Comunismo all’italiana ?

Da il manifesto del 17 dicembre 2009
DITTATURA DEL PROLETARIATO
Valerio Evangelisti

«”Socializzeremo tutto, eccetto i barbieri”» disse Paolo Ferrero, esausto, posando l’AK 47 su un tavolo del Viminale. «È una frase bellissima. Lenin?» Chiese Oliviero Diliberto, mentre cercava di togliere la polvere dalla divisa grigio verde.
Alle sue spalle Marco Rizzo, suo eterno contestatore, stava posando con precauzione il bazooka. «ma che stronzata. Lenin non si è mai occupato di barbieri. Sarà un altro teorico.»
«Infatti» sorrise Ferrero. «Si tratta di Mario Tanassi, segretario del Partito Socialdemocratico prima di Mani Pulite.» «Perché i barbieri no?» chiese Diliberto.
«Tanassi rettificò durante una Tribuna Politica. Anche i barbieri erano da socializzare.»
Il dialogo si svolgeva mentre nelle strade si combatteva ancora. Le milizie del CPO Gramigna avevano ormai preso Montecitorio. Quelle del Crash di Bologna occupavano tutta l’area da ponte Milvio a piazza del Popolo. Il Vittoria di Milano presidiava la stazione Termini. Il colpo di Stato fascista era fallito, si combatteva in ogni città italiana. A tutti era chiaro che a Roma si svolgeva la battaglia decisiva, specie dopo la fuga del Papa ad Avignone
Nei cortili giungeva il fragore delle fucilazioni. «Questo deve essere Gasparri, oppure La Russa» osservò Ferrero, rassegnato.
«No, è D’Alema» disse secco Ferrando, che entrava in quel momento. «Come ultimo desiderio ha chiesto di avere l’estremo rapporto carnale con Berlusconi. Non è stato possibile accontentarlo.»
Si curvarono tutti sulla carta geografica, come se potesse fornire chissà quali risposte. Ferrero guardò da sotto gli occhiali, che erano scesi sulla punta del naso, come sempre. La forma del suo naso era adatta allo scopo. «Adesso si tratta di realizzare il comunismo. Qualche idea?»
Fernando parlò con sicurezza. «A ciascuno secondo i suoi bisogni, da ciascuno secondo le sue possibilità. È facile.»
«Facile?» Ferrero rialzò gli occhiali. Era la prima volta in vita sua che lo faceva. «Barbieri a parte, chi potrebbe gestire enormi complessi industriali? E le ferrovie? Le telecomunicazioni? Gli impianti siderurgici?»
«Forse dovremmo sentire Toni Negri» propose Sergio Bologna dal fondo della sala. «Lui aveva il merito di idee ben precise.»
Ferrero annuì. «Ottima proposta. Portatemi qua Negri. O magari Casarini.»
Ferrando assunse un’espressione desolata. «Fucilati tutti e due. Pochi minuti fa.»
«Ma perché?»
«il comitato di salute pubblica li ha definiti deviazionisti. Sostenevano l’assimilazione degli ex ceti medi al proletariato.»
Senza dare nell’occhio, Sergio Bologna infilò la porta.
Ferrero sospirò e scartò la mappa. «Basta. Dobbiamo fare il comunismo. Siamo nella fase transitoria definita “dittatura del proletariato”. Non c’è che lo Stato che possa gestire strutture produttive di grande ampiezza. È il socialismo. A ciascuno secondo il suo lavoro, da ciascuno secondo le sue capacità.» Guardò Ferrando. «Dico bene?»
«In teoria si» rispose il leader trotzkista «però sarebbe capitalismo di Stato. Nulla a che vedere con il comunismo.»
«D’accordo, però ci faremo gestire i grandi impianti?»
«Si può pensare a soviet di lavoratori che eleggano il loro manager.»
«Per un periodo transitorio.»
«Certo, transitorio.»
Si fece avanti Marco Rizzo. «Se permettete, andrebbe individuato un capitalista che guidi mezzi di informazione, attività finanziarie, ma anche sistemi di comunicazione, gruppi assicurativi. Il soviet voterebbe per lui come primo manager, a larga maggioranza. Lo fecero anche in Russia, durante la NEP.»
Ferrero scosse il capo. «Non esiste un tipo così.»
«Sì che esiste» disse Ferrando. «Silvio Berlusconi.»
«Non l’hai già fucilato?»
«No. E lì il cortile che aspetta il plotone d’esecuzione.»
«Portalo qui subito!»
Poco dopo Berlusconi faceva il suo ingresso scortato da due guardie dell’Officina 99 di Napoli. Diliberto gli lanciò un’occhiata carica di disprezzo. L’ex presidente del consiglio appariva invecchiato e affaticato: tuttavia non mancava di vivacità.
«Eccolo qua, il fascista.»
«Mai stato fascista, non credete alle calunnie dei giornali.» Berlusconi sono si frugò sotto la giacca tutta spiegazzata. «Posso anzi mostrarvi la tessera del partito bielorusso Comunisti per la Democrazia, firmata dal compagno Lukashenko in persona.»
«Non ci basta» replicò Diliberto, a muso duro.
«Non siate ingrati. Quando tutti sostenevano che i comunisti non esistevano più, ero l’unico a dire che c’eravate ancora.»
L’osservazione colpì positivamente tutti i presenti. Ferrero finì con l’annuire. «C’è un fondo di verità. Ma non è sufficiente a salvarle la vita.»
Berlusconi non si lasciò smontare. «Cosa diceva il compagno Lenin? Che il comunismo sono il soviet più l’elettrificazione. Voi mettete i soviet io l’elettrificazione. Credetemi, sarò un presidente proletario.»
Ferrando, che sembrava il più perplesso, parve convincersi: si accarezzò la barba che non pettinava da trent’anni.
«Be’, si può provare» mormorò.
«Sì, sono d’accordo» disse Rizzo.
Ferrero guardò Diliberto, che gli fece un cenno di consenso. «È sia.» Chiamò un miliziano del CPO Gramigna. «Metti quest’uomo in libertà. Fallo scendere in cortile.»
«Subito!» Il miliziano accompagnò Berlusconi alla finestra e lo gettò di sotto. Si udirono un urlo e un tonfo.
«Ma che ti prende?» urlarono tutti.
Il miliziano tolse la pistola dalla fondina e la brandì. «Compagni, la dittatura del proletariato è finita. Inizia la fase successiva. Quella dell’estinzione dello Stato.»

