Sistema Collevecchio

Si apprende, come gia´ annunciato precedentemente dal quotidiano il messaggero, che l´indagine della Procura della Repubblica di Rieti ¨Sistema Collevecchio¨ va avanti.
http://sfoglia.ilmessaggero.it/

Il Messaggero Venerdì 13 Novembre 2009

Ancora sequestri e ancora indagati a Collevecchio, con un’appendice a Tarano, dove il nucleo forestale della procura ha posto i sigilli (ma gli occupanti possono continuare ad abitarci) a quattro immobili, realizzati utilizzando licenze illegittime, pratiche che sarebbero state agevolate da una serie di abusi e falsi materiali.
E ancora una volta finisce nel mirino delle indagini il cosiddetto ”sistema Scacchi”, riferito ai due tecnici (Marino e Giuseppe, padre e figlio) entrambi titolari di uno studio di progettazione, con il primo già responsabile dell’ufficio tecnico di Collevecchio (poi interdetto per due mesi dal gip) durante la gestione del sindaco Rossi. Ci sono poi anche due professionisti, un ingegnere e un geometra, indagati per essersi prestati ad apporre la propria firma in calce a progetti, in realtà realizzati nello studio Scacchi, e poi sottoposti all’approvazione passando per l’ufficio comunale diretto da Marino il quale, nonostante le inchieste e un rinvio a giudizio, è stato recentemente nominato responsabile dell’ufficio che si occupa del settore abusi edilizi al comune di Civitella S.Paolo.
Lo spunto di questa nuova inchiesta l’ha offerto l’interrogatorio di Giampiero Ciceroni, proprietario di un terreno sul quale c’era un immobile da ristrutturare: «….Mi rivolsi allo studio Scacchi sapendo che il padre lavorava all’ufficio tecnico del Comune e anche perchè mi consta che la maggior parte dei progetti a Collevecchio vengono redatti dal geometra Giuseppe…».
Insomma, quello disegnato dal pubblico ministero Lucia De Santis nell’ennesima inchiesta sugli abusi edilizi di Collevecchio (per una prima indagine c’è già stato il rinvio a giudizio degli Scacchi e compagni, assolto invece l’ex sindaco Enzo Rossi, mentre una terza sta per concludersi) è un quadro decisamente clientelare. Dalle intercettazioni telefoniche, ad esempio, risulta come i tecnici si dividevano le somme pagate dai privati per i progetti e uno di questi, addirittura, riferendosi a uno degli indagati, dice: «….quel deficiente si è fatto sequestrare la rubrica dove sono registrati nove mila euro volanti….», alludendo a Giuseppe Scacchi, proprietario di un’agenda e di un computer sequestrati dagli uomini dell’aliquota forestale diretta dall’ispettore superiore Giuseppe Dante, dove venivano riportati i dati dei progetti approvati e i soldi pagati dai privati ”anche a rate”, come ha precisato una delle persone interrogate dal pubblico ministero De Santis.
Gli indagati di questo terzo filone sono undici, (le accuse sono di falso, abuso d’ufficio, lottizzazione abusiva) c’è nuovamente Enzo Rossi per aver firmato alcune autorizzazioni, mentre i privati (l’ha già preannunciato l’avvocato Marco Bonamici, legale di uno di loro) sono pronti a ricorrere al tribunale del Riesame contro il sequestro degli immobili.
M.Cav.

Speriamo che questo meschino meccanismo di ricatti, abusi condizionamenti e giochi di potere, possa essere fatto emergere pubblicamente e si faccia giustizia e chiarezza per la nostra comunita´, ormai frastornata dalla scia ¨nera¨ che da un po´ di anni si porta dietro le spalle.

Matteo

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