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-55ettari:SOS.salviamoilpaesaggio.it


2012
01.07

Il “Polo della logistica della Sabina” è destinato ad occupare una superficie di 200 ettari, con capannoni alti 15 metri per un volume totale di quasi 10 milioni di metri cubi – su un’area ad alto valore paesaggistico, con importanti emergenze storico-archeologiche.

La Sabina è un’area subito a nord di Roma, una zona collinare molto bella, a ridosso del Tevere ricca di piane fertili e coltivabili, territorio dell’antica città di Cures. La Sabina è un territorio di elevato valore paesaggistico: con una florida agricoltura – foriera di prodotti agricoli tipici di alta qualità (come l’olio DOP Sabino)- , ricco di presenze archeologiche (in particolare dal periodo arcaico a quello repubblicano fino ai primi due secoli dell’impero romano) in un contesto climatico ideale.

Il Piano Territoriale Paesaggistico della Regione Lazio indica infatti l’area di Cures Sabini – tra Monopoli, il Tevere, Passo Corese e Fara Sabina – come Parco archeologico. Nonostante le peculiarità dell’area, nel 2000, il Consorzio Industriale di Rieti vi progetta un polo logistico destinato ad occupare una superficie di 200 ettari: un’operazione di alto impatto ambientale.
I lavori di sbancamento sono iniziati, ma le polemiche non cessano.

WWF Lazio ha chiesto all’area VIA della Regione Lazio, quale autorià competente, di esercitare il controllo sull’osservanza delle prescrizione impartite in sede di valutazione di impatto ambientale – e nel caso si accertassero violazioni delle prescrizioni impartite o difformità sostanziali da quanto disposto dalla VIA – di disporre la sospensione dei lavori e l’eventuale ripristino dei luoghi. Legambiente Lazio ha presentato un esposto alla Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Lazio e alla Soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio segnalando che i lavori di sbancamento in corso per la realizzazione del Polo della logistica rischiano di arrecare danni gravi e irreparabili al sito archeologico.
Documento di Sintesi
1- Il luogo, il progetto e le valenze archeologiche ed idrogeologiche:

a) L’area è subito a nord di Passo Corese, tra l’abitato di Cures Sabini (il posto del ratto delle Sabine) ed il Tevere, a circa 40 km da Roma.

b) L’area ha una superficie di 200 ettari, collinare. Un tipico paesaggio Sabino, con olivi, vigne, colline, alberi, prati, allevamento, pastorizia. (v.foto)

c) Su quest’area il Consorzio Industriale della Provincia di Rieti progetta, nel 2000, un Polo della Logistica che prevede: a) lo sbancamento totale delle colline con l’asportazione di 4 milioni di metri cubi di terra e b) la costruzione di capannoni industriali e altro per circa 10 milioni di metri cubi di costruito (una volta e mezza circa il Polo della Logistica di Fiumicino: questo di Passo Corese è il Polo della Logistica più grande del Centro Italia)

d) L’area è stata indagata già nel 1980 e segg., come parte di un contesto più vasto, dall’archeologa Prof.ssa Maria Pia Muzzioli, da cui è derivato il libro “Cures Sabini” collana Forma Italiae (1980) e dove la Prof. Muzzioli censisce centinaia di siti archeologici, dal paleolitico alle varie età romane. Oltre i siti di superficie, la Prof. Muzzioli trova una serie di acquedotti a percolazione, estesi su gran parte dell’area, che i Romani savana per filtrare e raccogliere l’acqua piovana: ja vera e propria meraviglia naturale,sepolta sotto lo strato di tufo, che lo sbancamento delle colline verrebbe irrimediabilmente e cancellare.

e) L’area è stata studiata nel 2000 da un gruppo di Archeologi Inglesi della “British School of Rome”. Vent’anni dopo lo studio della Muzzioli, i reperti archeologici in mano agli studiosi li portano a dichiarare nel libro “Sabinensis Ager Revisited” (British School of Rome , 2002, che i siti archeologici della sola area del Polo” sono passati da 39 a 118, dal preistorico all’orientalizzante, dall’arcaico al Romano Imperiale.

f) Nel 2007, la Regione Lazio, nel suo P.T.P.R. (Piano Territoriale Paesistico Regionale), dichiara l’area parte del Parco Archeologico e Culturale della Sabina: Tav C, 20, atto 556 del 25-07-2007e nella tavola B20 della stesso Piano indica anche le presenza archeologiche puntuali.

g) Durante gli studi idrogeologici fatti per la Valutazione di Impatto Ambientale, il Geologo Dott. Chiaretti dichiara che una parte consistente della zona è a rischio idrogeologico in varie parti, perché situata al termine di una serie di valli dove converge l’acqua piovana di una zona molto vasta.

