e del governo: occorre operare un radicale cambiamento delle condizioni politiche e culturali che ne hanno favorito la nascita e lo sviluppo, in particolare attraverso il ricorso ai mezzi di informazione di proprietà di Berlusconi sin dalla sua “discesa in campo”.

Per questo chiediamo che dopo le dimissioni di Berlusconi si operi tempestivamente 1) per la modifica dell’attuale legge elettorale e 2) per una nuova legge sul conflitto di interessi che impedisca il riproporsi dei nuovi Berlusconi.

E poi subito al voto per nuove elezioni libere e democratiche.

Invitiamo i cittadini, le associazioni, le forze democratiche e la libera stampa a partecipare e sostenere il “No Berlusconi Day 2″ che si terrà a Roma, sabato 2 ottobre 2010, con un corteo che, partendo da piazza della Repubblica alle ore 14 si concluderà in piazza San Giovanni

Il popolo viola

Fonte :

http://noberlusconiday2.wordpress.com/about/

ci vediamo a Roma!!

Matteo

La Sabina ingoiata dall’ Asi


2010
09.26

Cari abitanti della provincia di Rieti, egregi giornalisti, vi inviamo questo documento con preghiera di pubblicazione e di diffusione

Ill.mo Prefetto di Rieti,

Apprendiamo da un articolo di giornale che il consiglio provinciale Reatino ha approvato all’unanimità il documento stilato dalle commissioni Attività produttive e Ambiente sul progetto del polo della logistica di Passo Corese, ribadendo tra l’altro la necessità che esso venga sviluppato “nel pieno rispetto dell’ambiente”.

Ricordiamo in breve di cosa si tratta: è il progetto di un polo della logistica per sei milioni di metri cubi, a pochi metri da Passo Corese, con sbancamenti per vari milioni di metri cubi e conseguente sparizione delle colline, su un area pregiata dal punto di vista paesaggistico e altrettanto pregiata dal punto di vista archeologico, come indicato dagli studi della Prof.ssa Maria Pia Muzzioli (Cures Sabini, 1980) della Prof.ssa Helga Di Giuseppe (Sabinensis Ager Revisited, 2000 – British Scholol at Rome) e della Regione Lazio (PTPR tavole B e C, 2007).

In poche parole, una delle più grandi devastazioni ambientali italiane in una delle zone più belle del Lazio, la Sabina, naturalmente e chiaramente vocata ad uno sviluppo turistico, culturale, agricolo ed ambientale.

Mappa_Archeologica_Passo_Corese

E’ nostro compito istituzionale denunciare che purtroppo sta avvenendo esattamente il contrario che il “pieno rispetto dell’ambiente”, come dimostreremo qui di seguito, e quindi chiediamo che la Prefettura imponga al consorzio la sospensione immediata dei lavori dell’insediamento stesso, per coerenza con le recenti indicazioni su riportate della provincia stessa e soprattutto perché la legalità dei lavori in questione ci sembra quanto meno dubbia.

1 – La legge prevede infatti che, davanti ad un piano che ha rilevanza nazionale, come quello di Passo Corese, venga avviata una procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Come è facile constatare, la Valutazione Ambientale Strategica non è mai stata effettuata. Siamo nella legalità? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

2 – La legge prevede che, davanti ad un piano di questa rilevanza, la cittadinanza venga messa al corrente del progetto per poter effettuare, in modo autonomo dai proponenti, le proprie valutazioni (partecipazione). A tutt’oggi, l’unico documento che è stato fornito agli abitanti della zona è un opuscolo informativo fuorviante. Fuorviante perché l’informazione che viene data sul progetto non rispecchia in alcun modo il progetto stesso, come è facile constatare. Siamo nella legalità? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

3 – La legge prevede che, davanti ad un progetto di questa rilevanza (sei milioni di metri cubi di costruito, varie colline spazzate via, sbancamenti per milioni di metri cubi), la cittadinanza possa partecipare, in luoghi pubblici e dopo essere stata ben informata, alla valutazione di impatto ambientale. La partecipazione dei cittadini alle scelte di fondo sulla politica del territorio è un importantissimo punto di svolta epocale e legislativo e segna in modo chiaro il passaggio da un’idea del governo basata su decisioni verticistiche alla partecipazione propria di un epoca democratica e moderna. Ciò non è mai successo: non si ha notizia di un dibattito pubblico dove siano stati invitati tutti gli abitanti della Sabina, organizzato da un ente pubblico, dove si sia potuto discutere il progetto in modo vincolante per il progetto stesso ed in presenza di esperti autonomi dalle parti, in grado di fornire un’informazione esaustiva ed oggettiva. Abbiamo invece assistito a dibattiti farsa, organizzati escludendo qualsiasi voce contraria. Siamo nella legalità? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