E come si suol dire in giro, dividetevi e moltiplicatevi !

Matteo

IL BUON SVILUPPO, Filacciano 13 dicembre 2009

Rete Economia Solidale SABINA
Comitato per lo sviluppo ecosostenibile della Valle del Tevere

PROGETTO “ IL BUON SVILUPPO” FILACCIANO DOMENICA 13 dicembre 2009

PROGRAMMA

Ore 9.00 – Apertura stand: agricoltura e alimentazione, commercio equo, turismo responsabile, finanza etica, energie rinnovabili, parchi, beni comuni, riuso e riciclo,
Ore 10.00 – Apertura dei lavori e saluto del sindaco di Filacciano Giovanni Falpo
- Introduzione al seminario. Provincia di Roma, Assessorato Lavoro e Formazione.
- Legge della regione Lazio sull’Altra Economia. – Luigi Nieri Assessore al Bilancio Regione Lazio.
- L’ Ambiente, modificazioni climatiche. – Michele Beccarini Assessore Ambiente Provincia di Rieti.
- Altra economia come opportunità nella crisi economica – Alberto Castagnola, economista
- Le esperienze dei Distretti di Economia Solidale – Riccardo Troisi Presidente C.A.E. (Città dell’Altra Economia)
Ore 11.00/ Ore 15.00 – Itinerario culturale: visita guidata nei luoghi di rilevanza storica
Ore 13.00 – Lo stand gastronomico con piatti del territorio nei due menù di carne e non
Ore 15.00 – Riapertura lavori – laboratori tenuti da esperti dei settori :
- La finanza etica -L’agricoltura biologica -L’economia solidale –
- Le energie alternative – Il consumo critico.
Interverranno:
- Andrea Ferrante Pres. AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica)
- Soana Tortora di FAIR TRADE
- Fabio Morsicano imprenditore
- Fabio Refrigeri Sindaco di Poggio Mirteto
Parteciperanno inoltre: Associazione Post Tribù , Cooperativa 3T, Riserva Naturale “Nazzano Tevere-Farfa”, Riserva Naturale “Monte Soratte, Associazione Villa Monteripone.
Aderiscono i Comuni di: Filacciano, Nazzano, Torrita Tiberina, Sant’oreste, Poggio Mirteto, Cantalupo in Sabina, Stimigliano.
Sarà presente uno stand illustrativo del Progetto sulla “Raccolta Differenziata” a cura del Comune di Filacciano
SPAZIO ANIMATO PER I BAMBINI a cura delle Associazioni culturali “Il Nibbio”, “Le piccole pesti” e la ludoteca “Il nido dell’Usignolo”, Mostra “Il cammino del fanciullo verso la nascità di Gesù” presso il nuovo oratorio
La giornata sarà allietata dal complesso musicale Harmony Ensamble, da giocolieri e musicisti In occasione dell’evento gli esercenti del paese terranno aperte le proprie attività
COMITATO RES SABINA:
L’Isola che c’è Onlus – Banca popolare etica – Ass.Culturale germogli – SLOW FOOD Casperia e Sabina – Legambiente – Arci poggio mirteto – A.s.p. Di 28 ce n’è uno
CONTATTI: Irene Ciompi, Annunziata Maccari, Tina Schirru – Tel.0765332893 – Cell.3491243348 – 3388365763
E-mail:
res.sabina@yahoo.it, partecipazione.filacciano@yahoo.it

Locandine in pdf:
Presentazione RES Filacciano REV
Locandina RES Filacciano

Matteo