2 – Il valore delle opere, le indagini della soprintendenza, le pressioni, la partecipazione

a) Il valore delle opere è stimato intorno al miliardo di euro

b) La soprintendenza indaga l’area con mezzi economici forniti dal Consorzio Industriale, come previsto dalla legge. Sulla Soprintendente si è fatto pressioni da più lati, anche in via ufficiale, perché dia lo sta bene alle costruzioni. Fanno pressione tutti, dal Consorzio agli industriali ai sindacati (sic). Non c’è nessuno che abbia rispetto per lo Stato al lavoro.

c) Il sindacato di Polizia ha reso noto che nella zona sono state segnalate presenze di organizzazioni a carattere mafioso interessate ai lavori nell’area (il movimento terra è appannaggio di clan ben conosciuti)

d) La partecipazione del pubblico al processo decisionale, come prevede la legge delle valutazioni di Impatto ambientale, non è stata rispettata: l’opera, che ha dimensioni che vanno molto al di là del piccolo paese sulla cui area insiste, ha una scala nazionale e la VIA andrebbe fatta almeno a livello provinciale se non regionale. Ciò non è successo.

3 – La situazione oggi:

a) Le ruspe hanno distrutto le colline su un area di 55 ettari (su 200) che la Soprintendenza ha svincolato. La situazione è grave ed è urgente la necessità di agire al più presto per fermare il disastro ambientale, sociale e culturale in corso.

4-Ciò che si chiede alle istituzioni:

a) Fermare in via cautelativa i lavori, in modo che le indagini archeologiche siano espletate con tutta la calma necessaria.

b) Fermare in via cautelativa i lavori, in modo che le indagini idrogeologiche siano espletate con tutta l’accortezza necessaria

c) Sia realizzato il progetto Regionale di Parco Archeologico e Culturale della Sabina

d) Si realizzi un indagine, mai effettuata, sulla necessità di un ulteriore Polo della Logistica, in una situazione industriale in declino. Si cerchi, se necessario, un luogo alternativo con un impatto ambientale non devastante.

e) Si realizzi la partecipazione del pubblico prevista dalla legge, con la convocazione di una o più conferenze di studio sull’area, condotte da esperti indipendenti nei campi: archeologico, ambientale, agricolo, turistico, economico, pastorale.
Per maggiori informazioni:
http://www.fondoambiente.it/sos-paesaggio-lazio-sabina.asp

Fonte: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2011/12/polo-logistico-di-fara-in-sabina-addio-a-200-ettari-di-parco-archeologico/

Il Paesaggio può essere la decorazione anche dell’ambiente costruito, dalle opere d’Arte. (Matteo)

L’Italia che ripudia la Guerra:


2011
12.26

20 Miliardi di euro pubblici per 131 Cacciabombardieri atomici F35

Scheda tecnica “F-35 Lightning II” (Joint Strike Fighter)
http://www.nof35.org/doc/scheda_tecnica

Il Governo ha chiesto e ottenuto ormai molti mesi fa un parere favorevole al Parlamento, in poco tempo e senza praticamente dibattito, per l’acquisto di 131 cacciabombardieri Joint Strike Fightes che potrebbero impegnare il nostro paese fino al 2026, con una spesa complessiva di programma di quasi 16 miliardi di euro.