4 – Non ci risulta che le commissione Attività produttive ed Ambiente della provincia, nonostante un lavoro di mesi, abbiano ascoltato le organizzazioni che si occupano della difesa dell’ambiente. Non hanno ascoltato organizzazioni nazionali, di grande rilevanza morale e popolarissime come Legambiente, Italia Nostra e WWF, o organizzazioni locali come Sabina futura e tante altre, che in modo chiaro e pubblico hanno da tempo manifestato dubbi sul progetto e riflessioni critiche sulla localizzazione. Ricordiamo che le organizzazioni suddette sono gli interlocutori naturali delle istituzioni, soprattutto in presenza di progetti che impongono in modo palese un’attenzione particolarmente elevata. Anche in questo caso si è violata qualsiasi norma di partecipazione, con il semplice e democratico metodo dell’esclusione di chi si oppone. Siamo nella legalità? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

5 – Ci risulta, perché ne siamo gli artefici, che esiste un piano di sviluppo che riguarda l’intera provincia, ampiamente ripreso dalle fonti di informazione, e che detto piano di sviluppo è basato sulla valorizzazione delle risorse turistiche, ambientali, naturalistiche, paesaggistiche, agricole, artigianali e culturali della provincia di Rieti. Ci risulta, perché ne siamo gli artefici, che detto piano potrebbe dare lavoro a migliaia di cittadini, in modo analogo a ciò che avviene in tanti altre regioni italiane e paesi stranieri, basandosi principalmente sul microcredito aziendale, sulle risorse economiche dei turisti e sul rispetto totale del territorio. Non avere ascoltato le organizzazioni ambientaliste neanche sulla parte propositiva è un danno economico per tutta la provincia, e le Commissione Attività produttive ed Ambiente, che hanno volontariamente escluso dal processo partecipativo e dallo sviluppo economico provinciale le organizzazioni ambientaliste hanno recato un grave danno innanzitutto ai propri cittadini, violando anche in questo caso le norme di legge sulla partecipazione ai grandi processi di trasformazione del territorio. Siamo nella legalità? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

6 –Nello Studio di impatto ambientale che è stato realizzato prima dell’inizio dei lavori, il consorzio proponente si è impegnato ad indagare l’area, dal punto di vista archeologico, con una serie di mezzi tecnici aggiornati ed adeguati alla vastità dell’opera (georadar, mappe di predittività, raccolta informatica dei dati, sistema palmare di georeferenziazione, aggiornamento gps delle mappe, realizzazione di modelli tridimensionali a scala locale, generazione di Dem (digital elevation models) piattaforma Gis, cartografia del rischio archeologico. Non ci risulta che detti mezzi siano stati impiegati, come non ci risulta siano stati impiegati mezzi moderni come il telerilevamento, il metodo magnetotermico o le indagini geoelettriche, mentre ci risulta che sia stato impiegato massicciamente un metodo di indagine archeologica obsoleto come lo scotico superficiale e molto più costoso dei mezzi moderni. Sappiamo anche che una delle più prestigiose scuole di Archeologia del mondo (la British School at Rome) ha offerto la propria collaborazione allo studio, indicando un impegno economico risibile per il metodo di indagine proposto (geofisico) ed infinitamente minore della somma a tutt’oggi impiegata. Questa collaborazione non è stata attivata. Perché? Anche in questo caso, per la mancata attuazione degli impegni presi per le indagini archeologiche, siamo nella legalità? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

7 – Ci risulta che l’area su cui dovrebbe sorgere l’insediamento industriale sia indicata dal Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio (tavola C) come un’area vocata a Parco Archeologico e Culturale. Quindi l’area non è la semplice somma di emergenze archeologiche, ma una vera e propria area archeologica, e quindi un concetto completamente diverso, che non può essere chiuso in una bacheca di vetro ma richiede una salvaguardia integrale. Sono stati sentiti in merito gli archeologi della Regione Lazio che hanno redatto il piano? Gli Enti Pubblici Territoriali che posseggono un’area Archeologica devono tutelarla per legge. Attenzione, devono tutelarla a prescindere dalle indagini. E’ ciò che sta avvenendo? Siamo nella legalità? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

