La Sabina da Salvare

2009
04.06

Il modello economico imperante trasformerà la nostra zona.

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Grappignano land scape, municipality of Collevecchio, Sabina, donkeys of Firmina Poeta

A Collevecchio e in tutta la Sabina è a rischio il suo sviluppo sostenibile. Il nostro piccolo comune non è altro che parte di una rete locale e globale, che risente costantemente dei mutamenti continui delle economie globalizzate. In Italia il consumo di territorio avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all’anno. Dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata Seppellita sotto il cemento. Il modello economico imperante trasformerà la Sabina, fra pochi anni sarà riempita di palazzine rosa con palma, cane abbaiante, parabolica, piscina e vigilantes armati, diventerà il parcheggio per i centri commerciali romani soprattutto, che hanno bisogno di posti dove stipare le merci e nelle aree limitrofe alla capitale il terreno costa meno ed è più semplice sottrarlo ai noi “burini” in cambio di prospettivi acquisti di Mercedes.A Passo Corese (Fara Sabina) 170 ettari saranno adibiti all’ASI Polo della Logistica in un’area di particolare pregio archeologico e ambientale, sopra le colline che costeggiano la statale 313 Ternana prima dell’abitato di Passo Corese.Opposto all’Asi, dalla statale Ternana fino al tevere, in un area di 200 ettari sara costruitoil nodo intermodale, gomma-ferro-aria, infatti c’è l’intenzione di costruire anche una pista per aerei cargo. Quest’area ospiterà lo scalo San Lorenzo che trasferito fuori Roma, liberando spazi, darà l’opportunità a palazzinari di costruire in un area dove il metro quadro è alle stelle, altro che far respirare la città o creare spazi verdi. Per avere maggiori dettagli dei progetti vedi: http://www.sabinafutura.it.L’emergenza principale è in tutto l’asse di grande comunicazione internazionale che si trova nella valle del tevere costituito dall’autostrada A1, dalla ferrovia direttissima e dalla ferrovia Fiumicino Aereoporto-Orte.Lo stesso problema infatti lo troviamo all’uscita autostradale di Ponzano Soratte dove oltre al già costruito Outlet sono previste altre aree industriali e collegamenti stradali, a Collevecchio per l’intenzione di costruire 200 ettari a Grappignano che già è costato il danneggiamento irreparabile del sito archeologico e via via il ripetersi continuo in tutta la valle del Tevere.Personalmente vi posso dimostrare che di aree industriali-artigianali lungo la valle del Tevere, ce ne sono già molte ,da Orvieto a Roma e di capannoni e capannuncoli vuoti se ne contano tanti.A mio parere bisognerebbe, investire risorse per recuperare integrare e rendere sostenibili dal punto di vista architettonico ed energetico le aree industriali-artigianali già esistenti ragionando e cooperando in una logica di reti sovralocali, favorendo principalmente la vocazione economica di questi territori, l’agricoltura, l’allevamento e l’artigianato che insieme alle strutture turistico ricettive potranno determinare uno sviluppo sostenibile. Pensate un po’, il vecchio Rumon ,Thibrys, Albula, studiato in tutto il mondo, culla delle civiltà Romana, Etrusca, Latina, Sabina e Umbra, che ha assistito al transito di Annibale , i Saraceni, i Longobardi, i Lanzichenecchi e Garibaldi circondato dal cemento. Certo ormai siamo abituati a fare figuracce in giro per il mondo.

Cosa dobbiamo fare? Resistere.

Alcune associazioni operanti in Sabina si sono incontrate a Poggio Mirteto alla sede dell’Arci per discutere la difesa del territorio Sabino e come già annunciato dai media locali, sta nascendo un Comitato per lo Sviluppo Armonico del territorio Sabino, inoltre è stato aperto un gruppo su facebook che è arrivato a più di 650 aderenti;http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=127891785320&ref=ts

Pensate anche che esistono già istituzioni illuminate che hanno affrontato e che affrontano questo problemi al livello Amministrativo, come Città di Castello (Pg) http://www.cdcnet.net/infocomune/atti_documenti/regolamenti.asp attraverso il Piano Regolatore Generale e il regolamento edilizio o aderendo a campagne nazionale come Comuni virtuosi o Stop al Consumo di Territorio.La nostra Amministrazione purtroppo, ma non è l’unica, marcia nel senso inverso, infatti lo scorso giugno sono state presentate le osservazioni al PTPR, per diminuire le fasce di rispetto per la tutela del Centro storico e della salvaguardia delle acque. Il circolo Legambiente Bassa Sabina ha contribuito con osservazioni al PTPR mirate ad evidenziare gli aspetti da tutelare e valorizzare. Per il comune di Collevecchio sono state segnalate le aree a rischio ambientale da bonificare costituite dalla ex-area industriale della fornace, per l’ Amianto e la ex-discarica comunale in località Grappignano. Contributi al patrimonio geologico, geositi di particolare interesse culturale, contributi al patrimonio Archeologico, beni archeologici diffusi sul territorio,con una rivisitazione delle aree del parco culturale-archeologico previsto dal PTPR nell’area Grappignano, valle dell’Aia(Imella), Poggio Sommavilla, in riferimento alla Carta Archeologia del CNR Forma Italiae.

Lanciamo un appello a tutte le persone più sensibili perchè riflettano e contribuiscano a risolvere questo problema, io sono a disposizione.

Matteo

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