L’acquisto di questi caccia sarebbe una decisione irresponsabile sia per la politica di riarmo che tale scelta rappresenta, sia per le risorse che vengono destinante ad un programma sovradimensionato nei costi sia per la sua incoerenza (un aereo di attacco che può trasportare anche ordigni nucleari!) con le autentiche missioni di pace del nostro paese.
In un momento di grave crisi economica in cui non si riescono a trovare risorse per gli ammortizzatori sociali e per i disoccupati e vengono tagliati i finanziamenti pubblici alla scuola, all’università e alle politiche sociali, destinare 16 miliardi di euro (oltre 14 per la fase di acquisto ancora da deliberare) alla costruzione di 131 cacciabombardieri è una scelta sbagliata e incompatibile con la situazione sociale del paese.

Al momento sono stati stanziati circa 800 milioni per la costruzione dell’impianto di Cameri (Novara) in cui gli F35 verranno assemblati, con un contratto di 185 milioni già firmato per il primo lotto. Nella legge di stabilità 2010 sono poi già presenti 471 milioni per l’acquisto dei primi velivoli.

Ma abbiamo ancora la possibilità di far sentire la nostra voce! Per questo motivo Sbilanciamoci! e Rete Italiana per il Disarmo chiedono quindi al Governo di non procedere alla prosecuzione del programma, destinando in alternativa una parte delle risorse già accantonate a programmi di riconversione civile dell’industria bellica e agli interventi delle politiche pubbliche di cooperazione internazionale. Già a Dicembre 2009 la mobilitazione ha presentato (tra adesioni online e moduli cartacei) 25.000 firme al Governo (che non ci ha ricevuto) per completare la prima fase di pressione.

Con 16 miliardi di euro si possono fare molte altre cose in alternativa! Ad esempio si possono contemporaneamente edificare 3000 nuovi asili nido, costruire 8 milioni di pannelli solari, dare a tutti i collaboratori a progetto la stessa indennità di disoccupazione dei lavoratori dipendenti, allargare la cassa integrazione a tutte le piccole imprese. Oppure concentrarsi sulla ricostruzione e il sostegno di territori colpiti da calamità naturali come l’Aquila e il Veneto.
Il Governo, in questo spinto anche dal Parlamento, faccia una scelta di pace e di solidarietà; blocchi la prosecuzione del programma destinando le risorse così liberate alla società, all’ambiente, al lavoro, alla solidarietà internazionale.

Oltre alle adesioni online la campagna ha già raccolto oltre 15.500 firme cartacee di sostegno.

Ecco il testo che invieremo per te al Governo italiano

Considerato che:
Siamo in un momento di grave crisi economica e finanziaria che colpisce le famiglie e i lavoratori cosa che richiede massicci interventi contro la povertà e la disoccupazione.
È ormai necessario trovare risorse per la ricostruzione dell’Abruzzo terremotato, ormai da troppo tempo in emergenza.
La recente alluvione in Veneto dimostra come siano necessari per molti territori risorse capaci di ovviare ai problemi causati dalle calamità naturali
Un solo cacciabombardiere costa come 300 asili nido o come l’indennità annuale di disoccupazione per 15mila precari
I tagli alla scuola, all’università, alla ricerca, al terzo settore (5xMille) ed alla cooperazione internazionale non sono compatibili con una politica di vera sicurezza e vero sviluppo
L’art.11 della Costituzione ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie di crisi.

Accogliendo le proposte della Rete italiana per il Sisarmo e della campagna Sbilanciamoci!, chiedo al governo italiano di bloccare la costruzione dei cacciabombardieri F-35 e di utilizzare le risorse stanziate – pari a circa 15 miliardi di euro – per finanziare ad esempio:

La ricostruzione in Abruzzo e in Veneto
La produzione di 8 milioni di pannelli solari per l’energia pulita.
La messa in sicurezza metà delle scuole italiane.
Un assegno di disoccupazione per tutti i precari che perdono il posto di lavoro.
Il completo annullamento dei tagli alla scuola, all’università, alla cooperazione internazionale e al terzo settore previsti nella legge di stabilità in discussione al Parlamento.

Per sottoscrivere l’appello vai alla pagina www.disarmo.org/nof35

SOS EMERGENCY
Dal 1994 abbiamo curato oltre 4 milioni di persone in 16 Paesi. Bene e gratis. AIUTACI A NON SMETTERE: fai una donazione su http://www.sosemergency.it/ o chiama il numero verde 800.394.394

IL PIANETA STA MORENDO!!