8 – In relazione a quanto esposto nel punto precedente, ci risulta che, proprio nella strada al centro dell’area, che va dalle colline verso il Tevere, e che in tempi antichi congiungeva Cures Sabini al fiume, siano state trovate decine di presenze archeologiche che confermano che la strada è non soltanto ricchissima di insediamenti quali ville romane, fattorie, ipogei sotterranei, luoghi di culto, necropoli, pozzi, acquedotti a percolazione, ma che detti insediamenti siano collegati da una strada romana ancora pienamente visibile. Tutto ciò confermerebbe in pieno l’indicazione della Regione Lazio perché l’area venga trattata come un unico Parco Archeologico e culturale e quindi come una ricchezza per il territorio e per la sua vocazione turistico-culturale. La commissione attività produttive ed ambientali è al corrente di questa ricchezza locale, fonte di produttività economica e di rispetto ambientale, o ne ha voluto ignorare l’esistenza? Ha la commissione valutato in uno studio la possibilità che l’area produca reddito per la provincia a partire dalla sua esistenza come area archeologica? Esiste una pubblicazione in merito? Siamo nella legalità? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

9 – In uno studio a firma Legambiente, Italia Nostra, WWF ed altri, presentato pubblicamente poco tempo fa sotto forma di manifesto e divulgato agli organi di informazione con mezzi elettronici, si è evidenziato come tutte le fonti ufficiali che si sono occupate dell’area (Università di Roma, British School at Rome, Regione Lazio e CNR), concordano addirittura sui luoghi fisici puntuali delle presenze archeologiche dell’area, anche a distanza di anni e con studi compiuti con tecniche molto diverse. La Commissione Attività produttive ed Ambientali della provincia, che dichiara di agire nel pieno rispetto dell’ambiente, non ci risulta abbia ascoltato neanche le fonti citate. Questa omissione è legale? Siamo “nel pieno rispetto dell’ambiente ?”.

10 – Il concetto di Ambiente, che viene citato come da rispettare nel documento della Commissione, può essere articolato in vari modi, e sicuramente come Ambiente naturale, culturale o sociale. A tutt’oggi non ci sono notizie di rispetto dell’Ambiente in nessuna delle sue articolazioni. Immaginiamo che sia così nel pieno rispetto della legalità istituzionale.

Una nota su chi è responsabile di cosa: che l’area sia un’area archeologica si sa dal 1980, tempo della pubblicazione del primo grande studio sull’area, “Cures Sabini”, a cura della Prof.ssa M.P. Muzzioli. A questo studio si è aggiunto quello del 2000 a cura della British School at Rome e poi il Piano territoriale della Regione Lazio del 2007.

I ritardi nella realizzazione del progetto sono dovuti quindi alla volontà di realizzare un’area industriale su un’area chiaramente archeologica.

Chi è responsabile di questa scelta, ponendo tutta la provincia in una situazione di ritardo e nella oggettiva impossibilità di realizzare il progetto senza creare un danno ambientale gravissimo e che avrà conseguenze devastanti su ogni ipotesi di sviluppo turistico della zona, ne tiri le conseguenze e non addossi le responsabilità dei ritardi se non a sé stesso.

Legambiente Bassa Sabina, il direttivo

Associazione Culturale Sabina Futura

Molti documenti relativi al Polo della Logistica sul sito http://www.sabinafutura.it , nella sezione documenti

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Parlando per caso con un politico noto della provincia di Rieti, Mario Perilli, sono venuto a conoscenza che Passo Corese non è più Sabina, addirittura?
I quattrini fanno fare brutti schersi…..
A detta dell’onorevole parrebbe che il movimento Ambientalista NoAsi, sarebbe manovrato da poteri occulti infiltrati, che avrebbero interesse di ritardare il progetto di Passo Corese in modo da accelerare i tempi di realizzazione di altri Asi nella regione Lazio. ……?
Alla mia domanda sull’enorme impatto ambientale che avranno i capannoni sulla Valle del Tevere soprattutto dai terrazzi fluviali del versante Romano, Nazzano, Fiano, Civitella, ci tranqillizzava che adesso non è possibile immaginare, casomai bisogna vederlo dopo la realizzazione.
Poi mi ha detto che la mia posizione riguardo l’Asi è dovuta alla mia eta 30 anni, “devi maturare“, poi mi ha raccontato che il progetto Asi viene da lontano da quando faceva l’Amministratore a Fara Sabina, ed è stato lui a fare il PRG che comprendeva anche l’area di sviluppo industriale quando aveva la mia stessa età… forse allora non era maturo anche lui?
O forse bisogna meglio intendere il significato di Maturità.

