20 Miliardi di euro pubblici per 131 Cacciabombardieri atomici F35
Scheda tecnica “F-35 Lightning II” (Joint Strike Fighter)
http://www.nof35.org/doc/scheda_tecnica
Il Governo ha chiesto e ottenuto ormai molti mesi fa un parere favorevole al Parlamento, in poco tempo e senza praticamente dibattito, per l’acquisto di 131 cacciabombardieri Joint Strike Fightes che potrebbero impegnare il nostro paese fino al 2026, con una spesa complessiva di programma di quasi 16 miliardi di euro.
L’acquisto di questi caccia sarebbe una decisione irresponsabile sia per la politica di riarmo che tale scelta rappresenta, sia per le risorse che vengono destinante ad un programma sovradimensionato nei costi sia per la sua incoerenza (un aereo di attacco che può trasportare anche ordigni nucleari!) con le autentiche missioni di pace del nostro paese.
In un momento di grave crisi economica in cui non si riescono a trovare risorse per gli ammortizzatori sociali e per i disoccupati e vengono tagliati i finanziamenti pubblici alla scuola, all’università e alle politiche sociali, destinare 16 miliardi di euro (oltre 14 per la fase di acquisto ancora da deliberare) alla costruzione di 131 cacciabombardieri è una scelta sbagliata e incompatibile con la situazione sociale del paese.
Al momento sono stati stanziati circa 800 milioni per la costruzione dell’impianto di Cameri (Novara) in cui gli F35 verranno assemblati, con un contratto di 185 milioni già firmato per il primo lotto. Nella legge di stabilità 2010 sono poi già presenti 471 milioni per l’acquisto dei primi velivoli.
Ma abbiamo ancora la possibilità di far sentire la nostra voce! Per questo motivo Sbilanciamoci! e Rete Italiana per il Disarmo chiedono quindi al Governo di non procedere alla prosecuzione del programma, destinando in alternativa una parte delle risorse già accantonate a programmi di riconversione civile dell’industria bellica e agli interventi delle politiche pubbliche di cooperazione internazionale. Già a Dicembre 2009 la mobilitazione ha presentato (tra adesioni online e moduli cartacei) 25.000 firme al Governo (che non ci ha ricevuto) per completare la prima fase di pressione.
Con 16 miliardi di euro si possono fare molte altre cose in alternativa! Ad esempio si possono contemporaneamente edificare 3000 nuovi asili nido, costruire 8 milioni di pannelli solari, dare a tutti i collaboratori a progetto la stessa indennità di disoccupazione dei lavoratori dipendenti, allargare la cassa integrazione a tutte le piccole imprese. Oppure concentrarsi sulla ricostruzione e il sostegno di territori colpiti da calamità naturali come l’Aquila e il Veneto.
Il Governo, in questo spinto anche dal Parlamento, faccia una scelta di pace e di solidarietà; blocchi la prosecuzione del programma destinando le risorse così liberate alla società, all’ambiente, al lavoro, alla solidarietà internazionale.
Oltre alle adesioni online la campagna ha già raccolto oltre 15.500 firme cartacee di sostegno.
Ecco il testo che invieremo per te al Governo italiano
Considerato che:
Siamo in un momento di grave crisi economica e finanziaria che colpisce le famiglie e i lavoratori cosa che richiede massicci interventi contro la povertà e la disoccupazione.
È ormai necessario trovare risorse per la ricostruzione dell’Abruzzo terremotato, ormai da troppo tempo in emergenza.
La recente alluvione in Veneto dimostra come siano necessari per molti territori risorse capaci di ovviare ai problemi causati dalle calamità naturali
Un solo cacciabombardiere costa come 300 asili nido o come l’indennità annuale di disoccupazione per 15mila precari
I tagli alla scuola, all’università, alla ricerca, al terzo settore (5xMille) ed alla cooperazione internazionale non sono compatibili con una politica di vera sicurezza e vero sviluppo
L’art.11 della Costituzione ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie di crisi.
Accogliendo le proposte della Rete italiana per il Sisarmo e della campagna Sbilanciamoci!, chiedo al governo italiano di bloccare la costruzione dei cacciabombardieri F-35 e di utilizzare le risorse stanziate – pari a circa 15 miliardi di euro – per finanziare ad esempio:
La ricostruzione in Abruzzo e in Veneto
La produzione di 8 milioni di pannelli solari per l’energia pulita.
La messa in sicurezza metà delle scuole italiane.
Un assegno di disoccupazione per tutti i precari che perdono il posto di lavoro.
Il completo annullamento dei tagli alla scuola, all’università, alla cooperazione internazionale e al terzo settore previsti nella legge di stabilità in discussione al Parlamento.
Per sottoscrivere l’appello vai alla pagina www.disarmo.org/nof35
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