2011
12.07

Cari amici,

Gli oceani stanno morendo, l’aria sta peggiorando, le foreste si stanno desertificando. Dai pesci alle piante, dalla fauna agli esseri umani, stiamo uccidendo il pianeta che ci sostiene, e lo stiamo facendo velocemente. La causa principale della distruzione della natura si chiama cambiamento climatico, e nei prossimi 3 giorni abbiamo la possibilità di fermarlo.

Il Trattato ONU sul cambiamento climatico, al momento la nostra ultima occasione per agire, scade il prossimo anno, e una coalizione senza scrupoli a guida americana e composta da paesi esportatori di petrolio sta provando a neutralizzarlo per sempre. E’ difficile da credersi, ma stanno barattando la sopravvivenza della natura in cambio di profitti immediati.

L’UE, il Brasile e la Cina stanno a guardare: non sono schiavi delle compagnie petrolifere come gli Stati Uniti, ma hanno bisogno di un appello enorme dell’opinione pubblica prima di guidare politicamente e finanziariamente il salvataggio del Trattato ONU. Il mondo è riunito al vertice sul clima per i prossimi 3 giorni per prendere questa decisione cruciale. Diciamo forte e chiaro ai nostri leader che devono mettersi dalla parte del pianeta e non delle compagnie petrolifere – un team di Avaaz è al vertice per consegnare direttamente il nostro appello:

http://www.avaaz.org/it/the_planet_is_dying/?vl

La situazione si sta incredibilmente aggravando: il nostro pianeta è continuamente colpito da catastrofi naturali, che lasciano milioni di persone senza casa e senza cibo. Stiamo raggiungendo velocemente il punto di non ritorno per quanto riguarda il cambiamento climatico: abbiamo tempo solo fino al 2015 per cominciare a ridurre drasticamente le emissioni di CO2.

Nonostante questa emergenza, il mondo sta fallendo nel mobilitarsi contro la democrazia americana ostaggio dell’industria petrolifera. Non paghi di aver fatto fallire gli accordi di Copenaghen e il protocollo di Kyoto, ora stanno costruendo una coalizione per uccidere il trattato sul clima, che segnerà la fine dei negoziati internazionali in corso in Africa.

La nostra ultima speranza per invertire la rotta è nelle mani di Europa, Brasile e Cina: sono loro che possono far sì che l’accordo venga siglato, ma devono unire le forze, ed è qui che entriamo in gioco noi. L’Europa è stanca, è da tanto che combatte per il clima e ha bisogno di un incoraggiamento popolare. La Cina ha già stretto alcuni impegni stringenti, è sensibile alla sua reputazione internazionale e potrebbe continuare in questa direzione se le daremo un sostegno in tal senso. E il Brasile ospiterà il vertice l’anno prossimo, con l’ambizione di portare a casa la vittoria sul clima. Costruiamo un appello globale da record per mettere insieme i nostri difensori del clima e renderli più forti. Firma la petizione e inoltra questa email a tutti:

http://www.avaaz.org/it/the_planet_is_dying/?vl

L’idea folle di focalizzarsi sui profitti di breve periodo, che spinge i paesi a temporeggiare e a rimandare le decisioni contro la crisi climatica e che mette in pericolo la sopravvivenza di noi tutti, non è più tollerabile. Fortunatamente il nostro movimento ha il potere d’intervenire nei processi e di chiedere il cambiamento. Uniamoci e convinciamo altri a unirsi a noi per un mondo più sicuro e più umano.