Comunque loro, sono democraticamente aperti al confronto.

Sconcertante

Matteo

Monte Tancia aprile 1944


2010
04.22

Il Manifesto 20.04.2010
APERTURA   |   di Marco Lupo

25 APRILE

È ora di ricordare

Aprile 1944, SS e repubblichini salgono il Monte Tancia in Sabina. Quando scendono, nel bosco ci sono 18 morti

Marzo del 1944: una pattuglia nazista che sta cercando i resti di un caccia tedesco abbattuto dagli inglesi nella zona di San Sebastiano trova una camionetta con il corpo di un maresciallo tedesco ucciso dai partigiani. Siamo nella Bassa Sabina, dove a partire dal giorno dell’armistizio i nazifascisti rastrellano tutte le piccole frazioni e i borghi in cerca di uomini e giovani da arruolare nella Repubblica di Salò. Intanto le file dei partigiani si ingrossano di renitenti alla leva, e spesso anche di giovani repubblichini.

A fine marzo i nazifascisti danno inizio alla rappresaglia: nella frazione di Gallo, otto civili vengono prelevati e condotti al carcere di Santa Scolastica di Rieti. Il parroco di Monte San Giovanni in Sabina, Giulio Ballarin, scrive subito una lettera al vescovo di Rieti Benigno Luciano Migliorini, informandolo dei fatti, e chiedendogli di intervenire. Inaspettatamente, gli uomini arrestati a Gallo vengono liberati.

7 aprile 1944
All’alba i camion tedeschi salgono sulle mulattiere che portano alle frazioni di Gallo e Sant’Angelo del Monte Tancia, due frazioni di Monte di San Giovanni in Sabina (Rieti). Gli uomini, nel timore del solito rastrellamento, si sono nascosti nei boschi, mentre le donne, i vecchi e i bambini restano nelle loro case. A Gallo, nelle prime ore del mattino, vengono uccisi tre anziani: hanno 73, 70 e 76 anni.

Intanto tedeschi e fascisti hanno accerchiato l’intera zona. Tre bambini vengono svegliati dalla madre per portare il bestiame al pascolo. Mentre sono occupati a condurre gli animali su un prato, sentono gli spari, e subito dopo le pallottole sibilanti. La più piccola dei tre bambini, undicenne, viene ferita ad una gamba ma si salva perché riesce a fuggire con gli altri due nel bosco. La bambina ferita si chiama Adriana Bonacasata, e ricorda perfettamente di aver sentito voci in italiano, mentre le sparavano. Infatti il prefetto di Rieti, Ermanno di Marsciano, ha invocato più volte l’aiuto dei tedeschi per rastrellare i ribelli e ora guida lui stesso i nazisti verso le case dei contadini, come testimoniato da Padre Gaetano Villa in una relazione al vescovo di Rieti.

I nazifascisti, arrivati alla frazione di Sant’Angelo, strappano le donne e i bambini dalle case e li spingono con forza nella cappella, sparano agli animali e li decapitano, mentre danno fuoco alle case. Per alcune ore le donne e i bambini pregano davanti all’altare della chiesa di San Michele Arcangelo. Verso le 16:30 vengono spinti fuori, alla luce del sole, e costretti a camminare per un centinaio di metri. Arrivati a una piccola siepe, sono costretti a saltarci sopra per cercare di scavalcarla. Un ragazzino tenta la fuga, fa trenta metri, e una fucilata lo abbatte. Gli altri vengono mitragliati sul posto: quattro madri (una incinta di sette mesi), una bambina di due anni, due bambini di quattro e due di sei, un bambino di nove anni e una bambina di undici, una ragazza di diciotto e la zia, più un vecchio di ottantaquattro anni.

Era Venerdì Santo, il 7 aprile del 1944. Oltre ai morti ci sono stati dei superstiti. Per esempio una bimba di tre mesi e una di sette anni. La madre, che qualche ora dopo sarebbe stata assassinata, stava stendendo le lenzuola, quando capì che erano arrivati i nazifascisti. Non poteva immaginare cosa sarebbe successo, ma per sicurezza avvolse la più piccola nel cappotto del marito, che era andato a rifugiarsi nei boschi. Alla sorellina più grande raccomandò di badare a quel fagotto che conteneva la piccola di pochi mesi, e lo depose tra i sassi. Poi, con l’intenzione di prendere degli abiti più pesanti, la madre andò a casa sua, e lì i tedeschi la fermarono. Non ci fu il tempo per tornare indietro. La bambina di sette anni, che doveva badare alla sorellina, sentì le grida e scappò. Il fagotto che conteneva la bambina di tre mesi fu ritrovato il giorno dopo dal padre. Giuseppe Bonacasata, tornato a Sant’Angelo, cercava la moglie e i suoi otto figli. Trovò tre dei suoi bambini morti accanto al corpo di sua moglie. Disperato, iniziò a cercare il corpicino della più piccola. Finché non vide il suo cappotto arrotolato tra i sassi. Lo prese per un lembo e vide sua figlia. La piccola era sopravvissuta; aveva la bava alla bocca, ma era viva.

Quindi il 7 aprile del 1944 furono uccisi tre uomini anziani a Gallo e quindici tra bambini, donne e un anziano a Sant’Angelo del Tancia.

Il libro
Bruna Antonelli, la ricercatrice che ha scritto di questo eccidio dimenticato nel libro «La strage nazifascista a Monte San Giovanni in Sabina», edito da Crace, Perugia, ricorda che alla strage parteciparono reparti tedeschi del 1° battaglione del 20° Reggimento SS, il cui comandante era il maggiore Wilcke, e militi fascisti italiani appartenenti alle formazioni della 116a legione della Guardia Nazionale Repubblicana di Rieti.

La partecipazione diretta dei fascisti a queste azioni sanguinarie è avvalorata da un documento a firma del ten. col. Arturo Bornoroni comandante dell’Ufficio Politico Investigativo della Guardia Nazionale Repubblicana, 116a Legione di Rieti che la Antonelli riproduce interamente nel testo.

Il lavoro storico di Bruna Antonelli dimostra, in questa come in altre sue pubblicazioni, che i rastrellamenti, gli eccidi e le stragi di civili inermi e di partigiani avvennero «a seguito di delazioni fasciste o con la partecipazione diretta di fascisti repubblichini».

Inoltre, per quanto riguarda le responsabilità politiche, la Antonelli riporta il documento-denuncia inviato all’Alto Commissariato per le Sanzioni contro il fascismo (Roma) il 30 ottobre 1944 al procuratore del Regno di Rieti, in cui si attestano le malefatte del podestà del paese e del maestro Pietro Galassetti.

Ricordiamo che all’alba del medesimo 7 aprile 1944 un nucleo di circa trenta partigiani della «Brigata Stalin» e del fronte militare clandestino di Roma, fu attaccato all’Arcucciola del Monte Tancia. Dopo 9 ore di combattimento sette di loro vi lasciarono la vita. Altri tre furono uccisi a Castel San Pietro all’osteria di Salivano.

È ora di ricordare.

Fonte:

    http://www.sinistrarieti.net/
    http://www.ilmanifesto.it Monte Tancia aprile 1944
    http://www.storiaxxisecolo.it/resistenza/lazio/ Centro studi sulla Resistenza Pasqua di sangue sul Monte Tancia in Sabina

Matteo

FESTA PER L’EQUINOZIO DI PRIMAVERA


2010
03.17

Sabato 20 marzo dalle 10 di mattino fino a sera, all’area del Bocciodromo di Poggio Sommavilla, frazione di Collevecchio, si svolgerà una festa e cerimonia per l’equinozio di primavera.

Tramonto all'approdo

Tramonto all' approdo


Alle ore 18,31 sarà l’istante esatto dell’equinozio e l’inizio della primavera. “Vogliamo accogliere questo istante con una piccola ma significativa cerimonia collettiva per infondere vibrazioni positive alla natura, al sole e ai cuori delle persone, per sottolineare la voglia di rinascere e il rispetto della natura”, sottolineano gli organizzatori dell’evento, promosso dalla Nuova Pro Loco di Collevecchio.