Con speranza e determinazione,

Luis, Emma, Ricken, Iain, Antonia, Morgan, Dalia, Pascal e il resto del team di Avaaz

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La Stampa: “Clima, il veto degli Stati Uniti: l’intesa a Durban resta un miraggio”
http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/news/articolo/lstp/433158/

Il Sole 24Ore: “Pechino apre a intesa sul clima”
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-06/pechino-apre-intesa-clima-064051.shtml?uuid=AaO3akRE

Corriere della Sera: “Clima, gli USA vogliono le mani libere”
http://www.corriere.it/ambiente/11_dicembre_06/conferenza-durban-usa-lasciano-kyoto_01551b6a-200d-11e1-9592-9a10bb86870a.shtml

Ansa: “L’uomo causa il 74% del riscaldamento globale”
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/12/05/visualizza_new.html_9482655.html

Euronews: “A Durban si decide il futuro di Kyoto”
http://it.euronews.net/2011/12/05/a-durban-si-decide-il-futuro-di-kyoto/

Facebook:http://www.facebook.com/Avaaz

Global Warming:

http://it.wikipedia.org/wiki/Riscaldamento_globale

15 October United for Global Change


2011
10.15

PEOPLE OF THE WORLD RISE UP!! http://15october.net/

2001-2011 Afganistan=morti 67.000 esseri umani


2011
10.08

10 ANNI DI GUERRA in Afganistan dal 2001 al 2011
Secondo fonti ufficiali:
Hanno perso la vita 67.000 esseri umani
730.000 sfollati
Aumento della povertà, della mortalità infantile
Nel 2011 il costo della missione militare italiana 800 milioni di euro, più di 2 milioni al giorno
3.399.563.828 + 582.610.656 euro = 3.982.174.484 euro. Quasi 4 miliardi. Sono i soldi che l’Italia ha speso per finanziare 10 anni di guerra in Afganistan(La tabella è presa da http://documenti.camera.it/leg16/dossier/Testi/di0403.htm notate come i soldi stanziati dall’Italia per la “cooperazione” siano 23 volte meno). Emergency, nello stesso periodo, con poco più di 55 milioni di euro ha curato oltre 3 milioni di pazienti afgani.

Per sostenere gli ospedali in Afganistan con una donazione online su http://www.emergency.it/flex/FixedPages/Common/donazioni.

Generale Mini: “Afghanistan: missione fallita” http://it.peacereporter.net/

Costituzione della Repubblica Italiana

Art. 11.

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

http://www.quirinale.it/qrnw/statico/costituzione/costituzione.htm

Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011 – No alla Legge Bavaglio


2011
10.04

Cara lettrice, caro lettore, in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.

Il Disegno di legge – Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) recita: «Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue, che può essere consultata in qualunque momento senza spendere nulla. Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni. Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine. Purtroppo, la valutazione della “lesività” di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato. Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti. In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l’intera pagina è stata rimossa.

Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo Articolo 27 «Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»

L’obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell’Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l’abbiamo conosciuta fino a oggi. Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell’onore e dell’immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall’articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione. Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all’arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per “non avere problemi”. Vogliamo poter continuare a mantenere un’enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla? Gli utenti di Wikipedia

Nota: poiché anche il bar, punto d’incontro e di discussione della comunità, sarà bloccato, vi rimandiamo al canale IRC della Wikipedia in lingua italiana, dove potrete chiedere spiegazioni ed esprimere il vostro parere (qui è spiegato nel dettaglio come accedere): irc://chat.freenode.net/wikipedia-it

Fonte:http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011

http://www.facebook.com/pages/Rivogliamo-Wikipedia-No-alla-legge-bavaglio/185745561500946

FIRMA LE PETIZIONI ONLINE
Wikipedia Salviamo Wikipedia
No al bavaglio — ultimi giorni decisivi! http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio

“è più facile fare affari per l’Oligarchia, quando c’è il torbido dell’ingorare nel rumore della società”

Matteo

Manovre di Guerra


2011
08.28

APPELLO
Manovra e armi: “Il male oscuro”

di Alex Zanotelli
Per aderire all’appello vai http://www.ildialogo.org/appelli

In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma(SIPRI). Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!!