“Il 20 marzo vogliamo anche ricordare che l’acqua è un bene comune non privatizzabile a cui tutti devono avere accesso perché l’acqua è la fonte della vita per tutti i popoli”. Perciò non ci saranno bottiglie di acqua minerale, ma “acqua fresca del Peschiera”.

Nel rispetto della natura in questa giornata non si consumerà carne ma solo cibi vegetariani provenienti dalla terra Sabina e i partecipanti sono invitati a vestirsi di bianco come simbolo di purificazione nel giorno della rinascita della terra.

Fin dal mattino si susseguiranno una serie di eventi, in più punti e concomitanti, lungo l’approdo sul Tevere e nell’area del Bocciodromo. Parteciperanno musicisti, attori, artisti di strada, funamboli in esibizioni libere e spontanee.

La festa è autofinanziata e realizzata grazie al contributo volontario dei cittadini.

Questo il programma:

  • ore 10 – biciclettata sulla pista ciclabile lungo il Tevere (si può anche partire dal Centro storico dove un camion porterà le biciclette all’approdo sul Tevere) -

    - lezione dimostrativa sull’uso della canoa –approdo sul Tevere

  • ore 11 – i bambini delle scuole di Collevecchio faranno volare gli aquiloni da loro stessi costruiti sotto la guida di un esperto. Sarà possibile anche acquistare in loco un kit per costruire un aquilone.

    - Stefano Panzarasa canta con i bambini le poesie di Gianni Rodari

    - tatuaggi per bambini e pittura con il corpo

  • ore 13 – apertura dello stand gastronomico con menù vegetariano (bruschette, formaggi, frittata, melanzane, pasta alla sabina crostata di frutta, vino – € 10 tutto compreso).
  • dalle 14 alle 15,30 – spettacolo di equilibrismo su corda tesa della compagnia “Los Filonautas”

    -evento poetico-teatrale del Profusore Marycielo sull’acqua bene comune

  • dalle 15,30 alle 17,30 in contemporanea: Organetti del Soratte, gruppo corale I canti dell’aia, Trio di musica tradizionale irlandese, trio rock jazz di Calvi, Brass Band di Collevecchio e molte altre esibizioni spontanee (tutti i musicisti sono invitati a partecipare).
  • ore 6,15 – si forma un cerchio con “tutti” i partecipanti e si fa una grande ohm al sole mentre un musicista suonerà la conchiglia magica dei Maya
  • alle 18.31 esatte si accende il fuoco degli ulivi e si lascia spazio al liberarsi dell’energia con tutti quanti i presenti.
  • Evento promosso dalla Pro loco di Collevecchio

    Aggiungo, dopo più di un mese di piogge e d’ improvvise nevicate con gelo tra le fioriture, speriam in una buona primavera !!

    Matteo

    Acqua Pubblica: Manifestazione alle sorgenti le Capore


    2010
    02.25

    Volantino-Manifestazione-Acqua-Pubblica-Rieti

    ESCURSIONE NATURALISTICA ALLE SORGENTI LE CAPORE -
    Frasso Sabino (RI) 14 marzo 2010

    L’ACQUA È DI OGNI FORMA VIVENTE….
    …….È UN BENE COMUNE E COME LA MADRE TERRA CHE LA CUSTODISCE
    INDISPONIBILE ALLE LEGGI DI MERCATO

    Verso la Manifestazione nazionale del 20 Marzo 2010 a Roma, per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_all’acqua
    http://www.acquabenecomune.org/

    Mia nonna mi racconta di quando andava a prendere l’acqua sotto casa, ai fontanili o quando beveva nei fossi. Ora mia nonna ha novantacinque anni e quell’acqua non si può bere più.
    Mia nonna mi racconta che era molto faticoso andare a prendere l’acqua, oltretutto dopo una giornata di lavori nella campagna da contadino nel latifondo, cosi mia nonna dice che quando hanno portato l’acqua a casa dopo la guerra era molto contenta di non faticare più.
    Oggi non beviamo più nemmeno quella del rubinetto, si compra.
    Forse era meglio bere l’acqua da “u pisciarellu” mi dice mia nonna.

    Matteo