E’ mai possibile che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini? Ma ai 27 miliardi del Bilancio Difesa 2010, dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni, altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35. Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013. Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra, semplicemente tagliando le spese militari. A questo dovrebbe spingerci la nostra Costituzione che afferma :”L’Italia ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali…”(art.11) Ed invece siamo coinvolti in ben due guerre di aggressione, in Afghanistan e in Libia. La guerra in Iraq (con la partecipazione anche dell’Italia), le guerre in Afghanistan e in Libia fanno parte delle cosiddette “ guerre al terrorismo”, costate solo agli USA oltre 4.000 miliardi di dollari (dati dell’Istituto di Studi Internazionali della Brown University di New York). Questi soldi sono stati presi in buona parte in prestito da banche o da organismi internazionali. Il governo USA ha dovuto sborsare 200 miliardi di dollari in dieci anni per pagare gli interessi di quel prestito. Non potrebbe essere, forse, anche questo alla base del crollo delle borse? La corsa alle armi è insostenibile, oltre che essere un investimento in morte: le armi uccidono soprattutto civili.

Per questo mi meraviglia molto il silenzio dei nostri vescovi, delle nostre comunità cristiane, dei nostri cristiani impegnati in politica. Il Vangelo di Gesù è la buona novella della pace: è Gesù che ha inventato la via della nonviolenza attiva. Oggi nessuna guerra è giusta ,né in Iraq, né in Afghanistan, né in Libia. E le folle somme spese in armi sono pane tolto ai poveri, amava dire Paolo VI. E da cristiani come possiamo accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali?

Ma perché i nostri pastori non alzano la voce e non gridano che questa è la strada verso la morte?

E come cittadini in questo momento di crisi, perché non gridiamo che non possiamo accettare una guerra in Afghanistan che ci costa 2 milioni di euro al giorno? Perché non ci facciamo vivi con i nostri parlamentari perché votino contro queste missioni? La guerra in Libia ci è costata 700 milioni di euro!

Come cittadini vogliamo sapere che tipo di pressione fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’armi. Noi vogliamo sapere quanto lucrano su queste guerre aziende come la Fin-Meccanica, l’Iveco-Fiat, la Oto-Melara, l’Alenia Aeronautica. Ma anche quanto lucrano la banche in tutto questo.

E come cittadini chiediamo di sapere quanto va in tangenti ai partiti, al governo sulla vendita di armi all’estero (Ricordiamo che nel 2009 abbiamo esportato armi per un valore di quasi 5 miliardi di euro).

E’ un autunno drammatico questo, carico di gravi domande. Il 25 settembre abbiamo la 50° Marcia Perugia-Assisi iniziata da Aldo Capitini per promuovere la nonviolenza attiva. Come la celebreremo? Deve essere una marcia che contesta un’Italia che spende 27 miliardi di euro per la Difesa.

E il 27 ottobre sempre ad Assisi , la città di S. Francesco, uomo di pace, si ritroveranno insieme al Papa, i leader delle grandi religioni del mondo. Ci aspettiamo un grido forte di condanna di tutte le guerre e un invito al disarmo.

Mettiamo da parte le nostre divisioni, ricompattiamoci, scendiamo per strada per urlare il nostro no alle spese militari, agli enormi investimenti in armi, in morte.

Che vinca la Vita!

Alex Zanotelli

Napoli, 24 agosto 2011

http://www.facebook.com/Marcia Mondiale Per la Pace e La Non Violenza

REFERENDUM 12 -13 GIUGNO 2011 – Siamo tutti indispensabili


2011
06.03

eFFeTTo DoMiNO!!

Vota SI ai referendum il 12 e il 13 giugno


2011
04.11

Ai referendum del 12 e 13 giugno per dire NO devi segnare .

Vuoi eliminare il ricorso all’energia nucleare? Sì.
Vuoi cancellare la privatizzazione dell’acqua? Sì.
Vuoi sbarazzarti del legittimo impedimento? Sì.

Il referendum passa se si raggiunge il quorum. Occorre che vadano a votare 25 milioni di italiani. Per questo dobbiamo informare da subito. Copia, incolla e condividi diffondi.

http://www.acquabenecomune.org
http://www.fermiamoilnucleare.it
http://www.sireferendum2011.it/

Matteo

Salviamo l’Ospedale Pubblico di Magliano Sabina


2010
11.08

Volantino_Protesta_Ospedale_Pubblico_Magliano_Sabina

Aiutaci a Divulgare e Partecipare
(inoltra il messaggio a tutti i tuoi contatti)

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Ricevuto, inoltro…

Matteo